Archivio per settembre 2009

22 anni di satira e controinformazione: Striscia la Notizia quest’anno è “la voce dell’influenza!”.   Leave a comment

 

 Striscia la Notizia quest’anno compie 22 anni. Antonio Ricci:

“Picasso diceva che ci si mette molto tempo per diventare giovani”.

 

 

(Antonio Ricci)


Quest’anno è la voce dell’influenza e il noto TG satirico compie 22 anni! Ventidue edizioni di comicità, satira, informazione, controinformazione, varietà e inchiesta sembrano volati, ma hanno lasciato il segno. Un segno tangibile, che ha spesso avuto ripercussioni sulla realtà politica, economica e sociale del nostro Paese. Striscia la notizia mostra l’altra faccia della medaglia, non si ferma all’apparenza dei fatti, ma instilla il dubbio nei telespettatori. Il pubblico, sempre più numeroso, partecipa, come una grande redazione allargata, alla denuncia di piccoli e grandi problemi che affliggono il quotidiano.

 

Il programma si insidia così capillarmente nei meandri del tessuto sociale per evidenziare le malefatte dei palazzi del potere politico, economico, sanitario e imprenditoriale, svelando abusi, disservizi, errori, omissioni e taroccamenti dei media. Così racconta la sua Striscia il guru Antonio Ricci dalle righe di striscialanotizia.it.

 

Gli fa eco Marisa Alagia dell’Ansa che scrive, dalla conferenza stampa di apertura della nuova edizione, che Striscia la notizia riparte dopo un’estate da mandare in brodo di giuggiole. La definizione è proprio dell’inventore del Tg satirico, Antonio Ricci. "E’ stata un’estate che ha creato per noi la situazione ideale, esasperata a tal punto che sarà difficile trovare la giusta misura – ha detto Ricci dagli uffici Mediaset di via Paleocapa – noi continueremo a fare informazione alla nostra maniera, tra satira e parodia, dando voce ai problemi della gente".

 

 

Seduto accanto ai due conduttori, Ezio Greggio e Enzo Iacchetti, e alle due Veline, Federica Nargi e Costanza Caracciolo, Ricci ha toccato alcuni dei temi che hanno tenuto banco durante l’estate e in questo inizio di autunno. In particolare il dibattito sulla libertà di stampa. "La mancanza di libertà di stampa la viviamo anche sulla nostra pelle – ha detto -. Ci sono almeno 250 denunce contro di noi, quindi se non lo sappiamo noi…".

 

Ma è stato soprattutto sui temi riguardanti le Veline e l’uso che viene fatto del corpo delle donne che Ricci ha tenuto banco. "Ho sentito addirittura dire che a sdoganare le tette in tv è stato ‘Drive in’ che invece era un programma fatto dal fior fiore dei cervelli satirici della sinistra – ha raccontato – sostenere che Berlusconi è responsabile di tutta la volgarità del mondo è davvero eccessivo, certo ce ne mette del suo, ma non possiamo demonizzare la tv commerciale". A sostegno delle sue tesi, Ricci ha mostrato alcuni fogli di magazine e quotidiani dove, accanto a servizi di approfondimento sul tema femminile, vengono pubblicate foto di donne usate per pubblicità.

 

Poche le anticipazioni (tenute rigorosamente segrete) invece sui temi e i servizi del Tg satirico, a parte la novità di un nuovo appuntamento che da ottobre andrà in onda la domenica sera: una Striscia monografica condotta dagli inviati, promossi per l’occasione a conduttori. Confermata, invece, la squadra di inviati giornalisti molto particolari, da Jimmy Ghione a Valerio Staffelli, da Dario Ballantini a Max Laudadio, da Stefania Petyx col bassotto ad un nuovo personaggio: Eco, Ugo Eco, da non confondersi con Umberto, un intellettuale organico che raccoglie le istanze del popolo, interpretato da diverse persone e poi una rubrica che coinvolgerà di più i cittadini per dare risposte ai problemi dell’Italia.

