un po’ di buone notizie dai comuni d’Italia   Leave a comment

TE LA DO’ IO L’ITALIA

Inserto di buone notizie e geniali trovate dai Comuni d’Italia

 

Volevo raccontarvi di un’Italia ottimista. Un’Italia che produce e si muove, realizzando a volte delle grandi genialate, a volte (lasciatemelo dire) delle sonore puttanate. In ogni caso si tratta sempre di un’Italia positiva, che produce e si diverte. Vi accompagno così, prendendovi per mano, in un viaggio virtuale verso autobus gratis a Verbania, asini che fanno la nettezza urbana a Castelbuono, le multe al contrario a Scandiano, l’acqua frizzante che esce dalle fontane di Casalmaggiore. Ma anche i cassonetti trasparenti per chi vuole riutilizzare roba buttata ancora integra, la tv di controinformazione che fa condurre associazioni e spettatori per lanciare un messaggio forte alla mafia, il sito che ridà vita ai tuoi oggetti lasciati all’abbandono in solaio e li rimette sul mercato, il Sindaco che mette i vigili di cartone agli angoli delle strade per scoraggiare gli automobilisti più pirateschi.  Storie vere che fanno venire voglia di esultare. Perché c’è sempre l’intuizione di un uomo, di una donna, di un sindaco, di un imprenditore, di un prete, di un’associazione, a dirci che l’Italia non è solo quella che ci raccontano i telegiornali.

 

Le notizie riportate su questa rubrica sono assolutamente vere!

 

Per la realizzazione della rubrica TE LA DO’ IO L’ITALIA, Inserto di buone notizie e geniali trovate dai Comuni d’Italia, ringraziamo la redazione di Telejato e Pino Maniaci (www.telejato.it), Radio Alcamo Centrale (www.radioalcamocentrale.it), l’associazione Rita Atria (www.ritaatria.it), l’Università degli Studi IUAV di Venezia e, soprattutto, i geniali speaker di Radio2 Rai Caterpillar, Cirri e Solibello autori del volume intitolato “Nostra Eccellenza” edito da Chiarelettere che vi consigliamo di acquistare!

 

 

 

Autobus gratis a Verbania

 

 

Un sogno ricorrente per chi come me vi scrive riguarda i trasporti pubblici. Vivo la cosa in prima persona perché da cittadino “ecosostenibile” ho deciso di fare a meno dell’automobile, utilizzando pertanto molto i mezzi pubblici. Che in Sicilia però sono una tragedia, da sogno si trasformano in un vero e proprio incubo: autobus che non partono, coincidenze che saltano, treni lagher che ricordano tempi di hitleriana memoria, controllori sgarbati che più che chiederti il biglietto ti ringhiano epiteti impronunciabili, mezzi, obliteratrici e macchinette automatiche distrutte e inutilizzabili. Ma io continuo a sognarli quei mezzi straordinari: Lì ci sono uomini e donne che salgono sugli autobus sorridendo, si salutano, alcuni si siedono, altri stanno in piedi, qualcuno fa la mano morta, qualcun altro legge il giornale. Insomma, sembra tutto normale, solo che nessuno di loro salendo ha pagato il biglietto. Un sogno dove i mezzi pubblici non si pagano, casomai si paga per andare in giro con la propria automobile, come a Londra o a Milano se si vuole entrare in centro. Chi va in auto da solo inquina, occupa spazio, crea traffico. Se i mezzi pubblici funzionano diventano un patrimonio importantissimo per i Comuni perché diminuisce il traffico, si decongestionano le strade, c’è meno smog, migliora la qualità dell’aria, la gente arriva a lavoro meno stressata, il paese diventa più produttivo, migliora la condizione del portafoglio dei contribuenti sgravati dalle spese di benzina, gasolio e manutenzione del mezzo che sono diventate ormai una voce consistente dei bilanci familiari. Migliora tutto in una sorta di sana decrescita felice! E questo c’è chi lo ha capito. Accade a Verbania dove il mio atavico sogno è divenuto realtà e dove il mezzo pubblico è ritenuto addirittura fondamentale, lo si sfoggia come fiore all’occhiello dell’ amministrazione e lo si è addirittura reso gratuito! L’esperimento funziona, l’auto resta fuori in un bel parcheggio e dentro alla città si circola con i mezzi pubblici come autobus e metropolitane, tutto aggratis!!! Vi chiederete: “Come è riuscito quel demonio del sindaco di Verbania a fare tutto ciò? Il comune come paga questa amena idea?”. Bella domanda, bravi! E’ presto detto: ha messo una microscopica addizionale IRPEF, in pratica il progetto costa ad ogni verbanese circa dieci euro l’anno! Geniale, no?

