Archivio per giugno 2008

Se a chiedere il pizzo è dio!   21 comments

Dio è indebitato!

La Chiesa di Scopello chiede i soldi ai commercianti

 

 

 

Il prete delle parrocchia di Scopello ha inviato una lettera ai commercianti per chiedere “un contributo di sponsorizzazione”. Tradotto vuol dire che vuole i soldi. Così dopo il reportage che ho intitolato (il sindaco che pagava il pizzo, che potete leggere ancora su http://www.barberafabio.spaces.live.com) continua il nostro viaggio-scandalo sul territorio castellammarese e questa volta a chiedere i soldi è un prete!

 

Eh, si capita anche questo! A Scopello il parroco della Paroccchia “Maria SS. Delle Grazie” tale padre Michele A. Crociata ha deciso di fare dei lavori di ristrutturazione alla chiesa. Lodevole iniziativa, ma i soldi – si sa – non sono mai sufficienti e il prete è consapevole del fatto che non basta spolpare solo i fedeli che si presentano alla messa, deve inventarsi qualcosa di meglio per aggiudicarsi una cifretta un po’ più consistente. A Scopello lo conoscono bene: Padre Crociata è di quelli ne sa una più del diavolo! Il parroco mette mano al pc e scrive una lettera che ha poi imbustato ed inviato a tutti gli operatori economici presenti sul territorio parrocchiale. La lettera è chiara, secca e decisa: “qui ci vogliono i soldi”. Certo non è facile motivare una richiesta così diretta e spicciola, ma Padre Crociata sa come fare: toccando gli interessi e il portafoglio del commerciante sprovveduto, spesso non praticante ma comunque ossequioso nei confronti del clero (perché non si sa mai). Così nella lettera il parroco ricorda agli operatori economici che la chiesa favorisce tutti, anche e soprattutto i commercianti, gli stessi commercianti che ogni domenica percepiscono notevoli guadagni grazie ai clienti che dalla messa si riversano poi nei vari bar, paninerie, negozi di souvenir. Insomma, la chiesa vi dà i soldi dei fedeli, adesso dovete darne un po’ voi alla chiesa! Questa la strana richiesta che suona quasi come una estorsione dolce. Suona strana anche ad alcuni abitanti del luogo che dopo aver letto la lettera decidono di girarla alla curia vescovile di Trapani per capire se fosse lecito che un prete realizzasse un’azione del genere, così lontana dal pensiero cattolico (in fin dei conti a pensarci bene non è poi così lontana). Il parroco di Scopello, per dar forza alla sua richiesta, allega anche il conto consuntivo dell’anno 2006, una specie di dichiarazione dei redditi, con tanto di entrate ed uscite così quantificate: 7.027,95 euro le entrate tra battesimi, matrimoni, anniversari, libere elargizioni, offertorio; 5.910,33 euro le uscite tra acqua, luce, giardiniere, spese generali e per liturgie! Quel poco che resta nelle casse non gli basta e così decide di chiedere ai commercianti di mettere mano al portafoglio. C’è da chiedersi se quanto dichiarato corrisponda poi al vero, visto che le entrate per matrimoni e battesimi sono solitamente nettamente superiori alle cifre dichiarate, ma è meglio non stare qui a chiedersi se Dio lavora in nero o fa evasione fiscale (non vorrei che mi arrivasse un fulmine tra capo e collo mentre sto scrivendo questo articolo), meglio occuparsi solo della strana lettera del parroco che, come incentivo alla sua richiesta, scrive anche che nel corso della messa leggerà i nomi di quelli che hanno contribuito (una sorta di pubblicità ai negozianti più “generosi” all’interno della santa messa, neanche un team di pubblicitari di Pubblitalia avrebbe mai pensato ad una cosa più blasfema di questa) non dimenticandosi però di dare ampio risalto anche a  quelli che NON hanno contribuito, un po’ per dovere di chiarezza, un po’ per vendicarsi dei commercianti più tirchi che devono essere messi alla gogna dai fedeli. Quei fedeli che, in attesa delle manutenzioni che verranno realizzate con quei soldi, sognano una chiesa più bella, più comoda. Magari con l’aria condizionata. D’altronde è risaputo che “senza soldi non si canta messa!”.

 

 

  

 

la lettera mandata dal prete di scopello ai commercianti, comprensivo dell’elenco dei "contribuenti" poi aggiornato e reso pubblico con le cifre donate e i conti consuntivi delle uscite e delle entrate della parrocchia.

