Archivio per febbraio 2008

un minorenne perde la vita per le percosse della polizia!   1 comment

 

Novità su caso del ragazzino pestato dalla Polizia

Muore a 16 anni. video choc: il ragazzo a terra

e gli agenti che ridono. 4 poliziotti a processo!

 

 

Tempo fa vi avevo raccontato una serie di casi legati ad una semplice, seppur inquietante domanda: “Cosa succede quando a sbagliare è il duro braccio della giustizia?”. Nell’articolo rispolveravo numerosi aneddoti riguardanti appunto incresciose situazioni legate all’abuso di potere di alcune componenti delle forze dell’ordine. Potete rileggere quell’articolo cliccando sul link http://barberafabio.spaces.live.com/blog/cns!A3B5DFE268B24FF4!275.entry. Ma un caso in particolare, trattato in quell’articolo, è tornato a far discutere dalle colonne dei maggiori quotidiani e telegiornali. Anzi, forse se ne sta davvero cominciando a parlare solo adesso, perché su questa storia fino a pochi giorni fa vigeva il più assoluto riserbo e silenzio. Protagonista suo malgrado, anzi, vittima di questo grottesco ed inquietante caso è Federico Aldrovandi. L’allora sedicenne era di ritorno verso casa in un tranquillo settembre del 2005. Proveniva da un concerto a Ferrara e stava passeggiando, stanco e soddisfatto per la bella serata, per una piazza del luogo in attesa di raggiungere la propria abitazione. Non si sa perché è successo ma è successo: quattro poliziotti in divisa lo hanno raggiunto e picchiato a morte! I genitori distrutti dal dolore ancora non si capacitano della cosa e chiedono giustizia! Giustizia che, forse, sta finalmente per giungere grazie anche ad un video  della scientifica che si aggiunge come elemento di accusa per i quattro agenti Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri, che rischiano adesso una condanna per omicidio colposo. Il filmato ha toni davvero drammatici, a tratti anche cinici, e mostra il ragazzo esanime a terra, completamente livido e tumefatto, mentre attorno a lui si sente il chiacchiericcio e anche una risata, come se tra i presenti nessuno fosse interessato al fatto che lì, a pochi passi da loro, c’era il corpo di un  ragazzo che era stato ucciso. Parla Patrizia Moretti, la madre della giovane vittima di un sistema che chiede sempre più a gran voce il manganello per le strade (mascherandolo come bisogno di maggiore sicurezza) e che, così facendo, genera mostri: “Federico non ha mai fatto niente di male nella sua vita. Non faceva niente e l’hanno lasciato a terra”. Nel video si vedono le mani e il volto del giovane completamente coperti da lividi, pieni di escoriazioni e tumefatti:  Federico è stato immotivatamente picchiato sulle mani con forza e, secondo alcuni testimoni, ha ripetutamente chiesto aiuto a gran voce. Ma nessuno ha ritenuto opportuno intervenire. I genitori di Federico, distrutti dall’accaduto, comunque non si arrendono e da tempo hanno aperto un blog per raccontare questa triste storia, magari per far si che nessun altro ragazzo si trovi a dover subire lo stesso trattamento. Il blog dove si può intervenire, saperne di più e informarsi su nuovi sviluppi legati alla vicenda è www.federicoaldrovandi.blog.kataweb.it. Andateci, cliccateci, diffondete la storia. Per non dimenticare!

 

CLICCANDO SUI VIDEO

 POTETE VEDERE IL FILMATO CHOC SU FEDERICO ALDROVANDI TRASMESSO

DA RAI TRE, ALL’INTERNO DI CHI L’HA VISTO.

