Archivio per settembre 2008

viaggio nel mondo dei cellulari: tra prezzi pazzi e concorsi trappola!   Leave a comment

Con TIM vinci una FIAT Cinquecento

ma giocare può essere molto costoso

 

Viaggio nel mondo della telefonia mobile tra costosissimi concorsi-trappola,

sms ed mms che svuotano il portafoglio, trabocchetti e prezzi pazzi!

 

 

 

E’ stata un’estate parecchio travagliata per gli utenti della TIM, che si sono visti cambiare le tariffe come Tim Tribù ed Autoricarica con altre molto più costose e meno convenienti. Ma il problema non è solo la TIM: l’Europa bacchetta tutte le compagnie di telefonia mobile italiane, accusandole di applicare tariffe troppo costose e svantaggiose nei confronti degli utenti. Inviare un sms dall’Italia all’estero in roaming, ad esempio, costa in media 0,29 euro per ogni sms inviato, cifra che per un belga in viaggio può arrivare anche a 0,80 euro. Tanto è bastato a far rizzare le antenne alla Commissione europea, che ha precisato che i 2,5 miliardi di messaggi di testo inviati ogni anno nell’U.E. da clienti che utilizzano il roaming costano oltre 10 volte di più degli sms nazionali e che gli inviti rivolti al settore a favore dell’autoregolamentazione e di riduzioni volontarie dei prezzi del roaming per gli sms sono rimasti inascoltati. L’sms spedito all’interno della penisola stessa poi non è da meno: le autorità Italiane per le telecomunicazioni e per l’antitrust hanno comunicato di aver lanciato un’inchiesta congiunta per verificare la trasparenza dei prezzi e delle offerte di servizi SMS (Short Message Service) e MMS (Multimedia Messaging Service) sul mercato Italiano. A quanto pare, il giro d’affari legato ad SMS ed MMS in Italia ha raggiunto la cifra vertiginosa di 4 miliardi di dollari, di cui gli SMS rappresentano oltre il 60%. I gestori in Italia offrono una grande varietà di pacchetti a diversi profili di clienti, con grandi disparità di prezzi fra un’offerta e l’altra. Saranno proprio queste disparità l’oggetto dell’indagine delle autorità Italiane. Anche il Codacons si è attivato per denunciare l’anomalia tutta italiana legata alla telefonia mobile. Il comitato dei consumatori denunciava già quattro anni fa, a suon di esposti, il costo eccessivo di SMS e MMS in Italia, ben più alto rispetto agli altri paesi europei. Inviare un SMS in Italia con una SIM prepagata costa in media 13 centesimi, quasi cinque volte quanto si spende in Danimarca (dove il costo è di appena 3 centesimi) e quasi il doppio della media europea (7,5 centesimi).  In Italia, poi, compagnie come la TIM non si smentiscono mai e prosegue la loro  indisturbata opera di arraffamento. Arraffano come possono: con gli scatti alla risposta, con gli sms, con le promozioni, con le tariffe sempre più complicate e confusionarie ed ora anche con i concorsi. L’ultimo è quello che fa vincere un’automobile FIAT 500 mandando un semplice messaggino dal costo di un euro e venti centesimi. La segnalazione ci arriva da Beatrice Galasso, una utente TIM di Roma che dopo essere entrata nel vorticoso tunnel dei messaggi della TIM ha deciso di rivolgersi all’Adiconsum per fermare l’inutile e costosissimo inghippo. Il gioco funziona così: mandi un messaggio alla TIM attraverso il numero 4500 per concorrere all’estrazione di quattro 500 al giorno. Il messaggio costa, per l’appunto, un euro e venti e con l’invio del messaggio acquisti un contenuto digitale come una musichetta. Fin qui può essere considerato normale. Ma il gioco si rivela dopo un po’ una vera e propria trappola. Al primo messaggio ne seguono altri con alcune domande, in cui viene chiesto all’utente di rispondere; ogni messaggio chiede cose come ad esempio “come ti chiami”, “qual è il tuo colore preferito”, ed ogni messaggio di risposta costa un altro euro e venti. Per invogliare l’incauto utente in ogni messaggio la TIM scrive che rispondere alle domande aumenta i punti a disposizione e avvicina sempre più al montepremi. Beatrice ci segnala che dopo aver mandato il primo sms, di quei messaggi contenenti domande ne riceve più di 5 al giorno. In una settimana ne ha così ricevuti una quarantina e ha anche risposto pensando che il tutto fosse gratuito e rientrasse nel costo del suo primo sms. La nostra segnalatrice si è accorta dell’inghippo solo dopo aver controllato il credito residuo. Così con cinque sms al giorno, per più giorni per la TIM diventa un vero e proprio affare! Basta fare un paio di rapidi calcoli per notare come sia dispendiosa e rasenti la truffa l’intera operazione. L’appello ai lettori è di non invischiarsi in simili concorsi che di facciata chiedono un solo sms per concorrere all’estrazione di un’automobile e poi incastrano il malcapitato in un turbine di costosi e infiniti sms.

 

 

Segnatevi questa: Il gestore non può

uccidere la vostra SIM card

 

 

 

E’ una pratica comune tra gli operatori italiani di telefonia mobile, una pratica che finora numerosi clienti di TIM, Vodafone, 3, Omnitel e quant’altri hanno subìto in silenzio. Hanno subìto tutti, tranne il signor Domenico Bruno, che ha fatto causa alla TIM e l’ha pure vinta. Ma andiamo per gradi e vediamo di che si tratta: dopo più di un anno senza effettuare una ricarica, anche se si continua a utilizzare la scheda, gli operatori, attraverso un’operazione a distanza e senza avvisare l’utente, disattivano il numero del cellulare e con il numero, naturalmente, muore anche la scheda e il credito residuo. Le SIM non ricaricate per gli operatori rappresentano un peso morto perché costa tenerle in vita, meglio quindi l’eutanasia e poco importa se l’utente utilizza quel numero per ricevere chiamate. La colpa del signor Bruno era appunto di non aver ricaricato negli ultimi 13 mesi. La disattivazione è una possibilità prevista nei contratti, ma d’ora in poi gli utenti potranno rivalersi giuridicamente e chiedere i danni grazie alla sentenza (che fa testo) di un giudice di pace di Napoli che ha analizzato il caso del signor Bruno e ha dato ragione a lui, condannando la TIM a pagare 300 euro di rimborso più le spese legali (che ammontavano a ben 800 euro). Secondo il giudice, scrivere nel contratto che a un anno dall’ultima ricarica ti disattivano la scheda non è sufficiente: poiché è una di quelle clausole che portano all’interruzione del servizio, è necessario quindi che anche l’utente l’approvi espressamente per iscritto (articolo 1341 del codice civile). Anche 3 Italia, con un comando a distanza, riesce a rendere il videofonino inutilizzabile, se l’utente l’ha preso a noleggio e poi non fa traffico, cioè non ci carica su dei soldi. La "3" desume infatti che l’utente l’abbia sbloccato, violando il contratto, e che lo stia usando con SIM di altri gestori, comportamento che per la "3" equivale al furto del cellulare. Diciamo basta all’eutanasia delle schede che prendono solo traffico entrante e facciamo sentire dalle aziende che sul nostro numero di cellulare fanno il bello e il cattivo tempo.