 

 

documento con la lettera che alcuni cittadini hanno mandato

al prefetto della congregazione per il clero cardinale Hummes a Roma

 

 

risposta alla lettera che alcuni cittadini hanno mandato al prefetto

della congregazione per il clero cardinale Hummes a Roma

 

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Continua la bagarre

il Giornale di Sicilia scrive un pezzo a difesa del prete

i cittadini si ribellano

 

La storia di Padre Cruciata e l’anomala lettera continua il suo viaggio tra polemiche, dibattiti, raccolte firme ecc ecc… così ad oggi non si ferma la vicenda più discussa (e discutibile) che ha coinvolto, loro malgrado, i cittadini del piccolo borgo di Scopello! Il prete, proprio in questi giorni, starebbe facendo girare un documento con una raccolta firme che attesti quanto sia benvoluto in paese. E, mentre accade ciò, esce un articolo che racconta il suo episodio sul Giornale di Sicilia. I cittadini del borgo non ci stanno: la lettera gira di nascosto e quindi non provoca lamentele, ma l’articolo sul noto quotidiano desta scandalo; perché, a parere di alcuni cittadini scopellesi, ritrarrebbe il prete come una figura emblematica, positiva, da prendere ad esempio. Così si attivano nuovamente: viene quasi immediatamente richiesta una rettifica al quotidiano e mandata una lettera anche al vescovo di Trapani affinché la vicenda abbia un epilogo certo e definito, una volta per tutte. In  esclusiva pubblico la lettera inviata al Vescovo della Diocesi di Trapani in merito alla vicenda.

 

Sua Eminenza il Vescovo di
Trapani
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Eminenza,

purtroppo mi spiace dover ritornare sui comportamenti di Padre Crociata, ma nuovi fatti lo impongono.

Quello che mi ha avvilito è l’ articolo del giornale di Sicilia apparso il giorno 6.7.08 a pag. 30.

Viene effettuato un panegirico sull’ operato del Parroco e come questi abbia potuto ripianare i debiti grazie al loro slancio spontaneo e viene accreditata la tesi che questi sia amatissimo dagli abitanti del Borgo e che biechi individui spargano malevoli voci.

Lei ha sicuramente presenti le missive del parroco agli esercenti, ma mi permetto di sottolineare alcune temporizzazioni.

– il 24 giugno 2007 il parroco "bussa alla porta"
– nel settembre 2007 viene recapitata la lettera GOGNA in cui viene indicato vicino ad ogni nome l’importo versato.
– il 5 novembre 07 ho scritto al Cardinale Hummes
– il 4 aprile 2008 la Congregazione mi ha risposto.
– il 6 Giugno 2008 appare l’ articolo del Giornale di Sicilia.

Poichè il Sottosegretario nella risposta di aver "assunto le opportune informazioni" ritengo che abbia inoltrato alla Diocesi la mia e che chiarimenti siano stati richiesti a Padre Crociata.

Partendo da questo PRESUPPOSTO mi domando: quale missiva a firma del Parroco è stata data alla giornalista Annalisa Ferrante: solo quella del 24 giugno? Sembra anche a Lei un travisamento della verità?

Non ritiene che forse alcuni sentitisi esposti – a causa della lettera GOGNA – alle chiacchiere ed agli sfottò dei paesani ( visto tizio,con quel bellissimo.. ha dato solo…oppure …visto.. che pezzente non ha dato nulla, ma che sei tu NN che ha dato 300€).

Lei può accertare i fatti facendo verificare i libri contabili e far verificare se sono stati incassati solo 50 € oppure le cifre conosciute ed eventualmente chiedere – nel caso non fossero state scritte nei libri della parrocchia – che fine hanno fatto le differenze.

Eminenza, chi viene a sposarsi a Scopello lo fa perchè conosce il posto per avervi in passato soggiornato, fatto amicizie e magari aver conosciuto qui le futura sposa e tra amici ci si scambia informazioni e commenti.

E’ anche poco simpatico che detti comportamenti vengano addebitati tout court alla Chiesa non scindendola dall’uomo.

Le CHIEDO sinceramente VENGA A TROVARCI A SCOPELLO e ristabilisca la verità; per me e ritengo anche per gli altri abitanti del Borgo Padre Crociata può anche restare se vuole fare veramente il Parroco.

