il 17 maggio la giornata contro l’omofobia. In Italia diritti ancora rallentati (c’è il Vaticano e la sua chiesa) ma da Palermo arrivano buoni esempi di progresso!   Leave a comment

non è solo un problema suo

Anche quest’anno a maggio c’è la giornata internazionale contro l’omofobia, la nona edizione di un momento di riflessione e azione per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale. In Italia la religione (soprattutto quella cattolica) cerca di bloccare leggi di riconoscimento delle coppie gay e normative contro il reato di omofobia anche e soprattutto attraverso i suoi infiltrati in politica – se ne trovano trasversalmente in quasi tutti i partiti – nonostante l’Europa richiede a gran voce un adeguamento.

vittime omofobia

Foto 3. vignetta chiesa su casi di omofobia

Ci dice Anna Paola Concia (esponente del PD) ai microfoni di Radio Alcamo Centrale: «Quello che posso dire è che malgrado il lungo lavoro fatto in Commissione Giustizia, i molti casi di violenza omofoba e transfoba denunciati, la pressione fatta dalle associazioni lgbt e da importanti esponenti della società civile, il Parlamento italiano si ostina a non voler approvare una legge di civiltà che tutta l’Europa ha già fatto da molti anni. Non è una questione di tolleranza, ma di civiltà di un paese. L’Europa prima, la Corte Costituzionale e la Corte di Cassazione ci hanno detto chiaramente che il parlamento deve fare una legge per riconoscere diritti certi alle coppie omosessuali. Diritti che riguardano la vita familiare. Adesso è il compito della politica assumersi la responsabilità di legiferare. Non si può più rimandare questo appuntamento con la storia».

Qualche cosa però sta cambiando. Nuovo governo, stessi problemi, ma il 14 maggio la Camera ha approvato l’estensione dell’assistenza sanitaria ai conviventi dello stesso sesso dei parlamentari (già prevista per gli altri senatori e deputati). Dal Messaggero è la stessa Anna Paola Concia a commentare la notizia: «…Adesso bisogna fare il passo decisivo: mi aspetto che questo parlamento stabilisca il principio di uguaglianza per le coppie omosessuali anche fuori dal Parlamento […] non ci deve essere differenza tra parlamentari e cittadini, per questo va fatta una legge che offra pari diritti a tutti».

sondaggio

Intanto, mentre in Francia passa la legge per i matrimoni e le adozioni gay (già legali in 14 Paesi), in Italia fioccano le iniziative legate alla giornata di riflessione. Come accade ad ASTI, dove l’AGEDO (Associazione Genitori di Omosessuali) ha sviluppato proprio degli incontri sul tema identità, affetti, genitorialità nella relazione con una figlia o un figlio omosessuale. A Roma il gruppo facebook I’m gay any problems? ha organizzato un flash mob previsto per le ore 15.00 davanti Piazza del Pantheon a Roma, sull’onda del film V per vendetta con un bacio collettivo e la lettura di informazioni relative al deficit normativo in tema.
Anche Palermo si mostra aperta e pronta ad ospitare il Gay Pride Nazionale previsto dal 14 al 23 giugno, momenti in cui si svolgeranno diversi eventi con il patrocinio dell’amministrazione comunale e per la prima volta della Regione Sicilia. Fra gli appuntamenti ci sarà l’anteprima dello spettacolo della regista Emma Dante, che metterà in scena la sua “Medea”. Ai detrattori del colorato corteo che inonderà le vie della città il 22 giugno (le previsioni parlano di oltre centomila partecipanti), la presidente del comitato Pride, Titti De Simone, ha risposto che “il movimento lgbtq ha fatto un grande passo di innovazione politica e culturale trasformando la battaglia dei diritti civili in una battaglia di tutti e tutte”. Alle polemiche nate dal patrocinio del Comune di Palermo e della Regione Sicilia, il sindaco Leoluca Orlando, ha reagito: “Si sorprenda chi non ci conosce. La Sicilia è sempre stata una terra ospitale e ‘friendly’. In termini economici, il contributo di diecimila euro è ben poca cosa rispetto alle centinaia di migliaia di euro che ci vorranno per allestire la manifestazione. Ed è anche meno rispetto all’indotto che porterà nelle casse, secondo le stime, milioni di euro”. In poco tempo il consiglio comunale di Palermo ha approvato due mozioniuna contro l’omofobia e l’altra a favore del riconoscimento delle coppie di fatto, comprese quelle fra persone dello stesso sesso e due disegni di legge, a firma del Movimento 5 Stelle e del Pd, sono stati depositati all’Assemblea regionale siciliana contro le discriminazioni e per i diritti delle famiglie anagrafiche. Per la prima volta è stato nominato un consulente al Comune di Palermo per le persone Lgbtq. Il coordinamento del Palermo Pride, in collaborazione con il Sicilia Queer filmfest, che si terrà a Palermo dal 31 maggio al 6 giugno, ha anche indetto il concorso “Focus on Pride” per la selezione di uno spot per il Palermo Pride 2013.

medioevo

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Pubblicato 30 aprile 2013 da fabiobarbera in Senza categoria

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