Archivio per novembre 2011

Caterpillar raddoppia e ogni 12 ore ci racconta l’attualità in chiave ironica: alle 6 e alle 18. L’intervita ad un volto della radio, Marco Ardemagni.   Leave a comment

In onda da 17 anni ci hanno raccontato la realtà schiacciando i sassi dell’informazione: tra colpi di coda (con gli ascoltatori fermi in fila in autostrada) e iniziative di sana italianità come i Cateraduni a Senigallia e M’Illumino di Meno, le giornate del risparmio energetico. Adesso raddoppiano: da una parte la sveglia delle 6 con Benedetta Tobagi, Filippo Solibello e Marco Ardemagni (www.caterpillaram.rai.it), dall’altra il rientro a casa delle 18 con Massimo Cirri e il neo-rieletto direttore di Raitre Antonio Di Bella (www.caterpillar.rai.it). Ve lo raccontiamo attraverso la voce di Marco Ardemagni in una lunga e curiosa intervista.

Salve Ardemagni, da due settimane su Radio 2 svegliate gli italiani con un’originale lettura della realtà attraverso Caterpillar AM. Il consenso è ampio e lo si registra dal boom di download del podcast, vi aspettavate una partecipazione così ampia in un orario così delicato?

Possiamo dire che ci speravamo e che ci eravamo allenati scrupolosamente già dalla primavera per affrontare al meglio questo appuntamento. Se la memoria non mi inganna, da quando faccio questo lavoro, cioè da oltre venticinque anni, non ho mai preparato un programma con tanta attenzione. Mi fa piacere che i risultati siano buoni: chissà che, oltre all’impegno profuso, non sia stata decisiva l’idea solibelliana di convocare le riunioni di pianificazione quasi sempre all’aperto, in posti verdi e ameni, come il Parco Sempione, zona Triennale, invece che nei carissimi, ma un po’ grigi, corridoi della Rai. Sono serviti molto anche due appuntamenti collettivi in luglio a Castiglione della Pescaia e in agosto a Londra. Il tutto con uno stile molto movimentista, documentando sempre ogni cosa su facebook, anche durante le vacanze. Lo spirito di gruppo si è rafforzato così. Da Londra abbiamo messo a punto anche la collaborazione con RaiNews, dopo il minitest di Pontida, dove Solibello e io abbiamo commentato il raduno leghista. Quando abbiamo visto i riscontri del pubblico (in assenza di Audiradio ci basiamo sulle classifiche di iTunes e sui commenti sulla pagina fan di Facebook) ci siamo detti: “Beh, il lavoro paga. E anche l’entusiasmo nel fare le cose”. Ma il campionato è ancora lungo e, come dicono gli allenatori bravi, “non abbiamo ancora vinto niente”.

Il trucco sta nel ritmo, nell’attualità estrapolata dai titoli dei quotidiani e nella satira che tra lei e Cinzia Poli offre una colazione informata e divertente.

Sono d’accordo che il ritmo sia decisivo, ma questo elemento, se hai Solibello alla guida, è quasi scontato. Abbiamo dovuto anzi rallentare un attimo, per entrare maggiormente in sintonia con la cadenza più blanda delle sei del mattino: a quell’ora negli ascoltatori la frenesia per la giornata imminente si sta manifestando, ma non si è ancora dispiegata del tutto. Però, e qui rispondo anche a un pezzo della domanda precedente, forse non tutti sanno che alle 6 di mattina c’è già un sacco di gente in giro, oppure sveglia a casa, pronta a seguirci. E il numero aumenta con il passare dei minuti: le 7 di mattina, alla radio, sono prime time. Per quanto riguarda la satira, a Cinzia Poli e a me piace giocare con le parole, ma l’obiettivo finale è quello di non lasciare nulla di impunito. Fino a qualche tempo fa, Cinzia era la buonista del duo e io quello più corrosivo, ma ultimamente lei è diventata una vera murena precisa e implacabile: a volte fa paura anche a me!

 

Com’è strutturata la trasmissione? La vuol presentare a quei lettori che ancora non vi conoscono?

