Decreto Gelmini sulla Scuola: Monta la protesta alla Sapienza   1 comment

 

Sapienza: Occupate cinque facoltà,

lezioni in piazza e studenti davanti al Senato

 

articolo scritto per www.agoravox.it 

 

 

Scuole e facoltà occupate, assemblee, blocchi, sit in, lezioni in strada, cortei, manifestazioni; per contro: le dichiarazioni del premier sull’intervento della polizia per sgombrare (poi smentite), le repliche della Gelmini, le affermazioni pesanti di Cossiga che paragona gli studenti al terrorismo. Così anche ieri, in tutta Italia, la protagonista indiscussa è stata un’altra giornata di protesta contro il decreto legge 133/08 del ministro Gelmini su scuola e università.

 

A Roma ieri il corteo di universitari – partito dalla Sapienza – è arrivato sino al Senato con non poche difficoltà date dai posti di blocco dispiegati sul percorso interessato dalla reazione. L’obiettivo del corteo era bloccare i lavori al Senato per far sentire la propria voce e la voce s’è sentita eccome: al grido di “Noi la crisi non la paghiamo” lo stuolo di studenti, professori, simpatizzanti e addetti ai lavori ha raggiunto l’obiettivo di creare agitazione e far riflettere sui motivi della protesta.

 

Su un sito della CGIL si legge che ieri dal Senato – assediato dalla protesta degli studenti – la Gelmini ha risposto agli slogan accusando l’opposizione di aver scatenato una «campagna terroristica che ha diffuso false informazioni tra le famiglie; informazioni che avvelenano il clima con l’obiettivo di bloccare la riforma e di alimentare la piazza creando un clima di allarmismo totalmente ingiustificato». Così contro quelle che definisce «bugie e strumentalizzazioni» e all’offensiva degli studenti che vogliono fermare la sua riforma e che ieri hanno sfilato per protesta nelle strade di molte città italiane, la ministra risponde piccata: «Confrontiamoci sui contenuti! Convocherò tutte le associazioni per aprire uno spazio di confronto ad una sola condizione: che si discuta sui fatti», dice il ministro. Ma per gli studenti in stato di agitazione, non è solo il dialogo l’obiettivo della protesta: priorità fondamentale è che il ministro ritiri il decreto.

 

Nella capitale oggi si replica: alla Sapienza dalle tre il corteo ha occupato la scalinata davanti al rettorato e a tutt’oggi si registrano cinque facoltà occupate – Scienze Politiche, Fisica, Chimica, Giurisprudenza e Lettere – altre due facoltà occupano a RomaTre – Architettura e il Polo Scientifico. Oltre alle facoltà occupate si sono mobilitate anche Medicina, Igiene, Architettura, Psicologia, Scienze e tante altre che si stanno aggiungendo all’elenco proprio in questi minuti. La giornata di oggi vede il blocco della didattica per tutte le facoltà che hanno aderito all’agitazione, mentre gli studenti di Fisica hanno deciso di fermare le lezioni per un’intera settimana. L’idea di bloccare le lezioni seppur non condivisa dal rettore Luigi Frati lo ha comunque visto partecipe e solidale. Il rettore si è difatti mostrato preoccupato per le conseguenze che il decreto Gelmini potrebbe avere sugli atenei e dichiara ai microfoni di una radio locale “Agli studenti bisogna riservare attenzione perché esprimono un disagio reale. Ma la protesta deve avere caratteristiche diverse rispetto al passato, gli obiettivi devono essere specifici".

 

 

(lezione fuori per protesta)

 

I PUNTI CHIAVE DEL DECRETO LEGGE 133/08

DELLA GELMINI

 

LA SCUOLA

   

–           Riduzione dell’orario scolastico all’interno delle scuole elementari a 24 ore settimanali.

          Istituzione del maestro unico.

          Tagli al personale scolastico con più di 87 mila insegnanti e più di 4 mila dipendenti del personale ausiliario che rientreranno nel piano di riduzione.

          Aumento degli alunni per classe: aule che arriveranno a contenere 28/30 alunni.

