Archivio per gennaio 2012

La satira delle vignette di Allegra tra Sicilia e attualità   Leave a comment

Per anni – attraverso le pagine de La Reppublica – ha disegnato una classe politica siciliana raffigurandola con le fattezze di topi e un sindaco (quello di Palermo, Diego Cammarata da poco dimessosi) completamente invisibile, di cui si nota la presenza solo attraverso una racchetta sospesa nel vuoto. Lui è Gianni Allegra – pittore, illustratore e autore satirico – oggi ospite nel tinello Barbera per una piacevole chiacchierata.

Salve Allegra, onorati di ospitare un maestro della satira. Lei ha lavorato per anni per redazioni come Comix, Linus, L’Unità, Avvenimenti, Cuore e poi Tango e Smemoranda. Adesso le sue caustiche vignette possono essere assaporate nelle pagine di Repubblica Palermo. Quale rivista ricorda con più affetto?

Ho un ricordo bello di tutte le collaborazioni. Quella per I Siciliani è legata a Pippo Fava, al suo sacrificio, alle sue idee. E anche ad una sua frase che mi colpì moltissimo. Appena ricevuti i miei disegni, era l’aprile o il maggio del 1983, mi chiamò e mi disse: Mai visti mafiosi disegnati così. Nacque una collaborazione istantanea! Ma ricordo con affetto il compianto quotidiano del pomeriggio L’Ora, che pubblicò per otto anni tutti i giorni le mie vignette antimafia. E come non ricordare Linus che nel 1985 mi lanciò come nuovo autore del sud?

Le dimissioni di Diego Cammarata da sindaco di Palermo hanno offerto nuovi spunti?

Ho imparato a fare satira anche in condizioni non propizie: lavorando con i quotidiani devi trovare un’idea anche quando non accade nulla di particolarmente interessante. Certo, la perdita della racchetta sospesa del sindaco, mi mancherà, ma vedrete che ci saranno altri spunti che cattureranno la mia attenzione.

 

Chi fa satira ha un occhio più attento ai cambiamenti, perciò lo chiediamo a lei (che sicuramente attraverso le sue vignette si appresta già a raccontarlo) cosa ci si aspetta nel futuro di Palermo e della Sicilia?

Nell’immediato non mi aspetto nulla di particolarmente significativo. La mia parte, la sinistra, boccheggia ed è frantumata più che divisa: mi costringe a farle fare da bersaglio per i miei strali satirici. Un bersaglio immobile, direi. Poi, a destra, non si finisce mai di trovare appigli piccoli e grandi per fare satira anche piuttosto facile. Preferisco le situazioni più ambigue, più torbide. Non che mi piacciano nella vita: anzi. Nella satira, per quanto mi riguarda, il guizzo scatta nelle situazioni “paludose”.

La sua vasta produzione satirica è raccolta in sei libri (“I gattopardi”; “La prima repubblica non si scorda mai”; “Centonove vignette”; “Poveri ma brutti”; “Lo statuto dei disoccupati”; “L’isola di Cuffaro”; “Contro la mafia a vignette”, con il quale ha vinto il premio per la satira politica “Pino Zac” a Forte dei Marmi. La sua matita non si ferma mai… sta pensando già a nuove produzioni editoriali?

No, non mi fermo: almeno fino a che avrò idee che mi consentano di realizzare nuovi progetti. Per adesso langue la pittura. Ma presto, spero, di ripropormi con altre mostre in Italia e all’estero. Sto lavorando alle ultime tavole di un graphic novel scritto da Marcello Benfante, “Diario della pioggia”, che uscirà in primavera.

Con la caduta di Berlusconi sembra chiudersi la seconda repubblica, quella più mediatica, fors’anche urticante e grottesca. Qual è stato il personaggio politico che l’ha più intrigata (nel bene o nel male) in queste due tormentate repubbliche?

Senza dubbio Andreotti, Cuffaro e Berlusconi.