La prima parte è dedicata alla rassegna stampa condotta principalmente da Filippo e Benedetta. La puntata però si apre con un sogno di Benedetta che rilegge in chiave onirica e fantastica soprattutto la politica italiana. Sulle ultime note della sigla, firmata dalla Banda Osiris (www.bandaosiris.it) come tutte le bellissime musiche originali del programma, parte già la carrellata Solibello-Tobagi sui quotidiani. Poco dopo io azzardo una prima previsione sulla giornata che si sta aprendo puntando i riflettori su un microevento, poi suggerisco una chiave di lettura particolare ai titoli dei giornali, infine propongo le nomination dei tre migliori titoli dei quotidiani, tra i quali poi gli ascoltatori, votando su Facebook (www.facebook.com/caterpillaram), scelgono il campione del giorno. Cinzia Poli punteggia la narrazione con i “segnali orari” che diventano battute spiazzanti. Benedetta nel finale lancia il suo “circolino rosso”: l’editoriale da non perdere oggi in edicola. In questa mezzora scarsa riusciamo anche a mettere qualche disco e a sentire due ospiti al telefono e a lanciare il titolo del “dibattito”!

E la seconda parte?

Quella arriva dopo il GR delle 6.30, dura otto minuti circa ed è ripresa anche in TV da Rai3 e RaiNews (www.rainews.rai.it). E’ lo spazio di quello che noi chiamiamo il “dibattito”, in cui prendiamo sei, sette telefonate sul tema del giorno, quello che divide il nostro pubblico, sempre a partire da un fatto di cronaca, ad esempio: Preti sposati sì o no? Ma anche: per Bankitalia meglio Grilli o Saccomanni? Qualche volta chiediamo anche semplici testimonianze come quando è morto Bonelli, il padre di Tex chiedendo: “Qual è il vostro personaggio di Bonelli preferito?”. Nella terza parte, dopo il Meteo, prevale il tema: “che giorno sarà?”. Qui Filippo e Benedetta traggono altri spunti dai giornali, io lancio previsioni con il magico computer “The predictor” e poi tramite una quartina dettatami nella notte dallo spirito di Nostradamus. Matteo Maserati, il gestore di Peak Performance in collegamento telefonico, dà la giusta carica a un personaggio che in giornata dovrà affrontare una prova dura e, indirettamente, a ogni ascoltatore. Qui riusciamo ad avere al telefono ancora uno o due personaggi protagonisti della giornata. Nel finale Cinzia Poli ci allieta con le No News, i fatti che di certo non accadranno nella giornata. E, ovviamente, tra una cosa e l’altra, ancora musica, il sound di Radio2. Sembra impossibile, ma tutto questo sta in meno di un’ora netta.

Qualche esempio di profezia azzeccata da The Predictor?

The predictor è una macchina sofisticatissima che con soli tre parametri è in grado di predire qualsiasi evento, dall’esonero di Gasperini all’esito del voto alla camera che ha salvato Milanese. Dalla vittoria di Cavendish al mondiale di ciclismo alla bocciatura di Baila da parte del giudice. Finora le sta prendendo quasi tutte. Io avverto sempre gli ascoltatori: non scommettete basandovi sulle profezie di The Predictor: è immorale, perché avreste troppo vantaggio sui bookmakers. È quasi barare.

Com’è nata l’idea di affiancare alla conduzione di Filippo Solibello un nome forte legato al giornalismo come quello di Benedetta Tobagi?

È stato un insieme di circostanze talmente articolate e, lasciamelo dire, fortunate, che sarebbe impossibile riassumerle in poche parole. Qui ognuno degli attori ha giocato un ruolo diverso: possiamo dire che è stata un’alchimia tra le esigenze di noi autori del programma, le indicazioni della dirigenza e soprattutto la volontà di Benedetta che ha accettato la sfida (e le levatacce!) col sorriso sulla bocca. Tre elementi possiamo ricordarli facilmente: la voglia di avere una voce femminile dopo anni di conduzione maschile a Caterpillar, la fascinazione per la scrittura di Benedetta e anche, perché no, i consigli di qualche amico comune. Con Benedetta Tobagi ci siamo sentiti subito a casa. E visto che parliamo di casa, vorrei citare anche gli altri componenti di questa crew molto molto unita a partire dalla regista Sabrina Tinelli, rapidissima e pronta all’innovazione, il caporedattore Filippo Rossi, compagno di scorribande nerazzurre, efficientissimo e fondamentale nel mantenere alto lo spirito di gruppo e il visionario webmaster Luca Camisasca, l’elemento più cool della redazione. Il tutto sotto l’attenta cura di Renzo Ceresa, il vero guru della radiofonia milanese.