Pubblicato 22 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

un po’ di buone notizie dai comuni d’Italia   Leave a comment

TE LA DO’ IO L’ITALIA

Inserto di buone notizie e geniali trovate dai Comuni d’Italia

 

Volevo raccontarvi di un’Italia ottimista. Un’Italia che produce e si muove, realizzando a volte delle grandi genialate, a volte (lasciatemelo dire) delle sonore puttanate. In ogni caso si tratta sempre di un’Italia positiva, che produce e si diverte. Vi accompagno così, prendendovi per mano, in un viaggio virtuale verso autobus gratis a Verbania, asini che fanno la nettezza urbana a Castelbuono, le multe al contrario a Scandiano, l’acqua frizzante che esce dalle fontane di Casalmaggiore. Ma anche i cassonetti trasparenti per chi vuole riutilizzare roba buttata ancora integra, la tv di controinformazione che fa condurre associazioni e spettatori per lanciare un messaggio forte alla mafia, il sito che ridà vita ai tuoi oggetti lasciati all’abbandono in solaio e li rimette sul mercato, il Sindaco che mette i vigili di cartone agli angoli delle strade per scoraggiare gli automobilisti più pirateschi.  Storie vere che fanno venire voglia di esultare. Perché c’è sempre l’intuizione di un uomo, di una donna, di un sindaco, di un imprenditore, di un prete, di un’associazione, a dirci che l’Italia non è solo quella che ci raccontano i telegiornali.

 

Le notizie riportate su questa rubrica sono assolutamente vere!

 

Per la realizzazione della rubrica TE LA DO’ IO L’ITALIA, Inserto di buone notizie e geniali trovate dai Comuni d’Italia, ringraziamo la redazione di Telejato e Pino Maniaci (www.telejato.it), Radio Alcamo Centrale (www.radioalcamocentrale.it), l’associazione Rita Atria (www.ritaatria.it), l’Università degli Studi IUAV di Venezia e, soprattutto, i geniali speaker di Radio2 Rai Caterpillar, Cirri e Solibello autori del volume intitolato “Nostra Eccellenza” edito da Chiarelettere che vi consigliamo di acquistare!

 

 

 

Autobus gratis a Verbania

 

 

Un sogno ricorrente per chi come me vi scrive riguarda i trasporti pubblici. Vivo la cosa in prima persona perché da cittadino “ecosostenibile” ho deciso di fare a meno dell’automobile, utilizzando pertanto molto i mezzi pubblici. Che in Sicilia però sono una tragedia, da sogno si trasformano in un vero e proprio incubo: autobus che non partono, coincidenze che saltano, treni lagher che ricordano tempi di hitleriana memoria, controllori sgarbati che più che chiederti il biglietto ti ringhiano epiteti impronunciabili, mezzi, obliteratrici e macchinette automatiche distrutte e inutilizzabili. Ma io continuo a sognarli quei mezzi straordinari: Lì ci sono uomini e donne che salgono sugli autobus sorridendo, si salutano, alcuni si siedono, altri stanno in piedi, qualcuno fa la mano morta, qualcun altro legge il giornale. Insomma, sembra tutto normale, solo che nessuno di loro salendo ha pagato il biglietto. Un sogno dove i mezzi pubblici non si pagano, casomai si paga per andare in giro con la propria automobile, come a Londra o a Milano se si vuole entrare in centro. Chi va in auto da solo inquina, occupa spazio, crea traffico. Se i mezzi pubblici funzionano diventano un patrimonio importantissimo per i Comuni perché diminuisce il traffico, si decongestionano le strade, c’è meno smog, migliora la qualità dell’aria, la gente arriva a lavoro meno stressata, il paese diventa più produttivo, migliora la condizione del portafoglio dei contribuenti sgravati dalle spese di benzina, gasolio e manutenzione del mezzo che sono diventate ormai una voce consistente dei bilanci familiari. Migliora tutto in una sorta di sana decrescita felice! E questo c’è chi lo ha capito. Accade a Verbania dove il mio atavico sogno è divenuto realtà e dove il mezzo pubblico è ritenuto addirittura fondamentale, lo si sfoggia come fiore all’occhiello dell’ amministrazione e lo si è addirittura reso gratuito! L’esperimento funziona, l’auto resta fuori in un bel parcheggio e dentro alla città si circola con i mezzi pubblici come autobus e metropolitane, tutto aggratis!!! Vi chiederete: “Come è riuscito quel demonio del sindaco di Verbania a fare tutto ciò? Il comune come paga questa amena idea?”. Bella domanda, bravi! E’ presto detto: ha messo una microscopica addizionale IRPEF, in pratica il progetto costa ad ogni verbanese circa dieci euro l’anno! Geniale, no?

 

 

L’asino, il miglior amico dell’uomo e del cittadino!

 

 

Beppe Grillo lo dice da sempre: “La velocità media di un’auto in città è esattamente la stessa di un mulo!”. E allora perché non applicare l’idea di decrescita felice al nostro amico quadrupede, assumendolo in mansioni di lavoro ordinario? C’è chi lo ha fatto! Così mentre a Treviso, leggiamo dai giornali, il comune utilizza gli asini “tagliaerba” per potare aiuole e giardinetti (che, a differenza dei trattori e delle ruspe, non inquinano, concimano e costano pochissimo) un’ analoga notizia ci riguarda in prima persona, perché tocca uno dei più bei territorio Siciliani. Il posto è Castelbuono, la notizia è che il comune ha adottato gli asini come netturbini! Lì la percentuale di raccolta differenziata è già al 40% ed è effettuata porta a porta, eliminando così gli antiestetici ed antiigienici cassonetti dalle strade. In più il comune depura le acque (niente reflui inquinanti e scarichi fognari, quindi), utilizza i pannelli solari per produrre energia e adesso anche gli asini per la raccolta dei rifiuti. Un comune così paradisiaco e attento alle politiche ambientali così vicino a noi non può che essere raccontato ed emulato! Il Sindaco si è accorto che i camioncini per la raccolta dei rifiuti costavano al comune trentamila euro l’uno più ottomila euro l’anno di manutenzione, bollo, assicurazione e gasolio. In più erano anche brutti, inquinavano, facevano rumore e davano fastidio. L’asino invece costa intorno ai settecento euro all’acquisto, non inquina, non si svaluta, sta simpatico alla cittadinanza e tra permanenza in stalla, alimentazione, pulizia e controlli del veterinario costa al comune al massimo duemila euro all’anno. Un bell’esempio di geniale intuizione, risparmio e comunione con la natura che ci circonda!

 

Design Zingaro: il marchio della Riserva su prodotti naturali!