 

    

 

    

 

SE NON RIESCI A VEDERE BENE LE IMMAGINI O PER QUALUNQUE RAGIONE SALTA O VA A SCATTI

CLICCA DIRETTAMENTE SUI LINK DI YOU TUBE QUI IN BASSO

 

 http://it.youtube.com/watch?v=C7q9PcmxfPo

http://it.youtube.com/watch?v=5LX8O0yUOPQ

 

DA LEFT AVVENIMENTI:

TORNANO IN SERVIZIO I POLIZIOTTI IMPUTATI

NEL PROCESSO PER L’OMICIDIO DEL GIOVANE FEDERICO.

Si continua a parlare dello scandaloso caso di Federico Aldrovandi, morto sotto le percosse delle forze dell’ordine. Sul blog della madre di Federico si legge che sono tornati in servizio sulle volanti, riprendendo il posto che occupavano la mattina del 25 settembre 2005, quando trovarono il diciottenne vivo e lo lasciarono morto in una pozza di sangue. Ma dalla polizia negano, sostenendo che quando i 4 agenti furono indagati, vennero trasferiti in ufficio e lì sono rimasti, tranne Monica Segatto che ha chiesto il trasferimento alla questura di Padova. "Sono stati visti sulle volanti", spiega la madre di Federico. "Rimane il fatto grave che non sono mai stati sospesi dalla polizia".

 

 DA L’UNITA’

 

VOLEVANO OSCURARE IL SITO CHE RACCONTA

IL CASO DI FEDERICO ALDROVANDI

 

federicoaldrovandi.blog.kataweb.it 

 

  

LINK: altri articoli dove si parla del manganello italiano!

 

Violenze, pestaggi e torture al G8 di Genova

Dopo otto anni arrivano le sentenze

CLICCA SUL LINK PER LEGGERLO

http://barberafabio.spaces.live.com/blog/cns!A3B5DFE268B24FF4!646.entry

Quando la "giustizia" diventa "ingiustizia"

GLI ERRORI DEL DURO BRACCIO DELLA LEGGE

CLICCA SUL LINK PER LEGGERLO

http://barberafabio.spaces.live.com/blog/cns!A3B5DFE268B24FF4!275.entry  

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Pubblicato 12 febbraio 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

satanismo a Trapani   Leave a comment

Messe nere e rave party: ecco cosa accade nelle misteriose ed inquietanti notti trapanesi in un vecchio centro abbandonato

Tracce di satanismo a Trapani

 

Cosa accade nelle lunghe notti siciliane? La gente di notte cambia: c’è chi dorme, c’è chi si vuole divertire, c’è chi è alla ricerca dell’anima gemella, c’è chi guarda la tv, c’è chi brinda, chi fa l’amore, chi balla e chi parla di politica. Ma c’è anche un gruppo sempre più nutrito di persone che volge il proprio interesse al satanismo. Ieri la Digos di Trapani, in collaborazione con l’Adiconsum, con il teologo esperto Francesco Fiorino, il criminologo Vincenzo Savatteri e con la presenza di un gruppo di giornalisti tra cui una giovane rappresentante del Giornale di Sicilia e le troupe di Telejato, Telesud e Tele8, ha effettuato dei rilevamenti in un vecchio centro ospedaliero di Trapani, lasciato all’abbandono da più di vent’anni. La situazione che si è posta dinnanzi è stata perlomeno grottesca. Tralasciando l’ennesimo caso di spreco di denaro pubblico rappresentanto dall’enorme edificio, ormai fatiscente, che è stato lasciato all’abbandono per decenni, quando, al contrario, poteva essere utilizzato per molteplici e quantomeno utili attività, il caso che è venuto fuori è stato quello delle tracce di satanismo. Già dall’ingresso del centro, forse posizionata lì come segnale della presenza di adepti, si può notare una statua che a primo impatto può sembrare quello della Madonna ma che, ad una seconda occhiata più attenta, risulta perlomeno strana. “I tratti sono inquietanti, gli occhi diabolici, il volto amorfo e il seno esageratamente e volutamente pronunciato – ci dice Vincenzo Savatteri, esperto criminologo, che da tempo segue casi come questi – l’immagine è da ricondurre a Lilith. ossia la moglie del diavolo, è un’immagine utilizzata solitamente per incontri di dubbio gusto. Ad avvalorare la tesi degli incontri organizzati ci sarebbe la lampadina alimentata con un ingegnoso sistema di batterie, che si trova alla base della diabolica statua. La lucina potrebbe servire per riconoscere e ritrovare il punto di incontro completamente immerso nel buio per mancanza di una rete di illuminazione, ma in ogni caso le prove ritrovate all’interno dell’edificio non possono ricondurci ancora a pratiche esoteriche e sataniche vere e proprie. Ci andiamo con i piedi di piombo su casi come questi che spesso sono riconducibili a semplici bravate adolescienziali ma che, a volte, nascondono fini ben più inquietanti legati a sette e pratiche sataniche”. Effettivamente, come dichiaratoci dal criminologo Vincenzo Savatteri all’interno dell’enorme edificio poco è stato trovato per approfondire le indagini, ma quel poco basta per raccontarci cosa accade in quei luoghi a pochi passi da dove abitiamo e che possiamo raccontarvi in esclusiva attraverso una serie di contributi fotografici: il sepolcro di satana, le frasi che ripetutamente inneggiano alla morte, le numerose frecce che portano ad ampie stanze griffate “chiesa”, “sala operatoria”, “obitorio” e molto altro ancora! Così il satanismo prende piede e ci ricorda, ancora una volta, che dove c’è una radicata religione c’è sempre anche la sua nemesi.