La ringrazio per la Sua pazienza e Le invio i miei migliori saluti

 

[lettera firmata]

 
Il parroco mediatico
continua a diffondere il falso
 
Giovedì 21 agosto sul Giornale di Sicilia è spuntato l’ennesimo articolo promozionale su padre Crociata. Il furbissimo parroco si è fatto fare un pezzo dove si afferma che è stato acclamato dagli scopellesi che, in occasione dei festeggiamenti dei suoi trent’anni di sacerdozio, gli hanno inviato una lettera di apprezzamento e profonda stima! Solo che la lettera di apprezzamento e stima l’ha fatta circolare lui!!! A Scopello succede anche questo!
 
 

Pubblicato 30 giugno 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

cacciatori di frodo   3 comments

Bracconieri a Scopello.

Il loro obbiettivo: intrappolare uccellini di varie specie

 

Ci risiamo: ogni anno, con l’arrivo della stagione estiva prolificano in un numero spropositato e incontrollabile i bracconieri. Così già dal mese di maggio si perpetra una macabra usanza da parte di astuti cacciatori di frodo: vengono così ritrovate puntualmente sulle falde acquifere del bosco di Scopello le fatidiche trappole. L’obiettivo dei bracconieri è intrappolare inermi uccellini di varie specie per poi rivenderli! Una pratica, quindi, periodicamente ripetuta e puntualmente segnalata dai cittadini del luogo alle autorità locali e alle associazioni che tutelano ambiente e fauna come la Lipu e la Guardia Forestale.

Pubblicato 30 giugno 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

elezioni siciliane: il sindaco che pagava il pizzo   Leave a comment

Nuova amministrazione a Castellammare con il primo cittadino che proviene dal mondo dell’imprenditoria

 

“Il Sindaco che pagava il pizzo”

 

 

Ci hanno creduto un po’ tutti a Castellammare. Si: il candidato a Sindaco Marzio Bresciani, imprenditore e consigliere delegato della Sicilgesso, rappresenta il cambiamento, il nuovo che si impone sul già sentito, la vera garanzia di rinnovamento. E il rinnovamento a C/Mare lo volevano davvero tutti dopo essere stati catapultati dritti dritti nel baratro di un commissariamento per mafia. Così è stato quasi un pebliscito: Bresciani è diventato il nuovo sindaco di Castellammare del Golfo superando il 60% dei consensi (un po’ meno del suo predecessore Giuseppe Ancona che di voti ne aveva presi intorno al 70% attestandosi l’onore di essere il Sindaco più votato d’Italia ma portandoci poi al triste epilogo che tutti conosciamo). E proprio sul tema del dopo-commissariamento di radicale cambiamento non se n’è potuto parlare, visto che ad appoggiare il candidato Bresciani con le proprie liste, infatti, sono in parte volti e nomi che di quel commissariamento ne sono stati i diretti interessati, perché amministratori nella giunta accusata di aver coinvolto nella gestione del golfo la malavita organizzata. Ma a Castellammare i cittadini hanno un grado di tolleranza molto ampio e lasciano scorrere. Lasceranno scorrere anche la sentenza del tribunale di Trapani che racconta di come nella gestione Bresciani risultasse comprovato che la Sicilgesso pagasse il pizzo non ad una famiglia, bensì addirittura a due!!! Il motivo è che l’azienda Sicilgesso si trova al confine tra due città  e per questo doveva spartire il pagamento tra le due famiglie che operavano sui due differenti territori.  A mettere in luce la situazione sono stati i pentiti ascoltati dai pm di Trapani che hanno raccontato: “…la Sicilgesso pagava sia alla famiglia di Castellammare che di Calatafimi circa 20 milioni l’anno”. Bresciani però al processo ha optato per la reticenza, dichiarando di non aver mai ricevuto richieste né di avere mai pagato, nonostante ad un rappresentante di una delle famiglie fosse stata trovata la mappa delle estorsioni dove si poteva leggere: “SICILGESSO PER ALCAMO E CALATAFIMI A METTA’” e nonostante il tribunale confermi la situazione formulando questa sentenza: “Trova, dunque, puntuale e precisa conferma il fatto che la ditta Sicilgesso pagasse “il pizzo”  che veniva poi diviso a metà tra le due famiglie". Insomma, l’azienda che fu amministrata dal nuovo Sindaco di Castellammare del Golfo, sentenza alla mano, ha avuto rapporti con le famiglie legate alla malavita organizzata del territorio. Ci sarebbe da chiedersi se un Sindaco che pagava il pizzo possa considerarsi abbastanza “pulito” da poter amministrare un paese che proviene da una gestione commissariale per mafia, se sia abbastanza forte da riuscire a non scendere nuovamente a compromessi. Ci sarebbe da chiederselo ma non se lo chiederà nessuno, visto che questa Sicilia è abituata a tutto questo e forse anche a roba peggiore di questa! Basta chiedere in giro cosa ne pensano i cittadini castellammaresi per sentirsi rispondere: “Ma tanto il pizzo lo pagano tutti!”. D’altronde la nostra è la Sicilia che ha votato lega nord. E’ la Sicilia che ha votato in massa un Cuffaro, ex presidente della regione condannato al carcere e all’interdizione dai pubblici uffici, consegnandolo di fatto agli scranni del senato e regalandogli così un bel pienone di immunità e di impunità! Anche allora si festeggiava per le strade, qualcuno col sorriso sulle labbra dichiarava: “Lui è uno di noi! Un altro delinquente che ce l’ha fatta! ”.