Un’iniziativa quella della mattina che sta avendo così un notevole successo, alcuni ascoltatori del pomeriggio si lamentano però della scissione e avanzano l’ipotesi che alla base del raddoppio ci sia un litigio tra i conduttori storici Cirri e Solibello, lei che ne pensa?

Chi conosce l’attitudine di Massimo e Filippo sa che con loro è praticamente impossibile litigare. Può essere naturale che dopo tanti assieme abbiano voluto provare a fare qualcosa separatamente. Rimando chi volesse approfondire questo argomento alla articolata e appassionatissima lettera che Filippo ha pubblicato sul blog di Caterpillar in occasione della chiusura della scorsa stagione: http://caterpillar.blog.rai.it/2011/07/01/arrivederci-a-settembre/

 

L’anima di Caterpillar tra l’altro ha un’altra faccia: quella di Catersport, con un altro storico conduttore di Caterpillar, Sergio Ferrentino. E’ la versione sportiva con cui collabora pure lei, possiamo dire che è uno stakanovista della radio?

Sergio Ferrentino è stato l’inizio di tutto. Energia, tecnica e anche un grande intuito nello scegliere teste pensanti. Teste pensanti, ma anche teste calde: Cirri, Lauro, Solibello e io siamo tutti venuti su alla sua scuola, per poi schizzare in ogni direzione. Riguardo allo stakanovismo, c’è una parte di vero, la verità è che trovo molto stimolante lavorare su progetti diversi, anche se animati da uno spirito originale comune: è il mio modo per tenere la mente sveglia. E lei Barbera ha scaricato i podcast di Catersport e di Caterpillar AM?

 

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Paolo Maggioni ci racconta la trasmissione che macina i sassi dell’informazione

Una trasmissione ironica e veloce, curiosa e fidelizzante. Questo è Caterpillar, il programma che da 15 anni accompagna gli ascoltatori di Radio2 alla fine della giornata tra colpi di coda, ascoltatori-corrispondenti in giro per il mondo e interessanti iniziative raccolte tra gli interstizi della nostra penisola. Dallo scorso anno l’articolata trasmissione ha raddoppiato e il pomeriggio dalle 18.00 torna con la voce storica di Caterpillar Massimo Cirri, il direttore di Raitre Antonio Di Bella, Sara Zambotti e il giovane Paolo Maggioni, che è qui con noi.

Salve Maggioni, pronto ad un’altra edizione di Caterpillar?

Certo, sono felice di ricominciare e assolutamente pronto! Può sembrare una risposta da calciatore ma sono sincero, sono veramente contento. Quello appena trascorso è stato un anno molto bello, il primo per me, concluso con un CaterRaduno meraviglioso a Senigallia, con cui siamo riusciti a dare una proposta molto ampia, variegata, interessante e completa anche attraverso le voci dei due programmi (quello della mattina e quello del pomeriggio). Quindi adesso si riparte con grande entusiasmo.

Quando tornate in onda?

Torniamo in onda il 10 settembre, dalle 18.

Parlaci un po’ di te, chi è Paolo Maggioni e come è nata l’avventura radiofonica che da Radio Popolare ti ha portato a Radio2?