 

Pubblicato 7 febbraio 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

antenne killer   Leave a comment

 

Ripetitori per cellulari: sono dannosi o è inutile allarmismo? scopriamolo insieme

 

 

 

In questo dossier vogliamo parlarvi di due antenne, anzi, due ripetitori, uno Tim e uno Wind, posizionati sul territorio castellammarese, non all’esterno del paese ma proprio dentro, accanto a due scuole. Queste due antenne destano non poche preoccupazioni. Ne parliamo con il signor Luigi Gioia, presidente di un comitato per la tutela e la difesa del consumatore e del cittadino.

 

Signor Luigi ci racconti questa inquietante storia.

Con vero piacere. Con il mio comitato nel 1995, quando è stata installata l’antenna della TIM ad ombrello sopra una scuola elementare (il plesso Verga) ci siamo attivati per farla togliere, in quanto proprio lì vicino, a distanza di appena 10 metri c’era un tale, il signor Di Maria, che era portatore di pace maker. Tre mesi prima che venisse installata l’antenna il signor Di Maria è stato ricoverato all’ospedale di Alcamo e i risultati dell’emocroma davano tutti i valori sia dei globuli rossi che dei globuli bianchi nella normalità. Il suo sangue non riscontrava anomalie di nessun genere.

 

E quando è stata installata l’antenna?

Appena è stata installata l’antenna il signor Di Maria ha cominciato a sentirsi male. La cosa strana è che quando questo signore usciva di casa, andava in giro per il paese e quindi si allontanava dall’antenna non accusava più nessun malessere appena rientrava in casa ricominciava a sentirsi male. Ciò ci portò a pensare che il suo malessere fosse causato proprio dal ripetitore che rendeva il pace maker mal funzionante. Comunque, dopo qualche mese, Di Maria è stato nuovamente ricoverato all’ospedale di Alcamo per effettuare nuovi esami. La cartella dei nuovi esami può ancora essere confrontata con la precedente (perché ho tutti i dati conservati): mentre nella prima analisi non c’era nessuna traccia di tumore o leucemia, nel secondo ricovero si è riscontrata una grave anomalia e cioè che i valori dei globuli bianchi erano saliti alle stelle. Infatti, dopo pochi mesi, il signor Di Maria è deceduto.

 

E da lì in poi avete realizzato quella incredibile marcia di protesta che ha coinvolto per la prima molti tutti i cittadini castellammaresi.

