25° anno: striscia ancora la notizia di Antonio Ricci!   Leave a comment

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Quest’anno è la voce dell’insolvenza – in tema con la crisi, le banche e il governo tecnico – e il noto TG satirico compie 25 anni! Venticinque edizioni di controinformazione, un po’ di satira, varietà e inchieste sembrano volati, ma hanno lasciato il segno. Un segno tangibile, che ha spesso avuto ripercussioni sulla realtà politica, economica e sociale del nostro Paese. 

“Striscia la notizia mostra l’altra faccia della medaglia, non si ferma all’apparenza dei fatti, ma instilla il dubbio nei telespettatori. Il pubblico partecipa, come una grande redazione allargata, alla denuncia di piccoli e grandi problemi che affliggono il quotidiano. Il programma si insidia così capillarmente nei meandri del tessuto sociale svelando usi e abusi, disservizi, errori, omissioni e taroccamenti dei media”. Così racconta la sua Striscia il guru Antonio Ricci dalle righe di striscialanotizia.it e tra i casi più eclatanti elenca: nel 1991, durante la guerra nel Golfo, Striscia scopre un “tarocco” della rete CNN, in cui un cronista, per puro sensazionalismo, indossa la maschera antigas; nel 1993, il fuori onda di Rocco Buttiglione e Antonio Tajani costringe – secondo Silvio Berlusconi – alla débâcle il primo Governo di Forza Italia; nel 1995, un inviato del Tg satirico pone al Presidente di Mediobanca Enrico Cuccia le domande (rimaste senza risposta) che mai nessuno avrebbe osato fargli; nel 1997, Striscia documenta la presenza di centinaia di moduli abitativi destinati ai terremotati dell’Umbria, abbandonati dalla Protezione Civile; nel 1999, un filmato inedito mostra il saccheggio nel campo profughi di Valona a opera di poliziotti e civili albanesi che depredano aiuti umanitari destinati alla Missione Arcobaleno di fronte all’indifferenza di poliziotti e militari italiani; nel 2001, smaschera la teleimbonitrice Vanna Marchi, la figlia Stefania Nobile e il mago Do Nascimento, facendo aprire a riguardo un’inchiesta della Procura di Milano; nel 2003, Beppe Grillo in un monologo attacca l’allora Ministro Gasparri, definendolo antidemocratico arrivando a chiederne le dimissioni, e si scaglia contro Telecom denunciando l’affaire dei “numeri trappola” causa di bollette gonfiate; nel 2005, prima di Bancopoli, la Banca Popolare di Lodi, sotto la lente d’ingrandimento di Striscia, deve giustificare le molte spese immotivate sui conti correnti dei suoi clienti. Pochi mesi dopo il servizio, Giampiero Fiorani, A.D. della Banca Popolare Italiana (già Banca Popolare di Lodi), viene arrestato. Successivamente Antonio Fazio, Governatore della Banca d’Italia, a causa delle indagini che coinvolgono la Banca Popolare Italiana e la sua scalata all’Antonveneta, si ritrova un Tapiro gigante proiettato sulla facciata di Palazzo Koch; nel 2006, prima di chiunque altro, denuncia le condizioni di degrado del Policlinico Umberto I di Roma mostrando corridoi fatiscenti e strutture pericolanti da dove devono passare obbligatoriamente le lettighe dei malati; nel 2007, Stefania Petyx a Corleone si apposta sotto casa di Nina Bagarella, tentando un’intervista impossibile con la moglie di Totò Riina, la quale non dà cenno di risposta. Nonostante l’argomento sempre molto attuale, il fatto non viene assolutamente menzionato dai media.

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Intanto Striscia negli anni si è evoluta: sono cambiati gli studi, le veline, le scenografie, è stata creata una rete di inviati e corrispondenti, un sito internet costantemente aggiornato, il tutto è avvenuto però mantenendo la struttura che l’ha resa familiare, originale e riconoscibile. Così, mentre con la scorsa edizione Striscia ha battuto il record come “più longevo programma televisivo satirico di informazione per numero di puntate” con le sue quasi 5.000 puntate entrando nel Guinness dei Primati, gli autori si apprestano a metterne in cantiere un’altra. Senza sosta alcuna.

Sul numero attualmente in edicola di Tv Sorrisi e Canzoni, è proprio Antonio Ricci che, dal suo ufficio bunker dentro il Palazzo dei Cigni a Milano 2, racconta una fetta di storia catodico-sociale attraverso i suoi nitidi ricordi. Il giornalista gli chiede quanta gente lavora a Striscia ma a questa domanda non è facile rispondere, Ricci usa come unità di misura la cena natalizia di produzione dove riesce ad incontrarli tutti: “Siamo 150”. Il 25 lunghi anni il confezionamento di ogni puntata è simile, tuttavia il programma risulta sempre fresco; se gli si chiede che tipo di formalina utilizzi il papà del Gabibbo replica: “Funziona perché siamo sempre sull’attualità ma ci sono anche segnali che mostrano come in realtà Striscia sia cambiata moltissimo. Uno degli aspetti più evidenti è la nostra rubrica ‘I nuovi mostri’: prima era popolata di gente del GF o del gossip. Oggi è occupata dai battibecchi furibondi (e finti, nel senso… più vero del termine) dei nuovi caratteristi, cioè dei politici”. Molto altro è cambiato, ad esempio Beppe Grillo – amico di Ricci da sempre – ora fa il politico. “Lui è un comico di razza – afferma l’autore – e anche nel modo di proporsi in politica resta per fortuna un comico. I politici inizialmente lo vedevano con simpatia, ora che porta via i voti è normale che da parte della politica ufficiale scatti un meccanismo di difesa”.

Così anche stasera, come ogni sera (comprese le domeniche), Striscia la Notizia aprirà il prime time per il venticinquesimo anno consecutivo, una sorta di memoria della nostra realtà con aggiunte risate e sberleffo. Se poi in tema di memoria si chiede a Ricci se ricorda ogni singola puntata o vicenda legata alla trasmissione che segue scrupolosamente in ogni suo dettaglio lui risponde: “Sono famoso per la mia memoria, quindi direi sì ricordo ogni particolare. Ma quando alla mostra alla Triennale di Milano (nelle foto) ho visto scorrere su 4.000 schermi tv le immagini di tante puntate ho avuto un mancamento. La vita che mi passava davanti… una sensazione incredibile. In particolare… c’era Andreotti. Ed era giovane!”.

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STRISCIA LO SCATTO

le immagini che ho realizzato ai “Venti di Striscia”

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telecamera nascosta negli occhiali per i servizi di Striscia

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il monolite contenente tutte le querele ricevute da Striscia negli ultimi 20 anni

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il tapiro di sale consegnato da Staffelli a Vanna Marchi, poi finita in carcere per truffa al seguito dei servizi del tg satirico.

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Telecamera nascosta in un libro.

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Telecamera nascosta nella cravatta.

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l’installazione da record alla Triennale di Milano con i 4.000 schermi

contenenti tutte le puntate di Striscia la Notizia. 

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Pubblicato 5 novembre 2012 da fabiobarbera in Senza categoria

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