Dove trovarla sul web?

Facebook è un ottimo veicolo. Ma adopero un blog a cui tengo molto che si chiama Il Sole e le Nuvole che si trova al sito www.gianniallegra.blogspot.com.

Prossimi appuntamenti che la coinvolgono e che vuole condividere con i nostri lettori?

Venerdì 20 aprile alla Feltrinelli di Palermo presenterò con Benfante, “Diario della pioggia”. Non mancate!

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Pubblicato 28 gennaio 2012 da fabiobarbera in Senza categoria

Arrivano Gus & Waldo! Spopolano in Inghilterra due simpatici pinguini nati dalla penna di un autore italiano!   1 comment

Sono due pinguini ironici e scanzonati, caustici e irriverenti. Uno è preciso e puntuale, l’altro è disordinato e buontempone, il piccolo e originale particolare della loro storia è che sono innamorati! Si chiamano Gus & Waldo, i due pinguini gay inventati dal vignettista e desiner italiano Massimo Fenati che hanno conquistato Inghilterra e Stati Uniti, diventando sinonimo di coppia. Adesso sbarcano anche in Italia con due libri e prossimamente anche un cartoon!

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Massimo Fenati è un italiano, uno di quei cervelli in fuga che hanno fatto fortuna altrove. Da quindici anni infatti vive a Londra con il suo compagno, lì si occupa di design ma è diventato famoso per qualcosa di più leggero e curioso: due pinguini usciti dalla sua matita e chiamati Gus & Waldo. Gus, quello col becco a punta, è un maniaco del pulito, metodico, concentrato, legge romanzoni da 600 pagine e veste con stile; Waldo ha il becco arrotondato, un carattere più docile, è trasandato e incasinato, divora riviste di gossip e ascolta musica pop.

I due fanno vita di coppia, dando forma a gag assolutamente esilaranti in strisce colorate che fanno il giro del web attraverso un sito internet, diventano virali e attirano anche personaggi famosi: «Un giorno ricevo una telefonata – racconta l’autore a Vanity Fair – ‘Salve, posso parlare con Massimo? Sono Kylie Minogue’. Stavo per cadere dalla sedia!». Ha chiamato solo per fargli sapere che aveva adorato il primo libro e per sapere se ne aveva fatti altri. E di libri sui due pinguini ne sono usciti ben due (anche in italiano): “Il libro del sesso di Gus & Waldo” e “Il libro dell’amore di Gus & Waldo”.

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La scelta dei due personaggi non è casuale, i pinguini ben si prestano alle gag in coppia: «Sono animali monogami – prosegue l’autore – si scelgono il proprio compagno e ci restano assieme tutta la vita. E poi esistono coppie di pinguini gay nella realtà! Ricordo che in uno zoo tedesco avevano cercato di rompere la coppia gay – c’erano pochissimi maschi e troppe femmine – importando delle pinguine svedesi per ammaliarli senza successo. Le dinamiche di coppia tra Gus & Waldo comunque sono identiche a quelle tra un uomo e una donna. Se Waldo si chiamasse Wanda e avesse lunghe ciglia da femme fatale, la loro storia non cambierebbe, le relazioni gay ed eterosessuali sono le stesse».

Così l’italica inventiva, l’ironia e la capacità di sdrammatizzazione hanno portato fortuna al giovane desiner che da Londra pone i suoi dubbi sullo stato dei diritti civili nello Stivale: «In Inghilterra esistono – afferma Fenati – io e il mio compagno siamo uniti civilmente, perché in Italia ancora no?» e anticipa novità sui due pinguini: «Sto lavorando su una serie di cartoni animati, i tempi sono lunghi, ma spero di poter lanciare presto una serie televisiva. Intanto in Gran Bretagna sto lanciando un nuovo libro a fumetti, stavolta senza pinguini, ma con un protagonista insolito: il Suricato, una specie di mangusta che vive nel deserto sudafricano, famoso per la sua posizione “in piedi” con il musetto appuntito che si guarda intorno come se stesse cercando qualcosa che ha perso… Il libro esce in Gran Bretagna ma spero che possa arrivare presto anche in Italia».