Faccio questo mestiere da una decina d’anni, ho sempre avuto una passione fortissima per il giornalismo – sono giornalista professionista – e per la radio in particolare. Sin da ragazzo ascoltavo Radio Popolare di Milano, che è un meraviglioso presidio di cultura e informazione libera e indipendente. Attratto un po’ come molti della squadra di Caterpillar da quel tipo di linguaggio: libero, vicino alle persone, quasi mai retorico, ho cominciato a lavorare lì dal 2002. Mi sono occupato di cultura, spettacoli, sport, ma soprattutto di raccontare storie, conoscere le persone, incontrarle, far emergere quello che è il loro vissuto quotidiano. Così, dopo cinque anni di conduzione di una trasmissione che si chiama “Jalla! Jalla!” che va in onda alle 2 del pomeriggio su Popolare Network, ho ricevuto una meravigliosa e indimenticabile telefonata da Massimo Cirri che mi invitava a venire qui a Caterpillar, la mia avventura è cominciata così: avere trent’anni ed essere qui è una grande soddisfazione.

Nella scorsa stagione Cirri è sparito dai microfoni per un bel pezzo. Tornerà quest’anno?

Certo. E’ comparsa oggi una caviglia di Massimo Cirri sulla pagina ufficiale di Caterpillar su Facebook (https://www.facebook.com/caterpillar.radio2). Tutto il resto del corpo si materializzerà in onda dal 10 Settembre. Anche quando Massimo non è stato bene, è stato sempre con noi. Gli ascoltatori più attenti ricorderanno i suoi dispacci quotidiani, in cui ironizzava sul suo stato di convalescente. E’ bello ritrovarsi tutti insieme.

Caterpillar è un contenitore di notizie interessanti e curiose, in ogni puntata si può sentir parlare di grandi e piccole eccellenze, idee interessanti, proposte legate all’ambiente, al territorio, all’inventiva. Si tratta sempre di un’Italia positiva, che crea e si diverte. Negli anni, grazie alla vostra trasmissione, abbiamo sentito parlare di autobus gratis a Verbania, asini spazzini a Castelbuono, le multe al contrario a Scandiano, l’acqua frizzante che esce dalle fontane di Casalmaggiore. Ma anche la banca del tempo per chi vuole donarne un po’ e per chi ne ha bisogno, il tram che diventa un ristorante, i cassonetti intelligenti che istigano alla riaffezione, al riuso del rifiuto. Praticamente date voce alle intuizioni. Qual è stata la notizia o il collegamento che ti ha lasciato qualcosa?

E’ davvero una scoperta continua. C’è la bellezza di entrare nelle case e nelle automobili degli italiani, il confrontarsi con loro in diretta tutti i giorni e l’avere un contatto molto forte. Poi gli incontri di quella che più che una redazione è una piccola grande idea di mondo dove si interagisce con le persone più varie e con esperienze lontanissime. Tutto questo lascia sempre qualcosa: Caterpillar è un ambiente che ti predispone a degli incontri meravigliosi e a raccontare delle storie molto belle. Ricordo una puntata in cui c’era il racconto di un fotografo italiano che ha vinto un premio mondiale con un reportage da Lampedusa dove raccontava le immagini dei respingimenti e nella stessa trasmissione, qualche minuto dopo, raccontavamo di un ritrovo organizzato in un paese del Trentino, dove circa tremila persone con lo stesso cognome avevano deciso di festeggiare insieme. Assolutamente surreale e giocoso pensare che tutti i signor Barbera (per fare un esempio) decidano di incontrarsi nello stesso momento in una piccola località del Trentino. La bellezza di questo programma sta nel riuscire a farci stare dentro storie e pezzettini di mondo molto diversi tra loro ma con un filo rosso assolutamente chiaro e facilmente distinguibile.

Guardate al mondo anche attraverso gli ascoltatori che dall’estero vi raccontano in diretta ciò che accade. Quanti corrispondenti (dormienti o attivi) avete sparsi per il globo?

Guarda, un censimento completo con una cifra precisa non saprei dartela. Siamo sicuramente nell’ordine delle centinaia, ma non bastano mai i corrispondenti. Anzi, credo che si debba allargare sempre più questa rete! Avere delle persone, delle piccole antenne nei territori più lontani, che ti invitano, ti raccontano, ti riportano, ti fanno proposte di corrispondenze su argomenti legati alla quotidianità loro e del territorio che vivono, sicuramente identifica molto il programma e gli fa fare un passo in più: gli permette di andare ad intercettare fatti, avvenimenti e notizie che anche la più connessa, scaltra e attenta delle redazioni può perdere d’occhio e aggiungere quella modalità che è proprio quella di Caterpillar e che trasforma il collegamento in qualcosa di ironico, attento, sferzante ma sempre gentile e con un’identità forte. Questo è anche un appello che faccio a chi ci sta leggendo dall’estero: collaborate con noi, scrivete una piccola presentazione di voi stessi, del vostro lavoro, della vita che fate e inviatecela a caterpillar@rai.it. Diventate nostri corrispondenti.

