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wild life: vita da fattoria!   Leave a comment

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Una vacanza indimenticabile? Venite a Scopello!   Leave a comment

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Scopello è un piccolo e ridente borgo appartenente al Comune di Castellammare del Golfo, con appena trenta abitanti circa residenti ma che nel periodo estivo riesce a raggiungere anche 10.000 contatti! Io sono nato qui – quello che vedete nella foto tra l’altro è il mio cane: Fidel, che fa da custode al borgo – in questo paesino sito su uno scoglio dal quale prende il nome, proponendo ai visitatori una visuale mozzafiato fatta di mare e montagna. Il borgo consta di un baglio seicentesco, piazza Nettuno con l’inconfondibile fontana in pietra che, insieme alla Torre Bennistra, rappresenta un simbolo storico e inviolato del luogo. Un posto che sa coinvolgere e affascinare il visitatore che può scegliere una tranquilla passeggiata in montagna o una giornata interamente dedicata al mare. Infatti sopra l’antica borgata si mostra, in tutto il suo splendore il bosco di Scopello e (a pochi passi dalla piazza) la Riserva Naturale dello Zingaro. Sempre a pochi passi c’è la tonnara – purtroppo privatizzata – con i suoi inconfondibili faraglioni e numerose spiagge e calette dove rilassarsi facendo il bagno e godendosi la flora e la fauna del luogo.

Uno sguardo alla storia del territorio: Scopello!

Un borgo con un nome che rispecchia perfettamente la sua identità: Scopello (dal greco Skopelos, che vuol dire scoglio, o dal latino Scopulus, con il significato più generico di rupe)  fu l’antica Cetarea, un borgo marinaro chiamato così per l’abbondanza di tonni e costruito dai Fenici che, a cavallo tra l’undicesimo e il decimo secolo, occuparono tutti i promontori e le isolette siciliane utili agli scali commerciali, mentre le zone interne erano abitate dagli indigeni (Sicani) che vivevano sparsi nelle campagne e si riunivano in gruppi nei monti solo in caso di guerre. A circa 2 km da Cetarea, risalendo il canalone dove scorre il torrente di Guidaloca, si trovano grotte che riportano al loro interno i segni degli antichi insediamenti e accanto una necropoli scavata nella roccia marmosa. Si pensa che nelle grotte sottostanti si praticavano sacrifici, infatti gli aspetti più caratteristici del culto erano la prostituzione sacra e il sacrificio dei bambini in connessione con la religiosità sacra e l’uso funebre della cremazione, negli anni seguenti talvolta la vittima era sostituita da un agnello. La Cetarea in seguito venne distrutta da un fortissimo maremoto che la fece sprofondare. Nel IX secolo D.C. gli Arabi ristrutturarono la tonnara fatta dai Fenici e chiamarono Scopello Iscubul Iakut. Furono questi ultimi a dare il nome di Baglio (Bahal) ai cortili a forma quadrata circondata da magazzini, stalle e alte mura. Nel 1200 i Normanni costruirono una torre in cima ad un faraglione e guardia della tonnara per difenderla dalle ciurme corsare; mentre torre Bennistra e la torre di Guidaloca si pensa che siano state costruite nel XVI secolo per difendere la costa dai pirati. Una parte importante della storia di Scopello è del 1500, quando lo stato africano inizia ad avere successo sugli spagnoli allora dominanti in Sicilia. Anche la minaccia della Turchia appoggiata dalla Francia diventa un pericolo per i territori spagnoli nel Mediterraneo, così nel 1531 gli spagnoli cominciano a provvedere alla fortificazione delle coste con una serie di torri che, vedendosi l’una con l’altra, potevano comunicare e controllare il territorio.

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Miti e leggende: la Trinacria, il simbolo della Sicilia capace di pietrificare col suo fascino   Leave a comment

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Se si è alla ricerca di miti, leggende e curiosità non ci si può non soffermare davanti il volto della Gorgona. Altro nome antico della Sicilia, tutt’ora adoperato, è Trinacria. Deriva dalla forma triangolare dell’isola. Per i popoli antichi la Sicilia era “L’isola del Sole” e ciò viene evidenziato nel suo simbolo che è costituito dalla testa della Gorgona, circondata da tre gambe che rappresentano sia le tre punte della Sicilia che i caldi e avvolgenti raggi del sole. Questo simbolo veniva adoperato dagli abitanti siciliani fin dal settimo secolo prima dello zero convenzionale. Per indicare la fertilità dell’isola, nel periodo della dominazione romana, i serpenti che avvolgono la testa vennero sostituite da delle spighe di grano. La Gorgona è una figura mitologica che, secondo la leggenda, era in grado di tramutare in pietra chiunque osasse guardarla negli occhi. Da ammirare con discrezione e solo per spiriti avventurosi, sembra simboleggiare perfettamente il fascino spigoloso dell’isola. Se ne ricordano degli accenni esaurienti nelle gesta di Ulisse raccontate nell’epica Odissea. Il simbolo della Trinacria è conservato nel Museo Archeologico di Palermo.
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Pubblicato 5 agosto 2013 da fabiobarbera in Senza categoria

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