 

 

La geniale idea è partita grazie all’intuizione dei ragazzi e dei professori della facoltà di disegno industriale dell’università di Palermo, che si sono posti una semplicissima domanda: “che fine hanno fatto gli artigiani che producevano, partendo dal materiale naturale frutto della terra, prodotti di straordinaria manifattura come canestri, bracciali, sacche, cappelli e molto altro ancora?”. La risposta è prontamente arrivata dal direttore della Riserva dello Zingaro: “Qui, all’interno del parco, girano numerosi artigiani che sanno fare quei manufatti e su tutti i sette chilometri che appartengono alla Riserva si trovano anche le materie prime per realizzarle”. Così è nato il sodalizio tra il team dell’università di design e quello della Riserva Naturale dello Zingaro. Insieme hanno dato vita ad un marchio che nasce sotto al nome di “Design Zingaro” e che darà i natali a numerosi oggetti artigianali creati grazie alla sapienza di maestri che operano sul territorio, alla quantità di materie prime provenienti dalla Riserva e alla bravura e alla cooperazione tra i ragazzi della facoltà di design e il personale del Parco! Potete vedere oggetti, procedure di realizzazione e iniziative varie legate al marchio “Design Zingaro” per tutta l’estate e fino al 30 di novembre, recandovi al museo delle attività marinare e al museo naturalistico, entrambi siti all’interno della Riserva Naturale, dove è stata installata la mostra che raccoglie gli oggetti nati sotto al marchio “Design Zingaro” e intitolata “Mostra di Cose, Parole ed Immagini” o cliccando sul sito www.riservazingaro.it.

 

Il calzino che non puzza!

 

 

Vi stiamo per parlare di un’invenzione che riuscirà a cambiarci la vita! Il tema è quello angosciante del calzino fetido e coinvolge molto spesso anche il posto di lavoro: uffici grandi sei metri per tre dove si svolge in cattività la vita di un numero imprecisato di persone, dove il problema principale, quindi, è il sovraffollamento: sette, otto a volte anche dieci persone vivono in questa stanzetta invasa da scrivanie, computer, telefoni. Inutile dire che in condizioni ambientali così precarie e al limite della resistenza umana, basta una scarpa da ginnastica per sconfinare in una situazione perlomeno inospitale se non addirittura ostile. Ma c’è chi ha risolto il problema: esiste, infatti, un prototipo di calzino in grado di non esalare i cattivi odori!!! E’ tutto vero, l’uomo che può salvare tanti di noi da disgustose esperienze olfattive si chiama Solitario Nesti (Solitario di nome, Nesti di cognome) ed è il direttore della Tecnotessile di Prato. Il calzino che non puzza si ottiene con uno speciale bagno chimico nel quale viene immerso il tessuto. Si tratta di speciali prodotti chimici che impediscono, una volta indossato il calzino, la proliferazione della flora batterica che dà vita alle raccapriccianti esalazioni che purtroppo l’essere umano ben conosce.

 

Orologi antiscippo a Napoli.

 

 

Una volta, tempo fa, il turista arrivava a Napoli con un orologio e ripartiva senza. Adesso la situazione è cambiata, almeno per chi ha aderito all’iniziativa promossa dall’Unione Industriali della Città di Napoli, nell’ambito della geniale operazione “Beffa ai Banditi”. L’idea è questa: la città di Napoli dà al turista che lo richiede un orologio alternativo al suo originale. Così l’americano, il giapponese, il veneto che arriva in uno degli alberghi convenzionati, una volta preso possesso della stanza, lascia il suo Rolex dentro la cassaforte dell’Hotel e lo sostituisce con quello di plastica donatogli dagli albergatori. Un orologio tra l’altro simpatico, che non è in vendita e viene donato solo ai turisti (quindi può anche diventare da collezione) e che sul quadrante riporta vedute suggestive di Napoli o prodotti dell’enogastronomia locale. Il messaggio che accompagna il dono particolare, infatti,  recita proprio così: “Benvenuti. Siete giunti nella città delle meraviglie. Vi suggeriamo però di non aggiungere alle molte e splendide sorprese di cui potrete godere, quelle spiacevoli. Depositate in albergo il vostro Rolex. E lasciate che a misurare il tempo del relax a Napoli sia un semplice segno di benvenuto: un orologio con il profilo del golfo o l’immagine di una pizza”.

 

Multe al contrario.

I vigili dicono “grazie” a chi si comporta bene su strada!

 

 

Immaginatevi che faccia possono aver fatto gli abitanti di Scandiano, quando si sono ritrovati sul parabrezza la “multa al contrario” ad opera dei vigili della nota località. Eh, si! A Scandiano i vigili (su proposta del Comune) fanno le multe al contrario: lasciano un bigliettino di ringraziamenti a chi parcheggia correttamente l’auto. Si chiamano “azioni positive”. Per un forcaiolo come me è come scoprire un nuovo mondo: invece della repressione la persuasione, l’incentivo, la carota al posto del bastone. E la gratificazione funziona, i cittadini parcheggiano meglio perché ricordano quell’atto di cortesia da parte dell’ordine costituito che in altri paesi spesso ricorda un po’ il vecchio zio burbero e manesco! Così a Scandiano se parcheggiate bene potreste trovarvi sotto al tergicristallo un bigliettino con la seguente scritta: “La polizia municipale La ringrazia per aver parcheggiato correttamente, con il suo comportamento ha reso più bella e vivibile la nostra cittadina!”.

 

L’acqua frizzante dalle fontane:

i cittadini incentivati a consumare l’acqua del rubinetto!

 

 

A Casalmaggiore i cittadini quasi non credono ai loro occhi e alle proprie papille gustative: dalle fontane sgorga limpida, fresca e potabile l’acqua con le bollicine. Succede anche questo nel comune del cremonese, dove l’acqua dell’acquedotto viene elargita gratuitamente in tre comodissime modalità: liscia a temperatura ambiente, liscia e refrigerata, refrigerata con le bollicine. Il Sindaco, dopo aver potenziato l’impianto di captazione e depurazione delle acque volle mandare un segnale chiaro e preciso: dall’acquedotto arriva acqua di qualità, è buona, bevetela e se non vi basta vi do anche le bollicine! Alla salute del cittadino che ne gioisce perché beve bene, perché non deve caricarsi sul groppone periodicamente quintalate di confezioni di minerale, perché se non deve più comprare la minerale in bottiglia non immette altra plastica nell’ecosistema e perciò ne arride anche l’ambiente ed il portafoglio! Già anche il portafoglio. Quest’ultima particolarità l’hanno fatta notare quelli di Altreconomia (www.altreconomia.it) ponendo una semplice domanda: “Secondo voi costa di più l’acqua o la benzina?”. In genere la domanda stupisce e lascia un attimo perplessi; che domanda, come fa l’acqua a costare più della benzina che è petrolio, che non c’è quasi più, che bisogna fare le guerre per andarlo ad estrarre! La benzina sta ormai ad un euro virgola tre al litro, mentre se voglio l’acqua al bar la pago grosso modo un euro a bottiglietta, che effettivamente però è mezzo litro, e quindi per due fa… due euro al litro. Molto più della benzina! E allora (dove è potabile) perché non bersi la propria acqua come fanno a Casalmaggiore?

 

Cassonetti per la spazzatura trasparenti:

 “Rifiuto con affetto!”