          Chiusura delle scuole con meno di 50 alunni

 

L’UNIVERSITA’

  Tagli che supereranno i 500 milioni di euro in 3 anni. Per alcuni atenei questo potrebbe significare la chiusura.
– Con il nuovo decreto le università pubbliche potranno scegliere se diventare fondazioni private o meno.

– Per riuscire a finanziarsi le università dovranno aumentare le tasse agli studenti, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6.000-7.000 euro l’anno, sul modello delle università americane.

– Le fondazioni (ex università) verrebbero finanziate da enti privati, come ad esempio le industrie farmaceutiche e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.

– Danneggiata la ricerca: le fondazioni non saranno più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!

 

 

 

 

 

C’è anche chi è contro

 

 

Il termometro della situazione ce lo dà anche chi è contro. Ci sono altri due volti dei giovani che girano attorno alla disarmante riforma Gelmini: altri due punti di vista spiazzanti che volevo raccontarvi!

Uno riguarda il movimento denominato "Azione Universitaria", che sta tentando di delegittimare la protesta attraverso manifesti che esprimono un punto di vista differente: quello di alcuni dei ragazzi di destra a cui la riforma Gelmini va bene. Dico alcuni perché c’è una larga porzione di giovani che alle scorse elezioni hanno votato l’attuale governo ma che adesso si trovano in disaccordo con la riforma. Ci parlano di Azione Universitaria i ragazzi degli atenei palermitani su www.castellolibero.blogspot.com

L’altro è il punto di vista dei ragazzi che vivono la protesta, le mobilitazioni, le iniziative contro la riforma Gelmini seguendole dai siti www.ilpopolodellaliberta.it, www.governoberlusconi.it, www.forzagelmini.com. Ne parla un "fedelissimo" del Cavaliere su www.capharlock.blogspot.com.

Io personalmente sono rimasto a bocca aperta, ma in fondo anche questa è Italia. E noi siamo qui a raccontarla (a volte con stupore).

Marco Travaglio interviene alla Sapienza

Giurisprudenza occupata parla di informazione col noto giornalista

 

 

“Mi avete frainteso!”. Ha dichiarato Berlusconi sulla sua precedente affermazione che richiedeva l’intervento delle forze del’ordine per sgomberare le facoltà occupate interessate dalla mobilitazione contro il decreto legge 133/08 della Gelmini! Un’affermazione che ha visto dissociarsi anche i suoi stessi ministri e giornali e telegiornali entrare in confusione, bofonchiare e balbettare: in fondo il premier la frase l’ha detta ma mica si può contraddire il Cavaliere! E così mentre l’Italia si interroga sul da farsi gli studenti se la ridono sulla paradossalità dei politici italiani. Se la ridono – riflettendo – anche gli studenti che ieri hanno riempito l’aula A1 della facoltà di giurisprudenza della Sapienza di Roma, dove è intervenuto Marco Travaglio per un’iniziativa organizzata da Sapienza in Movimento (www.sapienzainmovimento.it), in collaborazione con Ammazzateci Tutti (www.ammazzatecitutti.org) e gli studenti della facoltà occupata di giurisprudenza. Bagno di folla per il noto giornalista che, nonostante il poco tempo a disposizione visti gli impegni con l’imminente diretta che lo vede protagonista ogni giovedì nella copertina di Anno Zero, non s’è comunque sottratto e ha offerto due ore di pura informazione, parlando dell’incantesimo della politica tra decreti legge a raffica, la costituzione trattata come mattoncini lego, la narcolessia di chi dovrebbe vigilare ma non è vigile, le leggi sulla sicurezza che non sono sicure e tanto altro ancora. In esclusiva per i lettori di AgoraVOX.it pubblico l’intervento in formato audio.

(le foto dell’intervento di Travaglio sono di Matteo Casavecchia)

 

————————————-

  SU  

il file audio dell’intervento di Marco Travaglio. Clicca su

http://www.agoravox.it/Marco-Travaglio-interviene-alla.html
 

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Pubblicato 24 ottobre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

Una risposta a “Decreto Gelmini sulla Scuola: Monta la protesta alla Sapienza

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  1. Ciao Fabio, complimenti per il blog e cari saluti.

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