 

il sindaco di Castellammare del Golfo Marzio Bresciani

 

IL SERVIZIO DI TELEJATO

SULL’ARGOMENTO

 

Pubblicato 19 giugno 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

torna la satira della rivista CUORE!   2 comments

18 giugno la presentazione del nuovo libro

“Non Avrai Altro Cuore

All’infuori di Me”

vita e miracoli di un settimanale di resistenza umana che fece tanto scandalo con la sua satira!

 

 

Voglio consigliarvi un libro davvero interessante. Esce oggi e più che un libro è, per certi aspetti, anche un anniversario e un evento, oltre che un graditissimo ritorno. E’ il ritorno di una delle riviste di satira tra le più acclamate e gradite mai pubblicate. Stiamo parlando di “Cuore”, una rivista di resistenza satirica che tanto scandalo e ironia fece negli anni ’80-’90. Gli anni di Tangentopoli, di Craxi e dei maxi processi per mafia, gli anni di Falcone e del redivivo Andreotti. Gli stessi anni in cui il berlusconismo muoveva i primi passi e la Chiesa controllava la politica attraverso la DC, anni in cui la gente si lasciava abbindolare da sogni eterei, con la febbre del gratta e vinci e degli 144. Il tutto raccontato da una redazione di duri e puri, sarcastici, ironici, aggressivi, quelli di Cuore. Adesso quella rivista torna a far parlare di se e si racconta attraverso un libro da leggere tutto d’un fiato!

 

Quando un gruppo scanzonato di giovani autori decide di riunire assieme la propria voglia di raccontare il malcontento comune attraverso la satira ne può uscire fuori uno dei fenomeni editoriali tra i più famosi mai realizzato. Stiamo parlando, naturalmente, di Cuore, quel settimanale di resistenza umana che alla delinquenza del potere ha voluto dire “no” semplicemente spernacchiandola, deridendola, destrutturandola attraverso la presa in giro. Lo sfottò ha sempre fatto di Cuore uno dei periodici più irriverenti d’Italia (dopo Il Male, compianta rivista satirica distribuita su territorio toscano) creandogli non poche grane. Il gruppo di Cuore non s’è mai posto remore o problemi a prendere in giro il Papa e la religione, la politica e le assunzioni facili, le bustarelle e la compravendita di voti, il fascismo militante e i giovani naziskin, la delinquenza organizzata e le perverse logiche della politica e del potere. Oggi tutti questo sarebbe perlomeno impensabile. Guai a toccare con una semplice battuta un’uscita grottesca del pontefice o sbugiardare premier e personalità! Invece Cuore, andando controcorrente rispetto alla morale comune, diventò un fenomeno di massa da 124 mila copie ad uscita, con un picco di vendite nel 1993 nella fase di avviso di garanzia a Bettino Craxi e il conseguente scoppio dello scandalo di Tangentopoli. Cuore così si attestò come fenomeno editoriale degli anni 90! E da lì, da quella piccola redazione, sono passati tutti i grandi maestri della satira tra autori e vignettisti che oggi popolano quotidiani e periodici: da Claudio Sabelli Fioretti a Stefano Disegni, da Altan a Vauro, da Paolo Hendel ad Ellekappa, ma anche Vincino, Lella Costa, Nando Dalla Chiesa, Adriano Sofri, Sergio Staino, Patrizio Roversi (quello dei Turisti per Caso, per intenderci), David Riondino, la Gialappa’s band, Gino & Michele (adesso autori e fondatori di Zelig) e tantissimi altri ancora. Adesso tutto questo è pronto a rivivere attraverso un libro che ripercorre attraverso immagini e documenti il percorso satirico di Cuore, facendoci rivivere quella sana irriverenza. Un libro da leggere tutto d’un fiato, condividerlo, conservarlo e farne tesoro. Per ricordare e ricordarci che, nonostante tutto, rimaniamo un popolo di ironici buontemponi.