 

Sempre rispettando quello che è stato il motivo per cui è nata Striscia la notizia: informazione, ma in chiave ironica, ludica, irriverente. Un esempio fornito anche nella conferenza stampa, dove ai giornalisti è stato consegnato un finto dossier sui direttori di molti quotidiani. "E’ solo uno scherzo, ovviamente noi non abbiamo archivi segreti", ha detto Ricci che poi si è lanciato in una parodia di Berlusconi dicendo: "Sono il miglior autore televisivo degli ultimi 150 anni".

 

Rispondendo infine a una domanda riguardante gli ascolti della puntata di "Porta a Porta" con il premier, l’autore ha detto: "Non vedo cosa ci sia da meravigliarsi, sarebbe stato diverso se Berlusconi avesse annunciato di voler parlare delle sue avventure estive".

 

ALCUNI DEGLI INVIATI

 

(Max Laudadio)

  

 (Stefania Petyx)

 

 

(Charlie Gnocchi alias Mister N€uro)

 

(Dario Ballantini alias Valentino)

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Pubblicato 20 settembre 2009 da fabiobarbera in Senza categoria

i chi sono quelle telecamere? Era uno scherzo la video-sorveglianza a Scopello!   Leave a comment

 

Scopello: nell’era del Grande Fratello

Video Sorveglianza su Piazza e stradine. Di chi sono quelle telecamere?

Pare proprio che  Castellammare del Golfo abbia scoperto la tecnologia. Così, mentre compilando un modulo su www.recomnet.org/web/castellammare sembrerebbe che il Comune garantisca l’accesso ad Internet libero via Wi-Fi ai cittadini che ne fanno richiesta (anche se la copertura al momento – secondo segnalazione di quanti hanno provato il sistema – sarebbe estesa solo alle zone della Villa Margherita e Cala Marina), un’altra novità si insinua e coinvolge stavolta il borgo di Scopello: la videosorveglianza! In settimana cartelli di avviso e telecamere sono stati istallati nel centro storico e nelle stradine con la motivazione – riportata sui cartelli – che si tratta di riprese per ragioni di sicurezza. Così, anche a Scopello si potrà dire: “Benvenuti nell’era del Grande Fratello” e le allegre e storiche serate estive in piazza tra canzoni, chitarre e gavettoni potrebbero diventare un bel dvd delle vacanze. Ma l’iniziativa pone qualche dubbio: quali ragioni di sicurezza possono spingere ad una costante sorveglianza filmata in un paese che conta pochissimi residenti? Quale organo o istituzione ha richiesto tali strumenti di controllo? In quale ufficio si trovano i monitor e le cassette? L’idea che la piccola piazzetta Nettuno venga trasformata in una moderna Alcatraz iper-controllata inquieta le menti: c’è chi pensa ad uno scherzo (ricordando il precedente caso della fontana da spostare per decisione dell’autorità, vedi http://www.alcamo.it/default.asp?id=859), chi plaude all’iniziativa e chi accusa i compaesani di aver fatto denunce che hanno portato a questo, altri imputano ai litigi tra alcuni abitanti la misteriosa istallazione. I dubbi però rimangono: dal Comune trasecolano e smentiscono che la paternità della videosorveglianza appartenga ai loro uffici. C’è chi non crede siano vere e, come san Tommaso, cerca di toccare con mano, ma la telecamera si mette subito in movimento ed inquadra il malcapitato. Così la gente mormora e l’autorità indaga e fotografa tutto…di chi saranno quelle telecamere?

 