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Leggi anche:

– Lei italiana, lui portoghese e una bimba in arrivo. Insieme contro le discriminazioni. Intervista a Luisa Bambina.

– Trentenni con valigia. Una chiacchierata con lo scrittore Gaetano Barreca su una generazione in fuga.

Tra Dio e i Fumetti Disegnati Male, vi raccontiamo l’ironica matita di Davide La Rosa   Leave a comment

Ciao Davide, benvenuto! Le tue vignette spopolano sul web e ricevono raffiche di condivisione sui social network, come nasce l’idea di FDM, Fumetti Disegnati Male?

Ciao a voi, bentrovati e grazie per l’accoglienza. L’idea di FDM nasce nel lontano 2002. Emiliano Mattioli, altro autore dal tratto “Incerto” come me, mi disse: “perché non facciamo una rivista che raccolga i migliori fumettisti che non sanno disegnare? E così da dieci anni andiamo avanti a fare FDM raccogliendo sempre nuove leve.

C’è anche un fan club delle tue ironiche parodie di Voyager, Roberto Giacobbo offre parecchi spunti?

Eh sì… quando ci sono di mezzo i templari, gli ufo e i serpenti piumati le idee gemmano di brutto. Giacobbo ha il dono di saper spiegare tutto questo con una classe tutta sua… che, sì, dà molti spunti.

Il personaggio più simpatico però è Dio, rappresentato come un occhio dentro ad un triangolo ha tutte le peggiori caratteristiche umane e per questo risulta esilarante: egocentrico, caustico, attuale, ironico. Come mai hai scelto di rappresentare satiricamente un personaggio così eticamente delicato?

Grazie (anche a nome di Dio). A me piace parlare di religione… Mi fa paura e quindi, forse, la esorcizzo così. Fa paura perché genera estremizzi e fanatismo (un po’ come i tifosi di calcio o i fans di “Star Wars”… ma la cosa preoccupante è che il fanatismo religioso è giustificato. Altrimenti non si spiegherebbe per quale motivo si tollerino quelli di CL e quelli dell’Opus Dei… e soprattutto si tollerano, anzi vengono pure visti con stima, quelli che si fanno del male per espiare delle colpe). In molte strisce di Dio espongo delle domande che ho sempre fatto ai preti e alle quali non ho mai avuto risposta. Con questo non voglio dire che faccio le strisce di Dio per rispondere a certe domande… ma spero sempre che qualcuno leggendole mi dia delle risposte soddisfacenti.

Hai mai ricevuto minacce di querela o intimazioni per la tua satira?

Ho ricevuto minacce di morte dai fans di Michael J. Fox perché delle volte lo prendo in giro per via del suo morbo. Ma non tanto spesso.

Frequenti le fiere del fumetto come il Lucca Comics o il Romics? Quale particolare ricordo conservi degli incontri capitati in quegli ambienti piuttosto originali, strani e curiosi?

Dunque, non è che io frequenti molto quelle fiere. Vado al Lucca Comics e al Comicon a Napoli. Ricordo, un anno a Lucca, un tale che disse: “Sono il barista di Pegasus”… quella frase non ha senso… cerco un senso di quella frase da anni.

Dove trovarti sul web?

Sul mio blog, a questo indirizzo: http://www.lario3.blogspot.com/

Prossimi appuntamenti che ti riguardano e che vuoi condividere con i nostri lettori?

Dovrebbe uscire un mio nuovo libro. Scritto e disegnato da me. Spero di riuscire a finirlo in tempo per il Comicon di Napoli.

Grazie e alla prossima vignetta!

Un caro saluto a tutti i vostri lettori. Vi voglio bene.