 

L’immondizia ormai è un elemento integrante della nostra società, ci conviviamo come se fosse un vicino un po’ inopportuno ma di cui non possiamo fare a meno. Allora c’è chi ha avuto una geniale intuizione: “E se non pensassimo proprio più al concetto di rifiuto o di riutilizzo, ma pensassimo semplicemente ad allungare la vita agli oggetti?”. Un oggetto può non servire più a me, ma prima di essere buttato può tornare utile a qualcun altro. Nasce così l’iniziativa “Rifiuto con Affetto”, dall’idea di tre studentesse di architettura dello IUAV di Venezia, che abbiamo intervistato anche attraverso Pandolfo a Colazione su Radio Alcamo Centrale (www.pandolfo.radioalcamocentrale.it), tali Roberta Bruzzecchese, Maddalena Vantaggi, Maria Zanchi (nella foto accanto alla loro invenzione). La loro idea è semplicissima. A chi non è mai capitato di pensare, passando davanti ad un cassonetto della spazzatura: “Ma guarda quel tavolino/armadietto/orologio/lampadario/quadro/fumetto, ma come gli è venuto in mente di buttarlo?”. Le tre studentesse hanno così inventato RCA (l’acronimo di Rifiuto Con Affetto, www.rifiutoconaffetto.it), un cassonetto grosso più o meno come quelli normali, ma trasparente e con delle mensole interne dove riporre quello che si vuole lasciare. Così al suo interno si possono inserire oggetti di ogni tipo che altri possono poi prendere. Lo scambio è libero, volontario, asincrono e totalmente gratuito. Chi primo arriva meglio sceglie! Ma non parlate di riciclo. L’idea è quella della riaffezione. L’oggetto gettato può tornare a vivere a casa di qualcun altro e questo ci porta a parlare del prossimo caso… il sito perso per perso.

 

Persoperperso.com:

cambi e scambi su Internet senza l’uso della moneta

 

 

Continuando a parlare del neologismo della “riaffezione” ci viene spontaneo rivolgerci ad un settore particolare delle italiche case. Avete mai provato a salire nel solaio di casa vostra o ad aprire un armadio dove avete riposto oggetti ormai in disuso, simboli dimenticati di un vostro passato fatto di hobby strani, canne da pesca, tende da campeggio, ma anche lampade dalle inquietanti forme o soprammobili regalati da vecchie zie e subito abilmente nascoste e dimenticate? Bene, questo universo ricco di tesori che affolla le nostre case ha solleticato l’idea di alcuni geniali individui, i quali hanno deciso di realizzare un portale su Internet che raccolga questi oggetti e gli ridia nuova vita. Il sito si chiama www.persoperperso.com, ci si iscrive gratuitamente e poi si possono inserire tutti gli oggetti che si vuole, con la foto e una breve descrizione. Ogni oggetto che si è inserito dà dei punti da potere utilizzare per entrare in possesso di altri oggetti che si trovano sul sito. Non si usano i soldi e questo è già una bella cosa, se poi lo scambio permette di conoscere tanta gente simpatica e nel contempo fare anche qualche curioso affare, allora è davvero una genialata! Provare per credere.

“Siamo Tutti Pino Maniaci”: Contro lo spauracchio della mafia tutti a condurre il TG

Succede ancora (in questo accaldato 2008) che la mafia se la prenda con la stampa e cerchi in tutti i modi di imbavagliarla, zittirla, demotivarla e distruggerla. Il noto giornalista Pino Maniaci, responsabile della tv di controinformazione Telejato (www.telejato.it) è stato poco tempo fa oggetto di minacce e aggressione da parte del figlio di un noto boss del partinicese che si trova agli arresti sotto regime di 41bis. Da quell’aggressione ne sono seguite altre: minacce, inseguimenti in macchina, esternazioni anche contro il figlio che di mestiere fa l’operatore fino all’ultima inquietante vicenda accaduta a luglio, la macchina di Pino con il logo di Telejato a fuoco per mano dolosa. Pino comunque non si lascia impaurire ed è rimasto in prima linea, continuando a condurre imperterrito il suo TG anche il giorno dopo aver subìto il pestaggio, anche dopo che gli hanno bruciato la macchina. Al baffuto conduttore gli è piombata in redazione un’ondata di solidarietà: cittadini, associazioni, personalità varie, sindaci, politici, emittenti (tra le quali anche la nostra, Radio Alcamo Centrale e persino mamma Rai e La7), fotografi, preti, giornalisti ma anche istituzioni e forze dell’ordine da tutta Italia si sono riuniti in un unico appello: “Siamo Tutti Pino Maniaci” e da lì hanno deciso di condurre il telegiornale a turno per far vedere che dietro quella telecamera c’è un popolo che dice NO alla mafia e No alla delinquenza! Pino adesso non è più solo nella sua opera di controinformazione, così dalla scrivania più discussa e seguita del territorio siciliano si avvicendano proprio in questi giorni i conduttori per un giorno, tra i quali si sono annoverati anche don Luigi Ciotti, i ragazzi di Addio Pizzo, l’associazione Rita Atria (www.ritaatria.it) e tantissimi altri. Da dopo le ultime vicende adesso Pino Maniaci è sotto scorta, ma con una schiera così ampia e variegata di sostenitori ci penseranno due volte prima di mettergli nuovamente le mani addosso.

 

Il Sindaco che indice un concorso a premi

per far dimagrire i suoi cittadini

 

 

In tempi di “vacche grasse”, dove il cibo la fa da padrona e ci si rimpinza ad ogni occasione, un’idea sicuramente stimolante e geniale ha coinvolto i cittadini di una ridente località. La notizia viene da Varallo Sesia, settemilaquattrocento abitanti, in provincia di Vercelli, località che ha uno dei sindaci più curiosi della nostra penisola, tale Gianluca Bonanno. Il primo cittadino ha pensato: “Si mangia troppo! Siamo tutti un po’ rotondetti e questo potrebbe influire sulla salute dei miei concittadini e della mia città”. Come fare a sollecitare i cittadini a mangiare di meno? L’idea nasce quasi automaticamente: un concorso a premi per far dimagrire i concittadini sovrappeso. Due possibilità: dieta di un mese o di due. Le donne che dopo un mese avranno perso tre chili incassano cinquanta euro e altri cento dopo cinque mesi di peso mantenuto. Gli uomini devono dimagrire quattro chili. Oscillazione massima permessa: un chilo. Se si sceglie la dieta di due mesi bisogna perdere sei chili, gli uomini; cinque, le donne. Se il peso viene mantenuto per cinque mesi e passa, il Sindaco Bonanno sgancia altri duecento euro. Un bell’incentivo al dimagrimento, no? Un’iniziativa ludica e allo stesso tempo utile e salutista alla quale lo stesso Sindaco, avendo messo su qualche chilo di troppo, fa da cavia. Perché non è solo una questione estetica, la prevenzione all’obesità è una priorità di salute pubblica. Una volta smagrito, Bonanno ha tappezzato i muri di Varallo con cartelloni che riportano la sua faccia per far vedere come raggiungere l’obbiettivo di un sano dimagrimento è possibile. Geniale intuizione da condividere!

 

I vigili di cartone al posto di quelli veri!