Scopello: Era uno scherzo la Video Sorveglianza

su piazza e stradine per sicurezza…

Scherzo ben architettato quello della videosorveglianza a Scopello! E’ questo l’epilogo della vicenda delle telecamere che giovedì sono state rimosse dagli operai comunali sotto la guida dei Vigili del Comando di Castellammare del Golfo. Ben 6 giorni fa cartelli di avviso e telecamere erano stati istallati nel centro storico e nelle stradine con la motivazione – riportata sui cartelli – che si trattava di riprese per ragioni di sicurezza. L’iniziativa aveva fatto sollevare l’ennesimo vespaio e aveva posto alcuni dubbi: quali ragioni di sicurezza possono spingere ad una costante sorveglianza filmata in un paese che conta pochissimi residenti? Quale organo o istituzione ha richiesto tali strumenti di controllo? In quale ufficio si trovano i monitor e le cassette? Strano. Particolare. Inquietante. Si, però: FALSO…si tratta infatti dell’ennesimo scherzo stile “Amici Miei” di un paese buontempone ed ilare che sa anche non prendersi sul serio. Non è la prima volta che capita: in passato il paese era meta di allegri ragazzi dal gavettone facile; poi c’è stato il periodo dell’acqua della fontana: alcuni paesani avevano scoperto il modo di chiudere l’acqua che sgorgava e così, ad ogni tentativo di ignari turisti che cercavano di abbeverarsi o di irritati C/Maresi che tentavano di riempire bidoni e bottiglie, bloccavano l’erogazione per poi farla partire poco dopo. Sempre con la fontana ricordiamo il precedente caso dell’iniziativa di presunte autorità di spostare il monumentale simbolo per poi scoprire che si trattava di un’esilarante scherzo (vedi http://www.alcamo.it/default.asp?id=859).

 

LINK: se ne parla anche su www.agoravox.it, www.alcamo.it, www.castellolibero.blogspot.com

 

Pubblicato 20 settembre 2009 da fabiobarbera in Senza categoria

una galleria fotografica per raccontare la speleologia cmarese   Leave a comment

 

Grotte suggestive e splendide scenografie naturali: una galleria fotografica

per raccontare le uscite speleologiche del C.A.I. di C/Mare!

Un reportage curioso – vissuto in prima persona – per raccontare le attività speleologiche del Club Alpino Italiano (CAI) in quel di Castellammare del Golfo e precisamente in alcune delle grotte più suggestive ed affascinanti della provincia di Trapani. Così il golfo riesce a coniugare ed amalgamare, in un mix armonico, mare e montagna, attività subacquee e passeggiate speleologiche.

L’appuntamento col gruppo speleologico è previsto di mattina presto: la levataccia è giustificata dal fatto che la giornata all’interno di una grotta vola e il tempo non è mai abbastanza per soddisfare la sete di curiosità e per riuscire a raccontare quanto c’è da vedere, condividere ed apprezzare. L’idea di un team di giovani appassionati di speleologia di portare una sede del C.A.I. anche a Castellammare del Golfo (sottosezione del gruppo di Palermo) è stata una tra le più azzeccate.  Come recita l’articolo “1” dello Statuto del Club Alpino: “il gruppo ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. E le montagne del territorio che accoglie il golfo di C/Mare meritano studio, conoscenza, tutela e diffusione. Così si parte! Addosso una tuta, l’imbracatura classica dello speleologo, una bandana e il casco con la lampadina a batterie o con la fiamma alimentata da una pietra naturale che a contatto con l’acqua sprigiona gas, l’immancabile macchina fotografica, qualche barretta energetica se viene fame e la voglia di divertirsi e curiosare.

L’obiettivo sono le due grotte più affascinanti e maestose del luogo: l’abbisso dei cocci e il ramo dei laghi! Quest’ultimo ha un che di magico e suggestivo, definito “ramo dei laghi” per la presenza al suo interno di laghi che di inverno si riempono d’acqua e una pavimentazione di antiche rocce calcaree, che a contatto con la luce dei caschi brillano come fossero d’oro. Arrivare a raggiungere questo “tesoro” non è facile: si cammina parecchio e per entrare poi nella grotta, che si sviluppa per orizzontale, bisogna scalare una parete; ma la sana fatica che occorre per raggiungere quel silenzio vero, rilfessivo, millenario e le conformazioni rocciose (nelle foto alcuni esempi) costruite goccia a goccia, con secolare pazienza, in un lento gioco-forza tra l’acqua che sa farsi strada e la pietra che si arrende alla goccia, ripaga della sudata!

Entrando nel lungo e buio tunnel, gli speleologi chiedono a noi neofiti di toccare le conformazioni rocciose il meno possibile e di camminare lungo un sentiero tracciato, per evitare di inquinare quel patrimonio naturale creato con tanta pazienza. Effettivamente guardando la scenografia che ci circonda viene da riflettere: mentre fuori accade e accadeva di tutto, passavano fasi storiche, monarchie, dittature, guerre e quant’altro, tra gioie e dolori, lì dentro il tutto si muoveva con un orologio tutto suo, lento e isolato! Un posto che è sopravvissuto alla storia e che per questo provoca rispetto!