Pubblicato 28 gennaio 2012 da fabiobarbera in Senza categoria

Per chi non crede sbattezzarsi è utile? Ne parliamo con l’Unione Atei   Leave a comment

Nell’intervista a Raffaele Carcano, segretario nazionale dell’Unione Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR), parliamo di attualità e politica, della candidatura di Margherita Hack con Democrazia Atea, di lacità e di palestre di omofobia, di sessualità e del Darwin Day previsto per il 12 febbraio, di Pontifex e dei motivi per cui lo sbattezzo, oltre che essere un’incisiva azione simbolica, può essere un notevole passo avanti per il dissequestro dalle ingerenze vaticane.

…………………………..

Un benvenuto su AgoraVox a Raffaele Carcano. Parliamo di sbattezzi, molti giovani italiani si dicono motivati ad avviare la procedura per togliere i vincoli che li lega alla chiesa. In cosa consiste il procedimento?

Nel semplice invio, a mezzo di una raccomandata a.r., di un modulo scaricabile dal nostro sito, accompagnato dalla fotocopia della carta d’identità. Entro quindici giorni le parrocchie sono tenute a confermare con una lettera quanto richiesto dallo sbattezzando: l’annotazione della volontà di non volere più far parte della Chiesa cattolica. Sbattezzarsi è semplice e veloce, quando si conosce la parrocchia di battesimo.

Perché può essere utile per un non credente battezzato fare abiura?

Abbiamo vinto la battaglia legale che ha messo a disposizione di tutti i cittadini questa possibilità, ma non stiamo certo a sindacare sulle ragioni che possono spingere a utilizzarla. C’è chi lo fa per esigenze di coerenza, chi per protesta, chi per mettere nero su bianco che non si sente “come loro”. Ma può anche essere utile: per esempio, per non pagare le tasse ecclesiastiche nei paesi in cui è previsto, come la Germania o la Svizzera.


(anch’io tra gli sbattezzati)

Diamo un po’ di numeri (che alla stampa piacciono sempre) sulle quantità di richieste di sbattezzo in Italia?

Lo sbattezzo è un procedimento individuale: nessuno è tenuto a informare l’Uaar dell’invio della richiesta. Per questo motivo i dati veri li può conoscere solo la Chiesa cattolica. Ciò non significa che non si possano effettuare stime: l’Uaar valuta in oltre 20.000 gli italiani che hanno sinora formalizzato l’abbandono della Chiesa. E basa questa stima su alcuni dati concreti: una media di cinque e-mail al giorno per chiedere consiglio sui casi più problematici; oltre 1.500 sbattezzi registrati sul sito http://www.sbattezzati.it; 2.337 sbattezzati nelle tre giornate nazionali dello sbattezzo; oltre 12.000 membri del gruppo Facebook dedicato al tema; oltre 150.000 moduli scaricati dal nostro sito negli ultimi cinque anni.

Intanto altre iniziative legate alla voglia di laicità non mancano. Già un anno fa Dante Svarca, ex comandante dei vigili urbani di Ancona e dirigente dell’Ufficio statistica del Comune in pensione, sostenendo che somministrare l’ostia consacrata come ‘corpo di Cristo’ è abuso della credulità popolare, ha presentato un esposto a carico del vescovo, mons. Edoardo Menichelli. Altre iniziative in tal senso?

Ogni giorno salta fuori qualcosa, siano esse azioni estemporanee o serie iniziative giuridiche. È un’eccellente testimonianza di quanto l’esigenza di laicità sia sentita nel Paese. Da parte nostra abbiamo appena lanciato il sito http://www.icostidellachiesa.it, la più dettagliata inchiesta online sull’argomento, e tra qualche giorno partiremo con una nuova campagna di informazione sull’ora di religione. Il lavoro (purtroppo) non manca.