 

 

Ecco un’altra idea davvero intraprendente, da un sindaco fonte inesauribile di geniali trovate. E’ un Sindaco che è riuscito a dimostrare che si può amministrare bene un Comune anche con poche risorse economiche o, a seconda dei punti di vista, ideatore di abnormi “putanade” per attirare l’attenzione dei media. Lui è il già nominato Gianluca Bonanno, Sindaco di Varallo Sesia e abbiamo imparato a conoscerlo anche attraverso la notizia precedente. Sua infatti è l’idea di ideare un concorso per far dimagrire i suoi concittadini. Ma in questo spazio parliamo di mobilità e per coniugare il risparmio delle risorse economiche con una geniale trovata per migliorare il traffico, nasce l’idea dei vigili di cartone! Eh, si: il Sindaco ha moltiplicato il numero di vigili urbani presenti sul territorio senza costi aggiuntivi. Non li ha assunti ma clonati. E’ bastato un bravo fotografo professionista: foto a tutti i vigili urbani del Comune, con la divisa, uomini e donne, e successiva realizzazione di sagome in cartone a colori e a grandezza naturale. In totale Bonanno ha realizzato dieci sagome, tutte posizionate sulle strade. Fino a dieci metri di distanza dalla sagoma l’automobilista non capisce se il vigile è vero o è finto. E quindi fa quello che Bonanno vuole: diminuisce la velocità. Meglio un vigile finto che una multa vera, dice furbescamente il Sindaco e i risultati non tardano ad arrivare: diminuzione degli incidenti stimata intorno al 30% e repentino decremento delle multe. Perché la sagoma non dà le multe, ma mette paura della possibile contravvenzione e allora il vigile vero ha bisogno di farne meno. Il Sindaco sa però che non può tenere la sagoma più di un giorno piazzata nello stesso posto, perché l’automobilista è scemo ma solo fino ad un certo punto. E’ animale che apprende dai suoi precedenti errori percettivi. Quindi il giorno dopo l’astuto Sindaco sposta la sagoma su un’altra strada. Oppure mette il vigile vero pronto a multare lo sprovveduto automobilista che crede di aver capito il trucco e schiaccia sull’acceleratore. Il terzo giorno l’automobilista è percettivamente confuso: sarà una sagoma? Sarà un vigile in carne, ossa ed autovelox? Tormentato, rallenta. E l’obiettivo è raggiunto!!!

 

Il caricabatterie ad eolico e solare, trionfo dell’energia pulita!

 

 

L’idea di energia pulita, decrescita felice, alternativa equa e anche un po’ solidale allo spreco e all’inquinamento ha sempre solleticato la nostra attenzione e il nostro interesse! Così quando abbiamo sentito che il nostro cellulare, simbolo etereo e inutile (perché non prende quasi mai) dell’era del consumismo e della comunicazione globale che avvicina il mondo e ci allontana i vicini, poteva essere caricato con qualcosa che non fosse la corrente elettrica. E’ risaputo, il cellulare si scarica sempre nei momenti meno opportuni, quando potrebbe finalmente servire a qualcosa, mettiamo il caso: sei in auto in una zona sperduta, buchi una ruota e snocciolando una serie di improperi decidi di chiamare qualcuno per farti aiutare. Niente! Il maledetto diabolico oggetto è scarico! Allora c’è chi ha avuto la geniale intuizione, un’idea che associ l’energia pulita del vento o del sole alla nostra necessità di avere quel diabolico strumento del demonio qual è il cellulare sempre carico! Così nasce il “caricabatterie ad eolico” e il “caricabatterie a solare”, che vanno rispettivamente col vento e col sole, due elementi che contraddistinguono da sempre la nostra Sicilia e che è da stupidi non sfruttare, visto che da noi se ne trovano in quantità. Solare ed eolico per caricare il cellulare: ci piace, ci inorgoglisce e ci commuove anche un po’! Venti minuti con uno dei due caricabatterie e il vostro cellulare funzionerà per ben due ore, senza aver sprecato elettricità (consumando solitamente come una fiera campestre) e senza cavi, fili e alta tensione. Solo puro e semplice vento o i sani raggi solari coi quali ti abbronzi e, contemporaneamente, ci carichi il cellulare!

 

Scambio casa:

un modo nuovo di fare le proprie vacanze.

 

 

Si sta diffondendo in Italia e nel mondo una nuova moda davvero particolare, curiosa e sicuramente apprezzata dagli estimatori di lunghe vacanze a buon prezzo. Si tratta della pratica dello Scambio di Casa. Proprio così, lo scambio di casa è la vacanza alternativa dove due famiglie si accordano per scambiarsi i propri appartamenti per una vacanza… "Tu stai a casa mia mentre io sono nella tua". In questo modo si vive l’atmosfera del luogo attraverso la vita della persona con cui ci si è scambiati l’appartamento. Sono tanti i siti che si occupano di fare da tramite per questo genere di attività e sono diventati anche molti gli utenti italiani che hanno deciso di prendere parte a questo curioso esperimento. Il sito www.scambiocasa.com per esempio da più di 14 anni ha fatto da tramite per migliaia di scambi senza mai avere lamentele per furto, per atti vandalici intenzionali o di qualcuno che arrivato a destinazione nella sua nuova casa. La gente che dà la propria casa e ne prende un’altra a sua volta è portata a trattare bene la nuova abitazione e si instaurano anche rapporti di amicizia duratoru nel tempo che poi portano a ripetere la straordinaria esperienza. Chi ha già preso parte a questa ludica iniziativa non si è trovato nella condizione di sentirsi preoccupato dall’avere "un estraneo in casa" . Lo scambio di casa, infatti, non è da considerarsi come un appuntamento al buio. Anche se funziona proprio come uno di quegli appuntamenti: ci si scambia delle e-mail con gli eventuali nuovi amici, si parla qualche volta al telefono e ci si scambia alcune foto. Il tutto tramite l’aiuto di questi siti Internet. Al momento in cui ci si acorda per vedersi, non si va ad un incontro con "un estraneo". Non si uscirebbe con qualcuno/a se non si sentisse un trasporto, un feeling con l’altra persona. La stessa cosa succede per la casa. Un’idea geniale per passare belle vacanze a costo zero!!!

Pubblicato 15 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

politica e scuola: a cmare vogliono sfrattare i bimbi per fare uffici comunali   1 comment

Sfrattare più di 100 bambini da una scuola per farne uffici comunali? Accade a Castellammare del Golfo!

 

 

 