Sì. Ci siamo prima attivati per fare una protesta presso il Comune e contro chi aveva, con la massima leggerezza, dato l’autorizzazione ad installare l’antenna, senza tenere conto dei danni che questi ripetitori possono creare. Da allora abbiamo continuato a batterci energicamente!

 

Avete realizzato anche una mappa che raccoglie tutti i casi di tumori e leucemie da dopo che le antenne sono state installate.

Io personalmente ho cominciato a stilare questa mappa, segnando con puntini neri i casi che, via via, si andavano presentando intorno alle antenne. Segnando, naturalmente, anche i casi di decesso. Guarda caso, in linea d’aria e già a partire da 100 metri dalle antenne sono tutti deceduti per tumore o leucemia. Sarà un caso? Io dico di no!

 

Guardando questa mappa è inquietante notare che i casi sono davvero tantissimi.

Si praticamente ci sono stati decessi per tumore o leucemia porta per porta, uno sterminio! Ancora ce n’è qualcuno in vita come me che però non sta comunque tanto bene.

 

Ecco, perché vogliamo ricordare ai nostri lettori che anche lei, signor Luigi, che da dieci anni lotta contro queste antenne, è stato colpito dallo stesso male! Sembra proprio che la macabra ironia della sorte si abbatta sempre dove non dovrebbe.

Guarda, io mi trovo al terzo piano e, guardando quell’antenna con le sue lucette rosse mi viene sempre da pensare: “Tu sei il mio assassino, sarai la causa della mia morte!”. Ho avuto proprio in questi giorni la triste sorpresa di avere un mieloma multiplo che non mi permette di muovermi! Ho anche dovuto chiudere il comitato per la difesa del cittadino e del consumatore perché sono impossibilitato a proseguire le battaglie che un comitato come questo mi porrebbe davanti.

 

Ma così praticamente è una guerra persa con le antenne!

Purtroppo si. Questo perché il Sindaco, pur essendo un medico e pur avendo visto le continue lotte e le documentazioni che abbiamo fatto, tutto fa tranne che curarsi della salute dei propri cittadini. Non voglio dire che il Sindaco attuale abbia degli interessi particolari su queste antenne, perché quando sono state installate il primo cittadino di C/Mare era un altro. Ma ora c’è lui che, ribadisco, è anche un medico e continua a non curarsi minimamente di quella mappa che voi avete pubblicato e che è stata consegnata molto tempo fa anche a questo signore e al Comune. Mi verrebbe di augurargli di provare quello che sto provando io per ora. Anzi, dovrebbero metterlo a muro e fucilarlo.

 

Parole dure le sue, ma sicuramente motivate dal dolore e dal non poter più far nulla per combattere queste antenne!

Voglio ribadire che le due antenne si trovano ad ombrello su due scuole elementari. Va bene che loro dicono che al di sotto dell’antenna non c’è pericolo perché le radiazioni sono minime, però ogni dipolo che irradia il segnale è leggermente inclinato e va in direzione delle case vicine.

 

Speriamo di poter portare avanti questa battaglia al suo posto.

Io, aimé, sicuramente con ci sarò a vederla questa battaglia, perché come vedete sono malconcio. Ma, mi chiedo, contro la Tim e la Wind chi può andarci e vincere? L’unica cosa che mi viene in mente è che quando sarò in fin di vita, se qualcuno mi accompagnerà sotto le antenne, sarò io personalmente a mettere dei candelotti di dinamite per far saltare tutto per aria. Poi gli dite che mi vengono ad arrestare o a trovare al cimitero.

 

 

 

Per chi suona il cellulare?

 

Qualcuno avanza dubbi sulla salubrità delle zone limitrofe alle installazioni delle antenne per la telefonia mobile sostenendo che il continuo bombardamento da campo elettromagnetico può generare “impazzimento” cellulare tale da generare tumori e malattie del sistema linfatico.