“Parlare del CAI – ci dice Salvatore Giallo, uno dei soci del Club Alpino – significa fare riferimento ad una serie di valori che, se non sono esclusivi, certamente ci contraddistinguono e ci qualificano: parliamo del rispetto e della tutela della montagna e della natura in generale, dell’amore per le cose semplici e per il prossimo, dello spirito di solidarietà e di amicizia; non facciamo politica, non difendiamo interessi se non quelli riconducibili ai valori appena citati. Abbiamo forse un difetto: quello di voler contagiare anche i pigri con il nostro entusiasmo per la natura, che realizziamo attraverso varie attività ( escursionismo, speleologia, lunghe camminate)”. In Italia il C.A.I. conta un numero spropositato di iscritti: più di 300.000, oltre ai curiosi e ai simpatizzanti che prendono parte ad alcune uscite senza iscriversi e quindi non vengono contabilizzati, ma che spesso ritornano per riprovare quelle adrenaliniche emozioni. Adesso il Club mira a coinvolgere i più giovani, puntando soprattutto sulle istituzioni scolastiche.  “Abbiamo l’obbligo – aggiunge Salvatore Giallo – di mantenere e divulgare il patrimonio di conoscenze e di esperienza che il CAI si è costruito in questi oltre 140 anni di vita e di tenere vivi gli ideali dei soci fondatori”.

Uscendo dalla grotta viene spontaneo chiedere come poter condividere tutto ciò, ci risponde Salvatore Giallo: “E’ possibile prendere parte alle uscite speleologiche, che sono quasi completamente gratuite (tranne un piccolo contributo per la manutenzione degli attrezzi e l’assicurazione, ndr). Alcuni consigli per chi vuole provare l’esperienza sono relativi all’abbigliamento, all’alimentazione e al comportamento per rendere sicure e piacevoli le passeggiate in montagna e l’ingresso nelle grotte. Attrezzatevi con scarpe da trekking, uno zaino possibilmente impermeabile, una tuta da mettere sotto l’imbracatura che è fornita dal Club. Occorre ricordare che durante un’escursione il consumo di calorie e la perdita di liquidi attraverso la sudorazione sono generalmente superiori alla media quotidiana. E’ pertanto importante garantire all’organismo un adeguato apporto idrico. Durante l’escursione è preferibile anche consumare piccoli e frequenti spuntini a base di frutta fresca o secca, pane, fette biscottate, biscotti, rimandando alla fine dell’escursione o alla sera un pasto completo. Come bevande sono consigliabili acqua, tè o succhi di frutta, mentre sono sconsigliate bevande gassate o alcoliche. Per finire c’è da ribadire che uno degli scopi principali del CAI è la tutela dell’ambiente in tutte le sue forme: l’educazione ed il rispetto nei suoi confronti saranno quindi indispensabili. In particolare dovranno essere rispettati gli animali, le piante, le aree coltivate che si attraversano per raggiungere la grotta. I rifiuti non dovranno essere abbandonati ma riposti in appositi sacchetti, che ognuno dovrà portarsi dietro, ed essere depositati nel più vicino cassonetto al ritorno. Sarà inoltre indispensabile che ogni partecipante si attenga ai consigli e alle disposizioni degli accompagnatori”.

Per contattare la sottosezione di C/Mare del C.A.I. e saperne di più

potete cliccare sul sito web www.caidelgolfo.it o scrivere all’e-mail info@caidelgolfo.it.

 

per raggiungere la grotta bisogna arrampicarsi su una parete

attraverso i secoli la goccia forma stalattiti e stalagmiti

 

la bocca dello squalo

 
dentro la grotta

 

pareti brillanti e suggestive

il team di speleologi e simpatizzanti con cui abbiamo realizzato questa uscita

LINK: SE NE PARLA ANCHE SULLA RIVISTA DI RADIO ALCAMO "RAC NOTIZIE"

E SU AGORAVOX, AL LINK http://www.agoravox.it/spip.php?page=article&id_article=8896

 

Pubblicato 6 settembre 2009 da fabiobarbera in Senza categoria