Un anno iniziato nel peggiore dei modi per insegnanti e bambini del plesso “Buccellato” di Castellammare del Golfo. Un plesso storico e, da sempre, storico simbolo delle scuole elementari del golfo. Rischiano di essere sfrattati 137 alunni tra la scuola dell’infanzia e quella primaria. Sono queste almeno le intenzioni del sindaco Marzio Bresciani che ha deciso con pugno fermo di cambiare la destinazione d’uso dell’edificio appena ristrutturato “per assicurare una sede definitiva all’ufficio tecnico comunale”. Così adesso i genitori dei 137 bambini e gli insegnanti del plesso sono sul piede di guerra: “Faremo di tutto per riavere la nostra scuola – affermano a gran voce sulle righe del quotidiano La Sicilia –  non escludiamo l’occupazione”. Loro vogliono difendere quell’edificio che appartiene al mondo dell’istruzione e non della politica e non intendono lasciare quell’istituto che, dopo anni di tribolazioni per continui lavori di manodopera e battaglie sostenute sempre da quei genitori, erano riusciti a renderlo utilizzabile. Anzi di più: l’edificio, dotato di aria condizionata e pompe di calore, aule nuove e accoglienti e molto altro, si può definire una delle strutture di ricezione scolastica tra le più rinomate del territorio castellammarese. Nel 2005 però l’edificio ha dovuto subire ulteriori lavori di ristrutturazione, dovuti alla caduta di calcinacci dal soffitto di un’aula. Un ennesimo impegno che ha visto nuovamente scendere in campo i genitori affinché tutto avvenisse al più presto e senza cambiamenti nella destinazione d’uso, visto che l’ingente spesa per la ristrutturazione (quantificata in 413 mila euro) era aggravata anche dal fatto che i bambini dovevano essere accolti da altre strutture scolastiche, con notevoli difficoltà di spostamento e adattamento, difficoltà che riguardavano lo stesso Comune, che ha dovuto sborsare 12.000 euro di affitto a quelle scuole che hanno accolto i bambini del Plesso Buccellato. La gestione commissariale del Comune aveva però fatto ben sperare e prima dell’insediamento dell’amministrazione Bresciani aveva quantificato in 63.000 euro l’impegno di spesa per la messa in sicurezza della scuola. Adesso però, con la decisione del Sindaco di cambiare la destinazione d’uso, quanto raccontato potrebbe essere reso vano. Così, mentre giace dormiente il progetto stanziato e finanziato dai commissari per costruire l’ufficio tecnico nell’ex Mattatoio comunale a Piazza Petrolo, il Sindaco propende per la decisione perentoria di usare l’istituto nuovo di zecca, una decisione che non ferma però quei genitori che tanto hanno lottato per difendere la storica sede del Plesso Buccellato, e che hanno deciso di non demordere, ricorrendo, qualora servisse, anche alle vie legali e agli strumenti della reazione. Il loro comitato ha infatti deciso, dopo assemblee, proteste al comune e attraverso i media, di farsi sentire anche in consiglio comunale. Durante il prossimo consiglio che avrà luogo giorno 8 di settembre un agguerrito team di genitori si mobiliterà in un sit in e andrà a spiegare le proprie ragioni anche alla schiera di consiglieri che dovranno deliberare e dire la propria anche sulla perentoria decisione del sindaco di cambiare la destinazione d’uso all’edificio e sfrattare, così, quei bambini che attendevano finalmente di entrare nella propria scuola ristrutturata. “Una società che non da il giusto peso all’infanzia – si legge in una dura nota pubblicata sul quotidiano La Sicilia – è una società senza futuro. L’amministrazione di destra preferisce risolvere i propri problemi occupando gli spazi della scuola. E’ semplicemente assurdo”. Si è costituito anche un comitato di quartiere per sottolineare “l’importanza sociale di una scuola che rende un servizio insostituibile in un’area storica della città”. Il Sindaco Bresciani, per contro, ha replicato al guazzabuglio che si è venuto a creare con queste parole: “Dobbiamo risolvere definitivamente il problema dell’ufficio tecnico ospitato in locali fatiscenti. Tuttavia, d’accordo con i genitori,  vorremmo trovare una soluzione di compromesso”. La sua soluzione sarebbe quella di trovare altre sedi per accogliere i bambini della scuola dell’infanzia e primaria, per esempio quelli del centro disabili di via Marconi, al di fuori del centro storico. In ogni caso loro, i bambini, devono sloggiare, perché la scuola deve diventare ufficio tecnico. E su questo il Sindaco non vuole retrocedere un passo.

Pubblicato 6 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

Anniversario 11 settembre   Leave a comment

 

“forse tutto quello che sappiamo è… FALSO!”

 

 

Devo ammetterlo. C’ero cascato anch’io. C’era cascata Oriana Fallaci. C’eravamo cascati tutti! L’11 settembre 2001 […] ero incollato davanti al teleschermo ad assistere attonito al verificarsi dell’incredibile, convinto che stesse andando in onda la realtà, anziché, come sarebbe  venuto fuori in seguito, il primo episodio di una serie di fiction televisiva popolare […]. Una prima televisiva a reti unificate in tutto il mondo. Grande spettacolo. Grandi effetti speciali. I dubbi erano in me generati da una semplice analisi del cui prodest, cioè chi e che cosa alla fine ci andrà a guadagnare di più in tutta questa faccenda. Probabilmente il 90% di tutto i misteri politico-criminali del mondo si possono risolvere rispondendo a questa semplice domanda. Partiamo però da piccoli dubbi,  vi siete mai chiesti per esempio come mai i sistemi di difesa aerea (che in casi come questo scattano automaticamente) non si sono attivati? Bene, una delle tante risposte che mi vengono in mente è:  “perché il pentagono, i servizi segreti e l’amministrazione Bush volevano carta bianca e approvazione dal popolo americano per andarsi a prendere il petrolio e ridisegnare a proprio vantaggio la mappa geopolitica del continente euroasiatico”. L’unico modo per ottenere consenso interno per una nuova guerra era terrorizzare a sufficienza il popolo americano. CI SONO RIUSCITI? Si che ci sono riusciti! Hanno dato  un cattivo in mano alla massa da odiare. E così il governo degli USA ha ottenuto dal proprio popolo libertà enormi: Ha abolito diritti civili a raffica e ha  attaccato  in maniera forte e martellante la libertà di stampa e di opinione (provate a scrivere un pezzo così in America). Altre domande: “ perché i terroristi si sono gettati sulle torri di primo mattino quando erano pressocché vuote?”. Quale movente potevano avere i terroristi a causare la minor quantità di morti con il loro attacco? Un paio d’ore prima gli uffici erano strapieni e le vittime sarebbero  state decine di migliaia. Nulla è stato fatto a casaccio. Il timing, ossia la scelta del momento, è stato un elemento essenziale. Quindi chi di dovere sapeva ma ha lasciato correre per interessi meramente politici. La cosa da tenere ben presente, poi, è l’assurda passività dei servizi segreti americani, relegati al ruolo di spettatori inerti ed inermi di quanto stava avvenendo. Un ruolo che non gli calza proprio. Difatti i servizi segreti non sono mai rimasti in panciolle ad aspettare che qualcuno muovesse attentati per appropriarsi di alcune libertà civili, hanno invece da sempre partecipato attivamente all’organizzazione degli attentati. Già quarant’anni fa la CIA aveva progettato eclatanti attentati terroristici contro la propria stessa popolazione (affondamenti di navi, bombardamenti di Washington…ecc), attentati che sono stati attribuiti in origine al regime di Fidel Castro e che avrebbero avuto funzione di “pretesto” per l’invasione di Cuba. Tali piani sono documentati ufficialmente perché furono presentati per approvazione all’allora Presidente John Kennedy, il quale si rifiutò di firmarli e da quel momento palesò l’intenzione di smantellare la CIA o comunque ridurne sensibilmente il potere. POCHI MESI DOPO FU ASSASSINATO! Adesso pensateci un po’ su, davvero credete che con il passare degli anni una crisi di coscienza abbia fatto diventare la CIA più buona? No, assolutamente… anche perché stavolta c’era da rispettare una tabella di marcia: la guerra in Afghanistan era stata programmata già da un anno, non perché i Talebani puzzino, ma perché con loro non si riusciva a raggiungere un accordo per far passare un importante oleodotto. Era già stato deciso l’inizio della guerra: OTTOBRE 2001. Mancava però il pretesto per fare la guerra, ma come s’è visto il pretesto è magicamente comparso esattamente nel momento in cui ce n’era bisogno.  Un altro dei motivi rimasti sottobanco e non trattati dalla stampa, poi, è che alcuni tra i paesi nel mirino delle stelle e strisce avevano deciso di smettere di commerciare in dollari e cominciare a commerciare in euro. La cosa non piacque ai piani alti degli Stati Uniti. Volete vedere che alla fine una parte della colpa della bellicosità degli USA è nostra, del vecchio continente, che comincia a spaventare quello che continua a  definirsi un colosso globale di multinazionali e succo di Coca Cola e a dargli filo da torcere con un forte euro ben vaccinato? Fatto sta che Bush aveva bisogno di una guerra per sconvolgere una situazione che stava mettendo sotto l’America e per ottenere consenso interno su una scelta politicamente impopolare aveva bisogno di terrorizzare a sufficienza il popolo americano. C’è’ riuscito benissimo e così il governo americano ha ottenuto quel che gli serviva, riuscendo anche a togliere alcune libertà al popolo americano spacciando la cosa per “difesa della cittadinanza”…. La storia continua sul libro “Tutto Quello Che Sai è Falso!”.