 

 

L’asino, il miglior amico dell’uomo e del cittadino!

 

 

Beppe Grillo lo dice da sempre: “La velocità media di un’auto in città è esattamente la stessa di un mulo!”. E allora perché non applicare l’idea di decrescita felice al nostro amico quadrupede, assumendolo in mansioni di lavoro ordinario? C’è chi lo ha fatto! Così mentre a Treviso, leggiamo dai giornali, il comune utilizza gli asini “tagliaerba” per potare aiuole e giardinetti (che, a differenza dei trattori e delle ruspe, non inquinano, concimano e costano pochissimo) un’ analoga notizia ci riguarda in prima persona, perché tocca uno dei più bei territorio Siciliani. Il posto è Castelbuono, la notizia è che il comune ha adottato gli asini come netturbini! Lì la percentuale di raccolta differenziata è già al 40% ed è effettuata porta a porta, eliminando così gli antiestetici ed antiigienici cassonetti dalle strade. In più il comune depura le acque (niente reflui inquinanti e scarichi fognari, quindi), utilizza i pannelli solari per produrre energia e adesso anche gli asini per la raccolta dei rifiuti. Un comune così paradisiaco e attento alle politiche ambientali così vicino a noi non può che essere raccontato ed emulato! Il Sindaco si è accorto che i camioncini per la raccolta dei rifiuti costavano al comune trentamila euro l’uno più ottomila euro l’anno di manutenzione, bollo, assicurazione e gasolio. In più erano anche brutti, inquinavano, facevano rumore e davano fastidio. L’asino invece costa intorno ai settecento euro all’acquisto, non inquina, non si svaluta, sta simpatico alla cittadinanza e tra permanenza in stalla, alimentazione, pulizia e controlli del veterinario costa al comune al massimo duemila euro all’anno. Un bell’esempio di geniale intuizione, risparmio e comunione con la natura che ci circonda!

 

Design Zingaro: il marchio della Riserva su prodotti naturali!

 

 

La geniale idea è partita grazie all’intuizione dei ragazzi e dei professori della facoltà di disegno industriale dell’università di Palermo, che si sono posti una semplicissima domanda: “che fine hanno fatto gli artigiani che producevano, partendo dal materiale naturale frutto della terra, prodotti di straordinaria manifattura come canestri, bracciali, sacche, cappelli e molto altro ancora?”. La risposta è prontamente arrivata dal direttore della Riserva dello Zingaro: “Qui, all’interno del parco, girano numerosi artigiani che sanno fare quei manufatti e su tutti i sette chilometri che appartengono alla Riserva si trovano anche le materie prime per realizzarle”. Così è nato il sodalizio tra il team dell’università di design e quello della Riserva Naturale dello Zingaro. Insieme hanno dato vita ad un marchio che nasce sotto al nome di “Design Zingaro” e che darà i natali a numerosi oggetti artigianali creati grazie alla sapienza di maestri che operano sul territorio, alla quantità di materie prime provenienti dalla Riserva e alla bravura e alla cooperazione tra i ragazzi della facoltà di design e il personale del Parco! Potete vedere oggetti, procedure di realizzazione e iniziative varie legate al marchio “Design Zingaro” per tutta l’estate e fino al 30 di novembre, recandovi al museo delle attività marinare e al museo naturalistico, entrambi siti all’interno della Riserva Naturale, dove è stata installata la mostra che raccoglie gli oggetti nati sotto al marchio “Design Zingaro” e intitolata “Mostra di Cose, Parole ed Immagini” o cliccando sul sito www.riservazingaro.it.

 

Il calzino che non puzza!