E allora facciamo un po’ di conti in tasca al Vaticano: una monarchia che non ha firmato la carta dei diritti dell’uomo, ma riceve l’otto per mille per fini di solidarietà promuovendo la cosa con accorati spot. Secondo Report, però, del totale dell’otto per mille annuo, solo il 20% va destinato alle missioni di carità, mentre il restante 80% è ad uso e consumo del clero. Sono stime reali?

Beh, sono cifre fornite dalla stessa Chiesa! Il problema è che gli spot sono incentrati quasi tutti sulla carità, piuttosto che sulla costruzione di nuove chiese o sul finanziamento della Sacra Rota, utilizzi di cui ben pochi (anche tra i cattolici) sentono il bisogno.

Le ingerenze più pesanti da parte della Chiesa si hanno nell’istruzione. Benedetto XVI ha affermato che l’educazione sessuale nelle scuole è una minaccia alla libertà religiosa. La morale sessuale della Chiesa Cattolica non è da meno: nessun rapporto con la persona amata, anche se si è in età matura, se non si è sposati (art.2353 del Catechismo); vietato masturbarsi perché è un atto intrinsecamente e gravemente disordinato (art. 2352). Gli omosessuali sono chiamati alla castità (art. 2358). Atto intrinsecamente cattivo ricorrere al condom al fine di non procreare (art. 2370). Non sembra più essere l’educazione sessuale cattolica una minaccia alla libertà della persona?

Lo diventa soltanto nel momento in cui lo Stato o i suoi funzionari la fanno propria. Come accade, per esempio, quando si deve ricorrere alla contraccezione d’urgenza, e si incappa in medici o farmacisti cattolici. La libertà di vivere la propria sessualità come si vuole, in Italia, è ai livelli più bassi dell’intera Europa occidentale, ed è facile capire chi ne porta la responsabilità.

Il costante atto di accusa alla sessualità altrui pone notevoli problemi di accettazione e produce palestre di intolleranza, razzismo e omofobia. Così, mentre la chiesa punta il dito sulle differenze sessuali, la notizia di qualche giorno fa è che un ragazzo di 20 anni, a Vicenza, ha tentato il suicidio perché i genitori non hanno accettato la sua omosessualità. Il risultato della continua negazione di diritti legata alle ingerenze cattoliche non dovrebbe lanciare un allarme sociale e far riflettere anche la classe politica?

Al contrario. Episodi del genere ‘provano’ ai politici quanto forte ed efficace sia il condizionamento sociale operato dalla Chiesa, tanto che ne traggono la conclusione che può operare allo stesso modo anche come indicazione di voto a loro favore.

la campagna promozionale per l’8xmille alla chiesa cattolica rivisitata

 

Cosa ne pensa della candidatura di Margherita Hack con Democrazia Atea?

Siamo talmente a favore della libertà di scelta che non diamo alcuna indicazione di voto. Certo, ci farebbe piacere un parlamento più laico dell’attuale (e ci vuole veramente poco). Se la laicità è, come è, un supremo principio costituzionale, allora tutti i partiti dovrebbero farla propria. Purtroppo capita esattamente il contrario.

Quali sono i canali per contattare o collaborare col UAAR?

Abbiamo una sede a Roma, a cui si può telefonare in orario d’ufficio, o a cui si può inviare una e-mail (info@uaar.it). Abbiamo anche un gruppo Facebook sostenuto da oltre 22.000 navigatori (www.facebook.com/UAAR.it), e siamo presenti su due terzi delle province italiane. Le occasioni per un contatto non mancano certo…

Prossime iniziative che vi riguardano e che volete condividere con i nostri lettori?

Febbraio sarà il mese dei Darwin Day e della Settimana AntiConcordataria. E subito dopo partirà la nostra casa editrice, Nessun Dogma. Ma non ci fermeremo certo qui!


(Il segretario nazionale dell’UAAR, Raffaele Carcano)

Pubblicato 12 gennaio 2012 da fabiobarbera in Senza categoria