 

 

Poco più di dieci anni fa, circa 2000 cittadini castellammaresi manifestarono contro l’installazione dell’antenna per la telefonia mobile dell’allora TIM in pieno centro abitato, fra le due scuole elementari: la Verga e la Navarra. I timori che le emissioni elettromagnetiche potessero nuocere alla salute di chi passa gran parte della giornata a stretto contatto con l’antenna, non sono del tutto svaniti anche perché la scienza in tal senso non ha dato risultati certi e i pareri sono molto discordanti. Certo è che dopo tutto questo tempo l’antenna è sempre al proprio posto con il carico di perplessità che sin dal primo momento essa si è portato dietro. Infatti, l’installazione fu a suo tempo autorizzata dal vice sindaco Cacciatore (giunta Battiata), senza cercare pareri di Soprintendenza, Asl e altro. La TIM doveva impiantare un’antenna per la telefonia mobile in nome del business nascente e…tutto doveva rapidamente avvenire. In seguito si cercò di acquisire i pareri e “sistemare le carte” mentre la Soprintendenza, solerte nel bastonare i “piccoli” cittadini, tentennò fino all’ultimo prima di procedere timidamente per quanto di sua competenza. Si ricordi che la stessa Soprintendenza pochi giorni prima l’installazione dell’antenna, aveva fatto rimuovere con grande fermezza e determinazione, tutte le insegne a bandiera dei pubblici esercizi perché non consone al paesaggio. Sembra sia passato un secolo da allora. Le antenne per la telefonia mobile fanno ormai parte del paesaggio e tutti noi andiamo in fibrillazione se sul nostro cellulare non c’è “campo”. Il vice sindaco di allora ha in corso un procedimento per abusivismo edilizio o qualcosa del genere. I bambini di allora sono degli adolescenti che si affacciano alle problematiche serie della vita. La Soprintendenza continua a fare la parte del leone con gli agnelli e l’agnello con i leoni tanto che il Soprintendente Gini in un recente convegno svoltosi a Castellammare ha dichiarato che “se a Scopello ci sono 9000 metri cubi di cemento qualcuno ha sbagliato” (e qualcuno dovrebbe pur pagare per quell’errore, ci sentiamo di aggiungere). Ma ritorniamo all’antenna; alcuni cittadini hanno iniziato a constatare una certe incidenza di malattie tumorali nell’intorno dell’area d’ubicazione della stessa e ci segnalano la cosa con un rilevamento dei punti sulla cartina del paese. Certo non è nulla di statistico e né, tanto meno, di scientifico, però è uno stimolo per approfondire e valutare se un tale problema possa essere riconducibile con maggiore frequenza all’intorno dei siti d’ubicazione delle antenne oppure no.

 

Pubblicato 4 febbraio 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

stranezze dal comune di cmare   Leave a comment

“la strada è pubblica”, “no, è privata”

e il comune non sa che pesci pigliare!

 

Un fatto davvero anomalo, curioso e assolutamente paradossale, quello che vede protagonista il Comune di Castellammare del Golfo e una strada pubblica ma chiusa da cancelli che ne limitano il passaggio. Proprio così, la strada denominata “Cortile Gradisca” a Castellammare del Golfo (zona Petrolo) risulta essere, carte alla mano, di accesso pubblico e fruibile da parte della collettività. Ma a conti fatti ciò avviene solo sulla carta, perché l’accesso è chiuso e ostruito da blocchi e delimitazioni realizzati da privati. A segnalarci il caso è stato Pietro D’Anna, proprietario di un edificio proprio in quella zona, il quale si trova impossibilitato ad usufruirne appieno, compiere lavori, affittare l’immobile o modificarlo in alcun modo. E qui entra in gioco il Comune e l’assurdo, fors’anche pirandelliano, rimbalzo di dichiarazioni da ufficio a ufficio. L’assessorato al territorio e ambiente dichiara che tale strada non può ritenersi privata, ma nonostante ciò l’ufficio tecnico rilascia l’autorizzazione ai privati per chiudere via Gradisca e renderla di fatto inaccessibile. Il caso continua a passare di ufficio in ufficio: il Comune chiede al signor D’Anna di allacciare il suo edificio alla rete fognaria attraverso gli allacci che si trovano proprio in via Gradisca, ma poi afferma in un altro documento che via Gradisca non può effettivamente considerarsi strada. Ormai il caso è da ritenersi schizofrenia burocratica e a dire la propria c’è anche il comando dei vigili urbani di Castellammare che afferma con assoluta certezza che via Gradisca è strada pubblica ma l’ufficio tecnico del Comune risponde piccato che è possibile considerarla strada pubblica soltanto fino ai cancelli! Insomma, nessuno sa che pesci pigliare e rileggendo la storia ci viene proprio da pensare che a volte la realtà supera di gran lungo l’immaginazione, fin dove, però, non trova un cancello a bloccarla.