 

 

 

 

alcuni esempi di copertine di "Cuore"

Pubblicato 18 giugno 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

disagi e disservizi: benvenuti a Castellammare   1 comment

IN SICILIA TRIONFANO LE DESTRE

A CMARE VINCE BRESCIANI

"E MMO SO CAZZI VOSTRI"

 

Domenica 15 e lunedì 16 si è votaTO a Castellammare del Golfo. Nonostante il consiglio di NON VOTARE LE DESTRE!!! L’epilogo è stato quello previsto e prevedibile: il nuovo sindaco di CMare è Marzio Bresciani (il sindaco che pagava il pizzo). In una situazione gravissima fatta di disservizi, commissariamenti, apparentamenti, volti noti e minestre riscaldate non si trattava più di votare il “meglio” (che non c’è) ma almeno il “meno peggio” e i partiti di destra a Castellammare rappresentano ancora oggi il peggio. Rei di averci portato all’inevitabile commissariamento, grazie ad una politica delinquenziale, ecco cosa hanno fatto quei partiti quando ci hanno governati e cosa faranno nei prossimi mesi prima di riportarci all’ennesimo commissariamento:

 

Balata di Baida: “ci hanno abbandonati!”

 

I disservizi si sono susseguiti in tutti e dieci gli anni. Colpita anche Balata di Baida (che appartiene al Comune di Castellammare del Golfo). I cittadini hanno lamentato un continuo abbandono dell’amministrazione: la nota località del castellammarese si trova sprovvisto di un depuratore funzionante. Ha un centro polivalente enorme e costosissimo (ma chiuso) e un campo di calcio abbandonato.

 

Scopello: crolla Torre Bennistra e mancano le fogne! E il Comune?

 

Anche il borgo di Scopello rimane all’abbandono: La torre d’avvistamento (bene storico, patrimonio della collettività) crolla inesorabilmente sotto il peso del tempo che passa. Ma nessuno fa nulla. In dieci anni di amministrazione di Forza Italia nessun sollecito da parte del comune è partito alla volta della sovrintendenza, rea di aver lasciato disgregarsi un bene storico senza muovere dito! Il piccolo borgo turistico soffre per l’indifferenza dell’amministrazione che dovrebbe, invece, tutelarlo: manca l’intera struttura fognaria, quindi il paese scarica direttamente a mare!

 

 

A Scopello accessi al mare negati  

 

  

 

 

La bellissima costa castellammarese che contorna il piccolo borgo di Scopello, che poteva essere meta più ufficiale di turisti, curiosi e simpatizzanti, vive in realtà e suo malgrado sotto l’alto controllo di alcuni indefiniti proprietari di villini che si godono le bellezze del luogo, deturpandole però con barriere, cancelli e cartelli di divieto. Come se si può porre un limite all’accesso al mare. Non si può, ma si fa: il loro scopo è quello di mantenere quei privilegi conquistati nel tempo che consistono nella gestione di quel territorio da loro occupato, esclusività che verrebbe a mancare qualora qualcuno (finalmente) chiedesse di abbattere quelle barriere che ostruiscono il passaggio verso le fresche acque del nostro mediterraneo

 

 

Enorme edificio (5 piani) lasciato all’abbandono

 

Edificio a 5 piani. Abbandonato da più di dieci anni, era nato come casa popolare ma non si sa perché non è stato mai completato. Diversi anni fa è stato ceduto dall’Istituto Autonomo Case Popolari  al comune di Castellammare per la realizzazione di una mega caserma dei Carabinieri. In un lontano agosto abbiamo intervistato per la rivista di satira Gran Motel l’allora assessore ai lavori pubblici adesso consigliere alla provincia di Trapani, Pietro Russo, che riguardo all’immobile aveva dichiarato: “…il progetto è sul tavolo dell’ufficio tecnico…e il comune ha chiesto da tempo i finanziamenti”. Crediamo che a quest’ora il progetto sarà molto impolverato o meglio sarà stato rinchiuso in un bel cassetto. Intanto del bene non c’è più nulla da fare ed è anche pericoloso per bambini e curiosi che tentano di entrarci.

 

Parco giochi distrutto e pericolante

 

Parco Giochi o quello che ne resta. Costruito a Castellammare da circa dieci anni, completamente distrutto e privo di una minima manutenzione.

