Archivio per novembre 2007

Aspettando il “Vaffanculo Day” del 25 aprile   Leave a comment

 
Finanziamento pubblico ai giornali:
così il quotidiano per leggerlo lo paghi due volte!

Nell’articolo che segue un’ampia scheda informativa sui finanziamenti pubblici ai giornali, per scoprire insieme quanti soldi delle nostre tasse finiscono in mano a quotidiani e periodici!

Un sistema mediatico obsoleto, un’ondata di giornali di partito e di periodici che aprono e chiudono con una velocità frenetica e inquietante e che ricevono finanziamenti pubblici enormi, un deficit di informazione che vede il giornalista non più come cronista del vero ma come servitore del potente di turno, frenetico lettore di agenzie (con il dito sul tasto copia-incolla) e reggi-microfono che non fa più domande ma, al contrario, “subisce” solo risposte a panino. Dopo le intercettazioni-scandalo che hanno mostrato come anche l’informazione di RAI e Mediaset fosse pilotata in favore di Silvio Berlusconi, l’insofferenza è arrivata al limite anche verso la stampa televisiva, rea di non essere più una finestra sul mondo e sulla realtà ma una finestra sul mercato! Il più grande e subdolo telemarket della storia, dove imbonitori a mezzobusto, invece di darci una notizia, tentano di venderci un’idea politica e, a volte, pure una macchina. Questa è la precaria, terribile situazione in cui versa la stampa italiana in questo momento: un momento storico piuttosto difficile, dove la libertà di espressione e di stampa (dal berlusconismo ad oggi) è crollata in maniera precipitosa giù nelle classifiche mondiali! E mentre lo stivale perde in questi anni due nomi forti e rappresentativi, colonne portanti della stampa italiana, quali Montanelli e Biagi, i cittadini, blogger e sostenitori di Beppe Grillo si stanno riorganizzando per una nuova marcia pacifica e rivoluzionaria denominata “Vaffanculo day” o “V-day” o “Vaffa-day”, stavolta dedicata alla casta dei giornalisti! CI SAREMO! Per raccontare il tutto anche quando la stampa di tutta Italia, agonizzante e sanguinante dopo il V-day 2 cercherà di dare una spallata al movimento di Grillo vomitandogli addosso (com’è successo già per il Vaffa-day contro la casta dei politici avvenuta l’8 settembre a Bologna e da dove ho fatto corrispondenza per Radio Alcamo Centrale), tacciando e accusando il popolo dei sostenitori di Grillo di essere “fascisti”, “terroristi”, “schifosi”, “pericolosi”! Le parole virgolettate non sono inventate, ma dette da direttori di giornali e telegiornali, opinionisti, politici e giornalisti!

 
E veniamo a noi! Voglio raccontarvi in questo articolo pre-natalizio il mondo dei finanziamenti pubblici ai giornali. Quanti di voi sanno che lo Stato elargisce ai giornali, periodici e quotidiani cifre che si aggirano intorno al milione di euro all’anno? Scopriamolo assieme! Preparatevi a fare un viaggio nel torbido mondo dei finanziamenti pubblici ai giornali!

1. “L’Avvenire”: il giornale della Chiesa più conosciuto d’Italia. L’Avvenire è l’organo della Commissione Episcopale Italiana e per dibattere sull’avere o meno il crocefisso nelle classi riceve dallo Stato Italiano ben 10 milioni di Euro all’anno. Più i soldi del lettore pagante!

 
2. La Stampa”: persino il giornale della Fiat grava sulle indebitatissime casse dello Stato. Il quotidiano torinese riceve ben 7 milioni di euro all’anno. Mica cotiche direbbe Totò.
 
3. Il Sole 24 Ore”: Se il giornale della Fiat si becca i sui bei dindini (soldi pubblici ribadiamo) il giornale di Confindustria non è da meno, anzi è di più, con 19 milioni di euro all’anno!
 
4. Il Corriere della Sera”: il mitico corrierone, come tutti i giornali, ha rincarato il prezzo alla vendita portandolo ad 1 euro, pur percependo già dallo Stato 23 milioni di euro all’anno! E’ come se vincesse ogni anno il Superenalotto.
 