Pubblicato 4 febbraio 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

tra chiesa e realtà   Leave a comment

 

La dico o non la dico.. la dico, la dico…

Ancora attacchi dalla Chiesa alla legge 194 sull’aborto!

 

Domenica 3 febbraio è stata la giornata dedicata al Movimento per la Vita. Ad un’udienza presso l’Accademia Pontificia per la Vita il Papa Joseph Ratzingher (il pastore tedesco) ha dichiarato: "No a convivenze alternative fuori dal matrimonio e non finalizzate alla procreazione". Fateci caso: anche la Chiesa basa il sacerdozio su una convivenza alternativa a quella matrimoniale e assolutamente non basata sulla procreazione… per questo mi viene da riflettere e da chiedermi: se anche la Chiesa non segue le dichiarazioni del Papa allora è da considerarsi pericolosa per se stessa?

 

da PANDOLFO A COLAZIONE 

 

Cliccando sul link in basso potete ascoltare l’intervista al Presidente dell’Unione Atei (UAAR) realizzata l’indomani delle polemiche sul caso Papa e Università La Sapienza.

 

http://download.radioalcamocentrale.it/atei.mp3

 

Pubblicato 4 febbraio 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

l’EAS e le bollette gonfiate   Leave a comment

L’E.A.S. e le bollette salatissime!!!

Del caso se ne occupa l’Adiconsum

 

 

Continua l’anomalo caso delle bollette gonfiate dall’E.A.S., che a Castellammare del Golfo non ha ancora trovato soluzione. La segnalazione fatta da numerosissimi cittadini esasperati riguarda per l’appunto l’E.A.S. (l’Ente Acquedotti Siciliani) che sul territorio ha fatto arrivare, senza un effettivo riscontro nell’erogazione dell’acqua, bollette salatissime con picchi che arrivano anche a 30mila euro e la minaccia, in caso i cittadini colpiti dalle bollette non pagassero, di interruzione dell’erogazione dell’acqua. In più l’EAS fa pagare un canone di depurazione delle acque, solo che il paese di Castellammare del Golfo non ha un depuratore e scarica i liquami direttamente a mare. Una bella trovata che nella nostra capitale definirebbero “SOLA”, per un posto definito “a vocazione turistica” che ha, tra l’altro, una riserva naturale a fianco. In più la rete fognaria del paese è incompleta e malconcia. L’acqua in alcuni quartieri arriva a fasi alterne e alcune strade sono anche invase da topi che escono dai tombini. Del caso se ne sono occupati gli amici dell’Adiconsum (associazione di tutela dei consumatori) di Trapani, nella fattispecie a interessarsi del caso è stato il presidente dell’associazione di tutela dei consumatori Giovanni Robino, che hanno messo a disposizione gli avvocati dell’Adiconsum, tutti volontari, e sta intraprendendo una battaglia contro l’ente!

Pubblicato 4 febbraio 2008 da fabiobarbera in Senza categoria