Anche quest’anno si parlerà di consumo critico, risparmio energetico e ambiente con “M’illumino di Meno” e incontrerete nuovamente gli ascoltatori sia durante la giornata mondiale del risparmio energetico, sia poi a conclusione della stagione col CaterRaduno. E’ una radio interattiva la vostra, che ha carne e volti e che interagisce veramente con gli ascoltatori.

Ci saranno idee nuove per M’illumino di Meno, la grande festa di Caterpillar legata al risparmio energetico. Ci saranno anche altre iniziative esterne di cui sentirete presto parlare.

Podcast, streaming, gallerie immagini e informazioni varie si trovano anche on-line?

Ovviamente, presto sarà attivo il sito www.caterpillar.rai.it, nel frattempo trovate aggiornamenti su facebook https://www.facebook.com/caterpillar.radio2

L’appuntamento allora è in onda su Radio 2, saluti da AgoraVox

Non mancate, buon ascolto!

 

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E con il team della mattina arriva Natascha Lusenti

Ecco svelata l’identità della nuova conduttrice di Caterpillar AM, che accompagnerà le mattine di Radio 2 con Filippo Solibello, Marco Ardemagni, Cinzia Poli e che prende il posto di Benedetta Tobagi (quest’anno assente perché entrata a far parte del cda della Rai). Ha lavorato con Enrico Deaglio al Diario della settimana e come inviata di Michele Santoro a Sciuscià e Annozero. Per la Rai ha girato l’Europa con il programma di gastronomia e cultura Qb. Per La7 ha condotto Il mondo che verrà con Romano Prodi, è stata autrice di Impero, volto e autrice di Atlantide, inviata degli Intoccabili con Gianluigi Nuzzi, ha condotto la diretta di approfondimento dal Gran Sasso dopo il Galileo di Marco Paolini ed è stata la co-conduttrice di In onda estate 2012.

Pubblicato 10 novembre 2011 da fabiobarbera in Senza categoria

Ad ‘Un Giorno da Pecora’ racconta ironicamente gli italici poteri! Da Radio2 è con noi Claudio Sabelli Fioretti!   Leave a comment

Poliedrico giornalista ed editorialista vive tra radio e giornali producendo centinaia di interviste e cercando risposte alle sue domande: è Claudio Sabelli Fioretti. Adesso lo ritroviamo ai microfoni di Radio2 in compagnia dell’insider Giorgio Lauro e di due fuoriclasse della satira sul web, Francesca Fornario e Simone Salis, con la seconda edizione di una delle trasmissioni Un Giorno da Pecora. 

Salve, dott. Sabelli. Una domanda semplice per chi come me ha cominciato l’anno scorso ad ascoltare la trasmissione incuriosito dal nome lanciato su facebook: come nasce l’idea di Un Giorno da Pecora?

Nasce dal desiderio di sperimentare nuovi linguaggi nelle trasmissioni di approfondimento politico. Per dire basta ai salamelecchi e alle riverenze.

In una Rai in pieno tumulto senza Santoro, senza la Dandini, tornate così con un’agguerrita seconda edizione. Tra Caterpillar, il Ruggito del Coniglio e Un Giorno da Pecora sembra si possa scherzare più in radio. Un suo parere: la radio è più libera di fare satira rispetto alla tv? 

Sì la radio è più libera, ma anche perché ha minori ascolti.

All’interno della trasmissione che conduce in compagnia di Giorgio Lauro, tra l’altro, la satira non manca mai grazie anche a due irriverenti ed esilaranti fuoriclasse – Francesca Fornario e Simone Salis – che abbiamo imparato a conoscere su Virus (virus.unita.it) e che sono cliccatissimi con parodie come “Pazza Ikea” su Giovanardi, “La Patonza” sul premier, “Nella vecchia Lombardia” sulla Moratti e Pisapia ecc… come li ha scovati?

Semplice: ho scovato Francesca e Francesca ha scovato Simone!

 

(Simone Salis e Francesca Fornario con il nostro inviato Fabio Barbera)

 

In un’intervista per l’Infiltrato lei scrive: “la radio è come un gatto. La radio fa le fusa, ha bisogno di attenzione, ha una sua autonomia, ti gira attorno. E’ un’amica ma non ti fa le feste come il cane. Sei tu che devi capire la radio, non il contrario”.

E’ un mezzo che stimola un ascolto volontario. Non come la tv, che ti vede soggetto passivo sbracato su una poltrona col telecomando in mano. Se ascolti un programma è perché vuoi ascoltare quello, proprio quello e non un altro. In radio c’è molta fidelizzazione.

 

 

Da quello studio radiofonico (che diventa televisivo attraverso la web cam su www.ungiornodapecora.rai.it) sono passati tantissimi nomi della politica. Qual è stato il personaggio più incontenibile con cui avete avuto a che fare?

Ovviamente Scilipoti, fortunatamente!

E il personaggio che ha fatto la dichiarazione più inaspettata portandovi sui giornali?

Sinceramente non ricordo, siamo tutti i giorni sui giornali. I politici, se li interroghi bene, ogni giorno fanno dichiarazioni stupende!

Nella sua vita professionale li ha intervistati proprio tutti: alcune chiacchierate come quelle con Travaglio, Odifreddi, Mogol, il fu Cossiga, Grillini sono anche diventati degli interessanti libri da leggere d’un fiato! Quali sono le prossime fatiche letterarie e giornalistiche che si appresta a portare in libreria e in edicola?

E’ appena uscito il libro-intervista a De Magistris intitolato “Luigi De Magistris – Di Lotta e di Governo”. Vedremo…

Pubblicato 10 novembre 2011 da fabiobarbera in Senza categoria

Il digitale terrestre rischia di spegnere Telejato. Ne parliamo con Pino Maniaci!   Leave a comment

La tv antimafia diretta da Pino Maniaci (nella foto all’interno dello studio da dove trasmette il suo tg) ha resistito a ‘cosa nostra’ ma rischia di soccombere sotto lo swith off del digitale terrestre che avverrà entro giungo del 2012. Una via di salvezza potrebbe essere quella di trovare un accordo con chi si aggiudicherà quelle frequenze, affittando a Telejato uno dei canali disponibili, ma Pino Maniaci è scettico e sul Venerdì di Repubblica dichiara: “E’ una soluzione non regolamentata, dunque poco praticabile […] siamo una piccola onlus e l’affitto del canale sarà fuori dalla nostra portata. Poi chi si accollerebbe la patata bollente di Telejato?”. Una bella domanda quella del direttore che conclude dicendo: “finché andiamo in onda io e la mia famiglia siamo abbastanza protetti. Se ci spengono rischiamo ritorsioni per le nostre denunce”. Abbiamo contattato telefonicamente il direttore dell’emittente partinicese che si trova a Torino e che ci racconta cosa sta succedendo.

Buongiorno direttore.

Ciao Fabio, ti sento a tratti. Con cosa mi stai chiamando, con un reperto archeologico?

Eh eh eh… Pino non è colpa del mio cellulare ma della qualità della telefonia mobile!

Ironia della sorte, proprio le aziende di telefonia stanno prendendo le frequenze di Telejato.

Raccontaci un po’ cosa sta accadendo.

Con la Legge Finanziaria 2011 (articoli 8, 9, 10) sono state di fatto abolite le televisioni comunitarie.  Il Ministero dello sviluppo economico si è riservato il diritto di assegnare, a pagamento, tutte le lunghezze d’onda del digitale terrestre, eccetto che per le tre reti RAI, per La 7, per Sky e per le società di telefonia mobile, cui le frequenze sono state assegnate gratis. Le altre utenze saranno assegnate dietro esborso di ingenti somme di denaro, attraverso graduatorie regionali formulate sul numero dei dipendenti e sulle proprietà immobili.