5. La Repubblica”: Il Giornale fondato dal democraticissimo Eugenio Scalafari (quello che ha detto al microfono del direttore del tg1 Riotta che il popolo del V-day è un popolo di fascisti, per intenderci) prende la stessa cifra del Corriere: 23 milioni di euro all’anno! Ma spende anche 1.351.640 euro all’anno, di altrettanti soldi pubblici, per teletrasmettere la copia giornaliera del noto quotidiano in America o in Australia. E noi paghiamo la nostra copia e quella degli amici Americani!!!
 
6. L’Unità”: Qui andiamo sui giornali che sono organo di partito. L’unità riceve dallo Stato 4 milioni di euro all’anno, con i quali stampa 120 mila copie e ne vende 60 mila. Lo stesso vale per qualsiasi altro giornale di partito e per molti quotidiani come “Libero” di Feltri.
 
7. Sky”: Forse non lo sapevate ma lo Stato dà contributi anche alle tv di Berlusconi e Rupert Murdok. Addirittura le spedizioni del mensile di quest’ultimo dedicato agli abbonati Sky riceve finanziamenti pubblici e, quindi, è a nostro carico!
 
Avvertenza: quella che stiamo per raccontarvi qui di seguito è una storia di quelle che innervosiscono il contribuente, già stanchino di foraggiare con i suoi soldi gli sprechi di pochi eletti. Quindi se siete di cattivo umore pensando alla vicina scadenza fiscale e ai regali natalizi che siete costretti a fare non leggetela neppure. Se invece siete allegri, spensierati e con la voglia di ironizzare un po’ eccovi il pezzo! Si intitola:
 
Noi finanziamo IL CAMPANILE
 
 
Si, noi finanziamo "Il Campanile", il giornale di Mastella e dell’UDEUR (quindi un giornale di partito) con 1.153.000 euro l’anno e poi loro utilizzano questi fondi così:

 
40 mila euro versati a Clemente Mastella stesso per collaborazioni giornalistiche.
14 mila euro per l’acquisto di torroncini di Benevento spediti dai coniugi Mastella agli amici.
12 mila euro
versati allo studio di Pellegrino Mastella, figlio di Clemente.
98 mila euro
per viaggi e trasferte di Sandra Mastella (moglie), Pellegrino Mastella (figlio), Alessia Mastella (nuora) ed Elio Mastella (figlio).
1.150 euro
per beni acquistati al centro commerciale Cis di Nola da Sandra Mastella.
4.000 euro
per la benzina del Porsche Cayenne di Pellegrino Mastella.
36.000 euro per un contratto con la società Acros, di cui è socio al 50 per cento Pellegrino Mastella

 
Prossimamente con il count down per il nuovo Vaffanculo Day, notizie, rumors e retroscena sull’evento! Un ricco reportage anche sul nuovo numero (in distribuzione gratuita) di RAC Notizie e Affari.

Pubblicato 26 novembre 2007 da fabiobarbera in Senza categoria

CLAMOROSO   Leave a comment

Lo stato paga le banconote più di quanto valgono!

 

segnalato da Alessandro. E dal blog http://signoraggiomonetario.spaces.live.com/default.aspx

 

 

Immaginate di poter organizzare il derby Milan-Inter e di prevedere 100.000 spettatori, se un biglietto per entrare nello stadio costa mediamente 30 euro quindi 3 milioni di euro è l’incasso atteso. Ovviamente dovrete andare da un tipografo a farvi stampare i biglietti, i quali possono costare 1 centesimo ciascuno, dovrete spendere 1.000 euro per ottenere i biglietti, i quali vi permetteranno di offrire un servizio dal valore di 3 milioni di euro!!!

Ma cosa succederebbe se il tipografo anziché 1.000 euro (il costo di stampa) vi chiedesse 3.120.000 euro? dovreste dargli del pazzo!!! Sarebbe insensato pagare la cifra richiesta e addirittura indebitarsi!!! Invece questo è quello che fa lo stato italiano nei confronti della banca centrale europea.
 
La banconota da 100 euro è stampata dalla banca centrale europea al costo esatto di 30 centesimi di euro e fornita allo stato italiano, il quale in cambio cede alla banca dei titoli di stato, o titoli di debito pubblico che, in pratica, sono delle cambiali a scadenza (e che, quindi, hanno un interesse).

Per avere banconote da 100 euro con cui pagar stipendi e finanziare, opere pubbliche e tutto il resto, lo stato emette un titolo di debito pubblico pari a 100 euro, su tale debito lo stato deve anche pagare un interesse del 4%. Quindi per avere una banconota da 100 euro lo stato deve alla banca 104 euro contro un costo di stampa di 30 centesimi.
 
Ma qui viene il bello! Lo stato deve pagare 104 euro per ogni 100 euro di cui è in possesso! Ma questo è matematicamente impossibile! I soldi per pagare quell’interesse del 4% non esistono perché non sono stati stampati, e io spero che qui qualcuno di voi inizierà a incazzarsi perché sapete cosa succede? Lo stato fa richiesta alla banca di stampargli i soldi necessari a pagargli quel 4%, maturando altro debito, maturando altro interesse.
 
Il debito pubblico è inesauribile, quel che può fare è solo aumentare.
 
Tengo a precisare che la banca centrale europea non è un entità pubblica tale per cui il popolo è sia debitore che creditore, il popolo è solo debitore, poiché la banca centrale europea è privata!
 
Da dove lo stato prende i soldi per pagare i titoli di debito pubblico? dagli italiani, tramite le tasse. Magari qualcuno dirà che le tasse vengono usate per istruzione, sanità e trasporti; vi informo che in Italia la pressione fiscale è del 65% eppure in Italia si muore negli ospedali per le infezioni, l’istruzione fa schifo, i trasporti idem.

Pubblicato 22 novembre 2007 da fabiobarbera in Senza categoria

Striscia la Notizia: VENTI DI STRISCIA   Leave a comment

Venti di Striscia

4000 schermi con tutte le puntate, migliaia di tapiri e gabibbi che costellano la scenografia, un laboratorio interattivo con registi, montatori e autori che mostrano come si realizzano i servizi di Striscia, gli inviati a firmare gli autografi e dieci grandi artisti che hanno realizzato e reinterpretato il Tapiro d’Oro secondo la loro creatività, per poi batterli all’asta con cifre che superano i 1.600 euro! Tutto questo e molto altro ancora nella mostra evento organizzata per le venti edizioni del noto TG satirico raccontato dall’inviato di R.A.C. Fabio Barbera.


In allegato alcune delle foto dalla corrispondenza che ho fatto dai “Venti di Striscia” Alla Triennale di Milano. Per vederle tutte cliccate nella galleria del sito www.pandolfo.radioalcamocentrale.it e non perdetevi il prossimo numero gratuito di RAC Notizie e Affari distribuito a fine mese.

 

 

 

Pubblicato 19 novembre 2007 da fabiobarbera in Senza categoria

il duro baccio della legge   Leave a comment

 
Quando la “giustizia” diventa “ingiustizia”
 

 

Cosa succede quando a sbagliare è il duro braccio della giustizia? Risse, manganellate, irruzioni violente fino al tragico colpo di pistola! In questo articolo, partendo proprio dal colpo di pistola che ieri ha fatto perdere la vita ad un tifoso laziale, vi racconto alcuni inquietanti aneddoti che hanno come protagonisti componenti delle forze dell’ordine italiane, per tentare di mostrare il risvolto grottesco che prende vita quando un uomo in divisa decide di abusare del proprio potere.

 “Mio figlio, di ritorno da un concerto, camminava presso la zona dell’Ippodromo, a Ferrara! Tre poliziotti in divisa lo hanno accerchiato e picchiato fino ad ucciderlo. Il dolore è tanto e ancora oggi mi chiedo: perché quella violenza immotivata su un inerme diciottenne che passeggia per strada?” La mamma di Federico Aldrovandi, morto per un pestaggio da parte della polizia.

“È inutile che fai così, ho dieci persone che possono testimoniare che io non ti ho colpito” Tutore dell’ordine verso un inviato di Striscia dopo averlo pestato

“Ditegli che non si possono buttare così addosso alla gente, che poi non si può dire niente… Non posso nemmeno dare una notizia del genere”. Una giornalista dopo il pestaggio di un cameraman da parte della polizia

 “Il Carabiniere alla guida […] è passato col rosso e mi ha investito senza pensarci su due volte, […] la loro auto non si era annunciata né con sirene, né col clacson, né tantomeno con luci o altri segnali luminosi. Hanno acceso il tutto qualche istante prima dell’impatto e ci sono testimoni che lo possono provare davanti al giudice” Ragazza investita da un Carabiniere a Castellammare del Golfo