 

Già quarant’anni fa la CIA aveva progettato

eclatanti attentati terroristici contro la propria stessa popolazione

 

 

 

Informazioni tratte dal libro-dossier “Tutto Quello che sai è falso!” sezione “11 settembre” testi di Roberto Quaglia

 

 

E IL DIBATTITO CONTINUA SULLA RIVISTA RAC NOTIZIE E AFFARI

 

 

 

 
 

Pubblicato 5 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

ancora accoltellamenti   Leave a comment

Accoltellamenti e faide tornano naziskin, fascisti e guerre ideologiche.

E per salvare i figli scendono in piazza le Mamme Coraggio

 

 

Volevo segnalarvi purtroppo la notizia di un ennesimo caso di accoltellamenti nel quartiere di Quarticciolo a Roma. Tempo fa avevo scritto delle mamme coraggio di Quarticciolo, che si sono riunite sotto un’associazione dopo la morte di uno dei figli per mano di alcuni militanti fascisti!!!

 

( http://veritaperrenato.noblogs.org http://madrixromacittaperta.noblogs.org )

 

E’ successo di nuovo, ma stavolta si è solo sfiorata la tragedia.

 

Proprio dopo il concerto del 29 agosto in ricordo di Renato Biagetti (il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra) alcuni ragazzotti hanno aggredito dei militanti di sinistra che stavano tornando a casa dopo il concerto. E’ una situazione che sta diventando via via sempre più insostenibile e pericolosa. Inserisco di seguito il pezzo del Corriere che ne ha parlato

 

Militanti di sinistra aggrediti da skinheads con coltelli e catene: «È stato un agguato»

 

«Zecche, andatevene»: tre ragazzi assaliti da una decina di teppisti con teste rasate. La condanna di Alemanno

ROMA – Aggrediti al grido di «Zecche, andatevene, abbiamo i coltelli» e poi colpiti con armi da taglio e catene: uno di loro è ricoverato al Cto con ferite profonde alla coscia. È accaduto venerdì notte, dopo le 4, lungo via Ostiense. Tre giovani militanti di sinistra, al ritorno del concerto al parco Schuster in ricordo di Renato Biagetti (il giovane ucciso a coltellate due anni fa a Focene da due estremisti di destra) sono stati presi alle spalle da una decina di persone, sui 27-28 anni, che prima li hanno insultati e poi, dopo aver colpito con una catena uno di loro, si sono accaniti su un altro, prima con tre coltellate e poi con altre tre.

COLTELLATE E CALCI IN FACCIA – «Avevano le teste rasate, erano armati di coltelli e catene: si è trattato di un vero e proprio agguato premeditato». Così Emiliano, 27 anni, descrive l’aggressione. I giovani sono stati medicati all’ospedale Cto della Garbatella: il più grave, Fabio Sciacca, ha una prognosi di 7 giorni perchè accoltellato a una coscia. «Dopo il concerto, intorno all’una di notte – racconta Emiliano – ci siamo spostati al centro sociale Pirateria che dista poche centinaia di metri dal parco dove si è svolto il concerto. Alle quattro abbiamo deciso di tornare a casa, la strada era deserta: dopo alcuni metri abbiamo sentito delle grida, dieci ragazzi vestiti con magliette nere e teste rasate hanno cominciato ad insultarci, quindi, si sono avvicinati e ci hanno aggredito». I tre, secondo quanto racconta il giovane, sono stati presi a calci e pugni e feriti con armi da taglio. «A Fabio sono state inferte almeno tre coltellate ed una lo ha ferito alla coscia e, una volta a terra, preso a calci in faccia. Anche io sono stato picchiato e scaraventato con violenza a terra». L’aggressione è durata pochi attimi. «Dopo averci colpito – spiega ancora – sono fuggiti a piedi. Si è trattata di una vera e propria provocazione di stampo neofascista, in una serata in cui ricordavamo un nostro compagno, ammazzato proprio da estremisti di destra».

CONDANNA DI ALEMANNO – «Esprimo ferma condanna per questo grave episodio di violenza che, secondo le testimonianze delle vittime, sembra essere di natura politica», ha detto sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Mi auguro – ha sottolineato Alemanno – che gli inquirenti siano in grado di assicurare subito alla giustizia i responsabili di questo gesto criminale, verificando con assoluta certezza se dietro di esso esista una forma organizzata di estremismo di destra. Alle vittime dell’aggressione va la mia piena solidarietà e invito tutte le forze politiche cittadine a vigilare affinché non si inneschi una nuova spirale di violenza politica in città».

POMARICI: FATTO GRAVISSIMO – «L’aggressione della scorsa notte è un fatto gravissimo. Esprimo a nome del Consiglio Comunale di Roma la più ferma condanna e la solidarietà agli aggrediti. Desidero altresì ribadire che la tolleranza e il dialogo sono l’unico modo di confronto possibile», afferma in una nota il presidente del Consiglio comunale di Roma Marco Pomarici. «La città di Roma – ha aggiunto – in passato ha sacrificato sull’altare delle violenze politiche, delle ritorsioni, del fanatismo ideologico, troppe giovani vite. Il ricordo degli anni Settanta deve servire da monito per non ricadere in quella spirale di odio».

Pubblicato 5 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

divieto d’estate!   Leave a comment

 

 Scopello: Accessi al mare negati

Cronaca di un’estate vietata, tra cancelli e proprietà private

 

 

Le spiagge di Punta Pispisa, Tonnara, Baialuce e Cala Dell’Ovo sono coperti da cancelli e da segnali di divieto che ne ostruiscono e impediscono il passaggio. Ma il mare non dovrebbe essere di tutti?

 