 

Edificio lasciato all’abbandono

 

Enorme edificio all’abbandono. I germani Vallone decidono di donare al Comune di Castellammare del Golfo un fondo di loro proprietà, affinché sullo stesso il Comune costruisse una casa protetta per anziani e una casa per portatori di handicap. L’assessorato agli Enti Locali stanzia la somma di  770.000.000 della vecchia valuta per la costruzione della casa protetta. Finiti i lavori dell’edificio, arrivano le attrezzature, ma la stessa notte vengono rubate. Nello stesso anno i fratelli Vallone citano il Comune di Castellammare davanti al tribunale di Trapani perché, per vari motivi, non è stato ultimato il primo edificio, non è stato costruito quello per portatori di handicap e in conclusione invitano il Comune in 30 giorni a ultimare l’edificio per anziani, cercare i fondi per quello per portatori di handicap e iniziare i lavori. In caso contrario rivogliono il terreno indietro, perché non è una vera è propria donazione ma una "mera promessa di donazione" che per il nostro ordinamento giuridico non ha alcun valore.

 

La metanizzazione del paese

 

Castellammare del Golfo ha una centrale del metano e un impianto (ormai ridotto ad un colabrodo) che naturalmente non sono mai entrati in funzione.

 

Niente depuratore, i liquami li scarichiamo a mare

 

 

Il paese del mare scarica i liquami non depurati direttamente a mare. Una bella trovata per un posto definito “a vocazione turistica” che ha, tra l’altro, una riserva naturale a fianco. In più la rete fognaria del paese è incompleta e malconcia. L’acqua in alcuni quartieri arriva a fasi alterne. Alcuni quartieri sono invasi da topi che escono dai tombini. Il caso è stato vagliato anche da Striscia la Notizia che sta lavorando per farne su un servizio.

 

Le strade come una groviera

 

Perdite idriche e fognarie lungo le vie cittadine.

 

L’EAS e le bollette gonfiate

 

 

A CMare il caso delle bollette gonfiate dell’EAS non ha ancora trovato soluzione e il Comune, di certo, non ha aiutato in nessun modo i cittadini a capirne qualcosa. L’EAS (l’Ente Acquedotti Siciliani) ha fatto arrivare, senza un effettivo riscontro nell’erogazione dell’acqua, bollette salatissime con picchi che arrivano anche a 30 mila euro e la minaccia, in caso i cittadini colpiti dalle bollette non pagassero, di interruzione dell’erogazione dell’acqua. Del caso se ne sono occupati gli amici dell’Adiconsum (associazione di tutela dei consumatori) di Trapani e la redazione di Mi Manda Rai Tre che sta studiando il caso per farne una puntata.

 

La stazione ferroviaria! Quale stazione?

 

La stazione di C/Mare del Golfo all’abbandono tra vandali e indolenza: macchinette distrutte, pannelli sradicati, mura ricoperte di inchiostro, scritte e disegni, una percettibile mancanza di cartelli informativi e di panchine dove sostare in attesa del treno. E’ questa la disastrosa situazione in cui si trova la stazione ferroviaria di Castellammare del Golfo. I pendolari  lamentano disservizi dovuti proprio alle condizioni precarie della stazione castellammarese, dove è impossibile obliterare il biglietto ferroviario, né, tantomeno, è possibile stamparlo attraverso la macchinetta automatica, visto che entrambe sono state danneggiate e forzate con atti vandalici di incredibile e immotivata violenza. Naturalmente nessuna risposta da parte del comune al disservizio che si perpetra alla stazione di Castellammare.

 

 

A livello nazionale, poi, le destre stanno dando il peggio di se tra emendamenti, ddl e leggi cucite ad arte per incentivare una politica dell’intolleranza, iniziata già con un accanimento dei media voluto per rappresentare una costante e programmata diffusione del terrore che culminerà con l’approvazione di regole che rasentano la xenofobia e che ci hanno già procurato il monito dell’Unione Europea. La stessa Unione Europea che ci multa quotidianamente perché Rete4 occupa abusivamente uno spazio che appartiene di fatto a Europa7. E la multa la paghiamo noi! Per non parlare poi della creazione di leggi ad hoc per mettere il bavaglio alle indagini rendendo illegali le intercettazioni, proprio mentre il tribunale ha posto sotto indagine Saccà e Berlusconi per lo scandalo Rai e le combine nei TG e a Porta a Porta.

 

Pubblicato 12 giugno 2008 da fabiobarbera in Senza categoria