I virgolettati che avete letto qua su non sono opere di fantasia, ma fatti realmente accaduti nel nostro stivale e che vi presentano un quadro piuttosto inquietante di come, a volte, a sbagliare è il duro braccio della giustizia. Poche ore fa apprendo che un tifoso ventiseienne è stato raggiunto da un colpo di pistola esploso da un poliziotto. Il giovane si trovava in auto in un autogrill dove era scoppiata una rissa tra tifoserie e lì ha trovato la morte per mano di un poliziotto che, per sedare la rissa, ha pensato bene di sparare. Il proiettile ha infranto il lunotto posteriore dell’auto su cui viaggiava Gabriele Sandri colpendolo mortalmente al collo. Triste epilogo, ma più triste è il caso di Federico Aldrovandi che, di certo, non si trovava coinvolto in una rissa, né ha dato motivo agli agenti di pestarlo a morte! Il diciottenne era di ritorno verso casa, proveniva da un concerto e stava passeggiando, stanco e soddisfatto per la bella serata nella zona dell’Ippodromo, a Ferrara. Non si sa perché è successo ma è successo: alcuni poliziotti in divisa lo hanno raggiunto e picchiato a morte! I genitori distrutti dal dolore ancora non si capacitano della cosa e chiedono giustizia! Una segnalazione particolare arriva, invece, dalle nostre parti: a Castellammare del Golfo una volante dei Carabinieri proveniente da San Vito e di ritorno ad Alcamo passa con il rosso e investe una ragazza provocandoli traumi non commotivi, una frattura e un forte spavento, il conducente dichiara di avere avuto le sirene accese e addebita tutta la colpa dell’accaduto alla “vittima”. Jenny Bucchieri, la ragazza investita ci racconta l’accaduto: “…Mi trovavo a percorrere con la mia auto la strada che da via Segesta si interseca in via Leonardo Da Vinci, dove c’è la Chiesa di San Paolo. Per passare da lì c’è un semaforo che era verde, così ho attraversato  e proprio in pieno incrocio mi è venuta addosso una macchina dei Carabinieri. Col forte impatto e il contraccolpo la mia auto è stata trascinata per diversi metri, arrestandosi accanto al muro del panificio. Ho riportato una frattura della rotula destra e un trauma cranico non commotivo, per non parlare del forte spavento che mi sono presa. E’ stato uno shock. Il Carabiniere alla guida, che era accompagnato da un collega, mi ha investito senza pensarci su due volte, perché sulla strada non ci sono tracce di frenata improvvisa e la loro auto non si era annunciata né con sirene, né col clacson, né tantomeno con luci o altri segnali luminosi. Hanno acceso il tutto qualche istante prima dell’impatto e ci sono testimoni che lo possono provare davanti al giudice. Tra l’altro, visto che io avevo il semaforo verde, era segno che dal loro lato c’era il rosso". Anche la stampa si è trovata spesso dileggiata e bloccata dall’ordine costituito. Diversi aneddoti raccontano come alcuni tutori dell’ordine abbiano pestato uomini armati solo di telecamere, macchina fotografica o microfono. Un avvenimento che rimarrà sicuramente nella storia riguarda Stefano Salvi, l’ex vice Gabibbo di Striscia la notizia. Durante una sua visita a casa di D’Alema (casa popolare occupata indebitamente dall’allora presidente del consiglio), la polizia fece uscire “gentilmente” Salvi da una vetrata che si spaccò rompendogli la mano. In più gli sequestrarono la cassetta con il filmato che attestava la situazione. Ma il cameraman tenne la telecamera e il microfono di Salvi accesi, riuscendo a registrare una affermazione del poliziotto che lo aveva scaraventato fuori che ha del drammatico: “Non gridare, stai zitto. E’ inutile che fai così, ho dieci persone che possono testimoniare che io non ti ho colpito”. Peccato che quei dieci testimoni non erano presenti durante il fatto. Insomma, state attenti, se cadete in una colluttazione con un componente delle forze dell’ordine, avrete sempre dieci persone che potranno testimoniare contro di voi. Durante il G8 un giornalista ha voluto raccontare le giornate di protesta, dormendo come gli altri dove capita. Lo hanno massacrato! Indimenticabili gli scontri tra forze dell’ordine e i Cobas del latte, ricordate? I Cobas, stanchi delle costrittive quote latte, decisero di protestare spargendo sulle strade del letame! I nuclei anti sommossa decisero di sedare la situazione, assalendo anche fotografi e cameraman della Rai e spaccando una telecamera rea di stare documentando l’ondata di violenza, su quel caso allora ci fu un religioso silenzio da parte della stessa stampa, perché sarebbe stato considerato perlomeno “increscioso” che un servizio pubblico, quali sono le forze dell’ordine, attaccasse in modo del tutto gratuito un altro servizio pubblico, qual è la Rai. Tempo fa, durante un incontro di Forza Nuova (come per qualunque altro incontro di Forza Nuova, ndr) la tensione era alle stelle ma un paio di celerini pensarono bene di sferrare manganellate anche ad un operatore, che si ritrovò con cinque costole rotte, una ferita alla testa e una frattura alla mano. Il nervosismo degli agenti del reparto mobile era tanto e, visto lo stato in cui era ridotto il cameraman, i responsabili delle forze dell’ordine sembravano smarriti. Nella confusione qualcuno di loro diceva che il free lance era solo scivolato. L’inviata di un Tg urlava terrorizzata a qualcuno nel telefonino: “Ditegli che non si possono buttare così addosso alla gente, che poi non si può dire niente… Non posso nemmeno dare la notizia”. Già, perché dare una notizia del genere vuol dire creare un terremoto. Interverrebbero associazioni dei lavoratori, l’ordine dei giornalisti, sindacati. Sarebbe crisi. Ma noi, ormai da parecchio tempo, siamo diventati un Paese in controtendenza, un Paese dove ci si indigna solo per un plastico della villetta di Cogne!