Per parlare degli accessi negati in quel di Scopello, ridente e piccolo borgo appartenente al comune di Castellammare del Golfo, dobbiamo guardare un po’ al passato. A quel passato in cui, in una calda mattina d’estate, una carovana di pionieri si avvicinava inesorabilmente a quei territori vergini e affascinanti, meta turistica a metà tra mare e montagna. Quella carovana aveva un’intenzione e un obbiettivo da raggiungere a tutti i costi: costruire i propri villaggi all’interno di quell’ ancora incontaminata terra su spiagge come Baialuce, Mazzo di Sciacca, Punta Pispisa ecc ecc. Costruire e chiudere tutto. Stop, di qui non si passa. Proprietà Privata. C’è un gusto morboso, di mussoliniana memoria, quasi sessuale, nel poter dire a qualcun altro: tu di qui non puoi passare!  E loro, quei pionieri, lo sapevano bene e volevano raggiungere quel potere quanto prima, anche a costo di entrare in conflitto con gli indigeni, gli autoctoni che da sempre a Scopello ci vivevano e di quel “NO” perentorio se ne facevano beffe, cercando di difendere con le unghie e con i denti il proprio villaggio. Ma anche gli indigeni, nonostante la loro riluttanza e opposizione alla creazione di quei villaggi, avevano dovuto soccombere. Questa non è una storia da vecchio west, ma una realtà vissuta sin dagli anni ’70, e ancora oggi, nel territorio castellammarese di Scopello, allora ancora incontaminato e fruibile ed ora diventato un ammasso di cemento e recinzioni che non permettono neanche di poter accedere al solo posto ancora libero, il mare. Così la bellissima costa castellammarese che contorna il piccolo borgo di Scopello, che poteva essere meta più ufficiale di turisti, curiosi e simpatizzanti, vive in realtà e suo malgrado sotto l’alto controllo di alcuni indefiniti proprietari di villini che si godono le bellezze del luogo, deturpandole però con barriere, cancelli e cartelli di divieto. Come se si può porre un limite all’accesso al mare. Non si può, ma si fa: il loro scopo è quello di mantenere quei privilegi conquistati nel tempo che consistono nella gestione di quel territorio da loro occupato, esclusività che verrebbe a mancare qualora qualcuno (finalmente) chiedesse di abbattere quelle barriere che ostruiscono il passaggio verso le fresche acque del nostro mediterraneo. 

 

  

 

 

  

 

 

 

 

Pubblicato 2 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

i pesci con la scoliosi e le nano particelle   7 comments

Sano come un pesce? Prima parliamone….

Arriva il “pesce rigoletto”

nuova razza o inquinamento che avanza?

 

 

Una ricercatrice di Catania alcuni giorni fa ha effettuato dei campionamenti su alcuni pesci deformi notando un’anomalia davvero particolare: numerosi pesci avevano la colonna vertebrale (cioè la lisca) a “v”, come colpiti da una sorta di anomala scoliosi. Facendo accurate analisi e studi su tali pesci ha potuto constatare che il problema è da attribuire ad un accumulo di metalli pesanti come Mercurio, Cadmio e altri, che hanno avviato una vera e propria alterazione genetica, portando i pesci a deformarsi e a mantenere quelle nuove, inquietanti modifiche. C’è da dire che tali particelle di metallo non sono biodegradabili e quindi non si metabolizzano, si depositano nel corpo e a lungo andare generano infezioni anche gravi. Il TG3 ne ha dato notizia e non sono tardate le segnalazioni anche sul nostro territorio. Una famiglia alcamese, che aveva acquistato 4 orate da 300 grammi circa, è incappata nella stessa anomalia. Tutte e 4 le orate (cioè il 100% di prodotto acquistato) contenevano la deformazione descritta dalla ricercatrice (nelle foto allegate trovate le 4 lische deformi delle orate acquistate dalla famiglia alcamese). Ecco cosa ci dice, in tono ironico (perché a volte non ci resta che riderci su) la famiglia che ha segnalato lo strano caso dell’orata rigoletto: << l’aver scoperto nel mio piatto delle vistose alterazioni della colonna vertebrale di alcune orate mi infastidisce moltissimo. Non dico mi preoccupa, anche se ricercatori catanesi  parlano di alterazioni genetiche causate da accumulo di metalli pesanti, non posso dire di essere preoccupato senza essere accusato di procurato allarme ma non posso celare un certo senso di disgusto. Dopo i salmoni che non riescono più a risalire i corsi dei fiumi, i tonni che muoiono annegati perché…non sanno più nuotare, eccola l’ultima novità: il pesce con la gobba, non è un’ipotesi futuribile, è li nel mio piatto e mi guarda con il suo occhio… da pesce lesso. Non so dire se come e quanto faccia male ma certamente non migliora l’appetito: anche se, cosa di cui fortemente dubito, dal punto di vista nutrizionale non ci sono pericoli, il danno “estetico” è già abbastanza e le ricadute saranno pesantissime. Paradossalmente il pesce d’allevamento potrebbe essere più controllato e garantito di quello pescato in acqua libera, potremmo sapere non solo chi li alleva ma cosa hanno mangiato, per quanto tempo, quando sono stati effettuati i controlli sull’acqua , sul mangime, sulla anatomia e fisiologia dell’animale. Queste le informazioni che  diventano atto dovuto, prima mossa di una battaglia che voglio personalmente intraprendere contro “l’orata rigoletto”, una nuova specie che sono intenzionato a combattere con tutti i mezzi.>>.

 

  Una grave anomalia quindi quella riscontrata sulle orate per diversi fattori: in primo luogo nel caso che riportato si tratta di pesci d’allevamento quindi tecnicamente dovrebbero essere sani, freschi e controllati, in secondo luogo l’accumulo di metalli pesanti si poteva riscontrare un tempo principalmente e solo su pesci pelagici grandi, che vivendo a lungo avevano tutto il tempo di assorbire, accumulare e abituare il corpo a sostanze tossiche e nanoparticelle di metalli. Un’alterazione genetica in un’orata d’allevamento piccola e destinata alla vendita è da ritenere perlomeno strana. Lasciando alla scienza i tempi tecnici per stabilire la fonte del problema e sperando che la ricerca venga aiutata attraverso incentivi e finanziamenti a controllare e verificare ciò che mangiamo vi lascio alla visione dello scheletro delle quattro orate “rigoletto” allegate all’articolo.

 

 

 

 

 

Beppe Grillo: “L’accumulo di materiali pesanti

si trova anche sui prodotti confezionati!”

 

Materiali tossici, pulviscoli, prodotti chimici e quant’altro dir si voglia sono presenti su molti dei prodotti che noi utilizziamo normalmente. Beppe Grillo, attraverso due ricercatori di Modena (il dottor Montanari e la dottoressa Gatti) che hanno effettuato, attraverso l’uso di microscopi potentissimi a scansione ambientale, studi approfonditi su gran parte di prodotti commestibili immessi sul mercato, ha registrato e stilato un elenco inquietante che vogliamo farvi leggere. Ne pubblichiamo solo alcuni, ma trovate l’elenco completo all’interno dello show “Incantesimi” (www.beppegrillo.it).

 

Cibi contenenti nanoparticelle di metalli

 

– Pane Panem: Ferro, Nichel, Cobalto, Alluminio, Piombo, Bismuto.

– Cornetto Sanson (cialda): Ferro, Cromo e Nichel (acciaio).

– Omogeneizzato Manzo Plasmon: Silicio e Alluminio.

– Omogeneizzato Vitello e Prosciutto Plasmon: Ferro, Solfato di Bario, Stronzio, Ferro-Cromo, Titanio.

– Cacao in polvere Lindt: Ferro, Cromo, Nichel.

– Tortellini Fini: Ferro, Cromo.

– Hamburger McDonald’s: Argento.

– Mozzarella Granarolo: Ferro, Cromo, Nichel.

– Chewing Gum Daygum Mcrotech della Perfetti: Silicio (cioè vetro).

– Pandoro Motta: Alluminio e Argento.

– Biscotti Offelle della Bistefani: Osmio, Ferro, Zinco, Zirconio, Silicio-Titanio.

– Biscotti Galletti Barilla: Titanio, Ferro e Tungsteno.

– Macine Barilla: Titanio.

– Nastrine Barilla: Ferro.

– Ringo Pavesi: Ferro, Cromo, Silicio, Alluminio, Titanio.

– Pane degli Angeli Cameo: Alluminio, Silicio.

Pubblicato 2 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria