Morale della Storia: racconto satirico scritto nel 1999   2 comments

Morale della Storia

[nel 1999 ho scritto per un concorso letterario una breve storia satirica che ha vinto poi inaspettatamente il primo premio alla Sagra della Ginestra di Erice. Ho trovato negli impolverati archivi (tra pile di documenti, articoli e facezie) il testo di quel racconto. Sembra ancora attuale e mi piace ricordare così la mia dissacrante adolescenza, lo ripropongo qui…]


E’ mai possibile che uno scrittore resti a corto di idee proprio quando invece gliene servirebbero tante? Può succedere se lo scrittore in questione è Tullio Marchesi. Tullio doveva presentare un’epopea a puntate ad una casa editrice molto prestigiosa, che avrebbe sicuramente influito sul suo futuro (finanziario e non), ma come fare? A due giorni dalla scadenza Tullio non aveva ancora uno straccio di idea, un pensiero, un personaggio..e stava lì, nel suo piccolo ufficio, davanti alla sua macchina da scrivere, in attesa di qualcosa… ma di cosa?

"Sono più che certo che a Dante Alighieri questo non è mai successo!", disse tra sè il Marchesi, e in quella si addormentò profondamente e si ritrovò in una landa desolata. "Che la diritta via era smarrita!", sussurrò un losco figuro all’orecchio di Tullio, il quale si meravigliò molto quando, giratosi per vedere chi fosse, si ritrovò accanto proprio l’autore della Divina Commedia.

"Dante?", esclamò Tullio. "In carne ed ossa!", gli rispose l’Alighieri che intanto si era avvicinato ad una guardia di sorveglianza per farsi timbrare il cartellino. "Ormai qui all’inferno c’è troppa burocrazia", disse il poeta a Tullio mentre un altro impiegato gli controllava documenti e carta di identità, "e questo perché gran parte dei politici sono finiti qui e hanno trasformato questo posto in un… inferno!". Poi aggiunse: "Ti va di farmi compagnia nel controllo dei gironi?". Tullio ne fu entusiasta, "Sono curioso di vedere il girone dei golosi e degli avari", affermò. "Ma che, scherzi?" intervenne Dante con una nota d’ironia, "Quelli ormai non esistono più!" e così si fermo davanti al primo girone: "Questo è il girone dell’associazione a delinquere, di stampo mafioso e del sequestro di persona". Camminando un po’ arrivarono davanti al girone dei teledipendenti, "Qui i dannati sono costretti a cambiare sempre canale e a non trovare mai una trasmissione piacevole; più avanti c’è quello dei corrotti, costretti a scambiarsi di continuo e senza sosta delle bustarelle vuote… alla nostra destra si può notare il girone dei fumatori e non fumatori, che però si è dovuto dividere in due per via di una nuova legge…".

"E’ terribile!", lo interruppe Tullio, "Non si può passare direttamente al paradiso saltando gli altri gironi e anche il purgatorio?", "Mmmm, sì!", rispose Dante "Però è un peccato, io volevo farti conoscere l’onorevole Belzebù, il sindaco dell’inferno; comunque, ti porto in paradiso!". E così dicendo Tullio si trovò avvolto in un alone di luce accecante e una voce austera, amplificata, misteriosa e definitiva gli si rivolse dicendo:

"Tullio…"
"Chi è?"
"Sono Dio; perché sei qui, Tullio?"
"Volevo PorgerLe (Tullio gli dà del lei) qualche domanda!".
"Va bene; proferisci verbo…"
"Cosa?"
"Beh, insomma… parla!"
"Si, allora…, ecco le domande", ed estrasse un block notes dalla tasca. "Ma lei, la dichiarazione dei redditi la fa sul modello 730 o 740? Le bollette per ‘sto alone di luce le arrivano a casa o le vengono comunicate periodicamente a voce e…", A quel punto il Padreterno lo interruppe: "Quale dichiarazione dei redditi, quale bolletta della luce… ma voi a me le rate per l’affitto della Terra le avete mai pagate?".

Tullio non riuscì a dargli torto né a replicare e, come Dio volle, si svegliò di botto, affannato e sudaticcio. Erano le 22.40, aveva fatto un sogno di due ore e quaranta minuti esatti. "Sono sicuro che in questa sorta di viaggio onirico c’è una morale, ma non riesco a capire quale…", pensò tra sè lo scrittore.

Nei giorni seguenti, prendendo spunto dal sogno, scrisse e consegnò il suo capolavoro alla casa editrice che lo pagò profumatamente. E mentre gli consegnavano un cospicuo assegno Tullio Marchesi pensò: "Ah, ecco qual era la morale!".

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Pubblicato 13 aprile 2010 da fabiobarbera in Senza categoria

2 risposte a “Morale della Storia: racconto satirico scritto nel 1999

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  1. Fantastico!

  2. Molto molto simpatico! Mi ha ricordato in qualche modo la Genesi di Guccini!

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