Pubblicato 12 novembre 2007 da fabiobarbera in Senza categoria

Venti di Striscia   2 comments

Una mostra per i Vent’anni di Striscia

Pandolfo a Colazione manda l’inviato Fabio Barbera a raccontarla

Striscia la Notizia compie 20 anni e lo fa in una grande mostra in quel di Milano. Oltre 4000 monitor, 100 tapiri reinterpretati da 10 grandi designer, un libro edito da Electa, e un’installazione curata da Margherita Palli che racconta l’evoluzione del percorso di "Striscia la Notizia" . Così, per celebrare questo imperdibile compleanno, dall’11 al 25 novembre 2007 presso la Triennale ecco prendere il via la mostra-evento con le 20 edizioni di Striscia la notizia. A mobilitare questo gran dispiego di forze è stato Davide Rampello, Presidente della Triennale che, da sempre sensibile al linguaggio Tv, ha pensato di far creare un universo immateriale, con l’aiuto del guru e papà della nota trasmissione satirica Antonio Ricci, in cui le oltre 4000 puntate della trasmissione rivivono nello stesso "contenitore" attraverso piccoli monitor da 7 pollici. Il percorso della mostra si snoda tra tapiri elefantiaci di colore azzurro tatuati con le frasi che negli anni hanno accompagnato la filosofia del tg satirico, frasi riconducibili ai tormentoni consumati negli anni e teche in plexiglass che contengono oggetti mai visti e curiosi che svelano il dietro le quinte del programma più popolare della Tv. L’installazione è arricchita dal contributo di dieci grandi artisti e designer contemporanei, che si sono prestati a celebrare il valore anche artistico e meta linguistico dell’animale simbolo della trasmissione di Antonio Ricci, che da sempre ha creato personaggi, miti e modi di dire entrati a far parte dell’immaginario collettivo. Sempre in occasione della Mostra della Triennale "Venti di Striscia", Electa pubblica l’omonimo libro, che dalla A alla Z ripercorre attraverso immagini, segni, simboli e rivelazioni Striscia la Notizia. Anche Pandolfo a Colazione partecipa ai festeggiamenti: per raccontarci l’evento c’è andato (più che "c’è andato" dovremmo dire "ce lo abbiamo mandato") Fabio Barbera co-conduttore della fortunata trasmissione targata Radio Alcamo Centrale. Fabio cercherà di smontare la tv senza prendere la scossa proponendo in diretta e sui prossimi numeri di RAC Notizie e Affari retroscena, curiosità, immagini e interviste legate ai festeggiamenti per il ventennale di Striscia.

Pubblicato 5 novembre 2007 da fabiobarbera in Senza categoria