Si è attivato anche un comitato intitolato “Siamo Tutti Telejato” al quale si può aderire su facebook attraverso questo indirizzo: https://www.facebook.com/pages/Comitato-Siamo-tutti-Telejato/268979743122840?ref=ts). Proprio il comitato ci segnala che alla base di ciò che sta accadendo ci sono solo obiettivi di carattere economico e commerciale, tentativi di farcire quei canali di programmi demenziali per promuovere televendite, telegiornali pilotati dalle segreterie di partito, pubblicità a fiumi, mentre viene ignorata la qualità di ciò che è trasmesso e la capacità di sapere stare sul territorio per leggerne la storia e documentarne i problemi. Continua il comitato nella scheda su facebook: “Niente più spazi liberi e libera espressione delle idee, niente rispetto per l’art. 21 della Costituzione, perché mancheranno gli strumenti per poterlo fare. La sopravvivenza di Telejato, con la sua storia, le sue battaglie, la sua valenza culturale, nel segno di Danilo Dolci, di Peppino Impastato, di Mauro Rostagno e di Giuseppe Fava è un segnale importante per la garanzia dell’esistenza di una libera informazione in un panorama controllato dalle mafie mediatiche. Il comitato nasce per unire nella protesta tutte le voci dei territori in pericolo di oscuramento; affinché le televisioni comunitarie e locali possano continuare a trasmettere e conservare il loro ruolo di strumento informativo locale; affinché sulle ultime redazioni libere, in particolare quelle impegnate in terra di mafia, non cali il silenzio e l’indifferenza, ovvero la certezza di essere eliminate fisicamente dalle mafie”.

Sì è una battaglia che parte da Telejato per cercare di fare da testa d’ariete per la difesa di circa 250 emittenti in tutta Italia che rischierebbero di chiudere: sono per l’appunto le famose emittenti comunitarie nate con la legge Mammì del 1993 e composte dalle televisioni delle associazioni, le televisioni onlus, quelle dei partiti e anche della Chiesa come Telepace.

Da tv di volontari, qual è Telejato, soccomberebbe sotto cifre irraggiungibili.

La redazione di Telejato è a conduzione famigliare: io, i miei figli e mia moglie che fa anche da body guard. Siamo una onlus. Così a giugno del 2012 vorrebbero presentati quelli che sono i fatturati, quanti sono i dipendenti e qual è il capitale sociale. E’ la fine del volontariato anche in questo campo!

I vostri tra l’altro non sono sonni tranquilli. Denunciate il malaffare sul territorio e le reazioni sono querele e intimidazioni, le ultime pressioni subite?

Io sono a Torino in questo momento, ma da Partinico mi hanno appena fatto sapere che continuano a spuntare scritte contro Pino Maniaci e Telejato, cose come: “viva la mafia”, “sei lo schifo della terra”, con accanto disegnata una bara, ma ormai a queste cose ci abbiamo fatto il callo. Ci vestiremo anche da imbianchini e andremo a cancellare le scritte, non è un problema!

Il vostro punto di forza è anche l’ironia, un’arma forte e sana per demolire l’aura di misticismo, paura e potere che la mafia ha ancora in Sicilia!

Certo, loro si sentono uomini d’onore? Per noi disonorarli è una questione d’onore!

Se dovesse chiudere Telejato hai già pensato ad un’alternativa per farla rivivere sotto qualche altra forma?

Telejato non chiude. Ti posso garantire che per difenderla siamo disposti a disubbidire anche alla legge, indietro non torniamo nemmeno per prendere la rincorsa! Ma se eventualmente siamo davvero costretti a chiudere, guarda, mi associo al premier e aprirò il partito della gnocca e tra le altre cose io ne farò uno in particolare sotto al marchio PDP: Partito du Pilo!

Eh eh eh… e allora noi siamo tutti Telejato e soprattutto siamo tutti Pino Maniaci!

Link: www.telejato.it

Pubblicato 10 novembre 2011 da fabiobarbera in Senza categoria