 

 

Vi stiamo per parlare di un’invenzione che riuscirà a cambiarci la vita! Il tema è quello angosciante del calzino fetido e coinvolge molto spesso anche il posto di lavoro: uffici grandi sei metri per tre dove si svolge in cattività la vita di un numero imprecisato di persone, dove il problema principale, quindi, è il sovraffollamento: sette, otto a volte anche dieci persone vivono in questa stanzetta invasa da scrivanie, computer, telefoni. Inutile dire che in condizioni ambientali così precarie e al limite della resistenza umana, basta una scarpa da ginnastica per sconfinare in una situazione perlomeno inospitale se non addirittura ostile. Ma c’è chi ha risolto il problema: esiste, infatti, un prototipo di calzino in grado di non esalare i cattivi odori!!! E’ tutto vero, l’uomo che può salvare tanti di noi da disgustose esperienze olfattive si chiama Solitario Nesti (Solitario di nome, Nesti di cognome) ed è il direttore della Tecnotessile di Prato. Il calzino che non puzza si ottiene con uno speciale bagno chimico nel quale viene immerso il tessuto. Si tratta di speciali prodotti chimici che impediscono, una volta indossato il calzino, la proliferazione della flora batterica che dà vita alle raccapriccianti esalazioni che purtroppo l’essere umano ben conosce.

 

Orologi antiscippo a Napoli.

 

 

Una volta, tempo fa, il turista arrivava a Napoli con un orologio e ripartiva senza. Adesso la situazione è cambiata, almeno per chi ha aderito all’iniziativa promossa dall’Unione Industriali della Città di Napoli, nell’ambito della geniale operazione “Beffa ai Banditi”. L’idea è questa: la città di Napoli dà al turista che lo richiede un orologio alternativo al suo originale. Così l’americano, il giapponese, il veneto che arriva in uno degli alberghi convenzionati, una volta preso possesso della stanza, lascia il suo Rolex dentro la cassaforte dell’Hotel e lo sostituisce con quello di plastica donatogli dagli albergatori. Un orologio tra l’altro simpatico, che non è in vendita e viene donato solo ai turisti (quindi può anche diventare da collezione) e che sul quadrante riporta vedute suggestive di Napoli o prodotti dell’enogastronomia locale. Il messaggio che accompagna il dono particolare, infatti,  recita proprio così: “Benvenuti. Siete giunti nella città delle meraviglie. Vi suggeriamo però di non aggiungere alle molte e splendide sorprese di cui potrete godere, quelle spiacevoli. Depositate in albergo il vostro Rolex. E lasciate che a misurare il tempo del relax a Napoli sia un semplice segno di benvenuto: un orologio con il profilo del golfo o l’immagine di una pizza”.

 

Multe al contrario.

I vigili dicono “grazie” a chi si comporta bene su strada!

 

 

Immaginatevi che faccia possono aver fatto gli abitanti di Scandiano, quando si sono ritrovati sul parabrezza la “multa al contrario” ad opera dei vigili della nota località. Eh, si! A Scandiano i vigili (su proposta del Comune) fanno le multe al contrario: lasciano un bigliettino di ringraziamenti a chi parcheggia correttamente l’auto. Si chiamano “azioni positive”. Per un forcaiolo come me è come scoprire un nuovo mondo: invece della repressione la persuasione, l’incentivo, la carota al posto del bastone. E la gratificazione funziona, i cittadini parcheggiano meglio perché ricordano quell’atto di cortesia da parte dell’ordine costituito che in altri paesi spesso ricorda un po’ il vecchio zio burbero e manesco! Così a Scandiano se parcheggiate bene potreste trovarvi sotto al tergicristallo un bigliettino con la seguente scritta: “La polizia municipale La ringrazia per aver parcheggiato correttamente, con il suo comportamento ha reso più bella e vivibile la nostra cittadina!”.

 

L’acqua frizzante dalle fontane:

i cittadini incentivati a consumare l’acqua del rubinetto!

 

 

A Casalmaggiore i cittadini quasi non credono ai loro occhi e alle proprie papille gustative: dalle fontane sgorga limpida, fresca e potabile l’acqua con le bollicine. Succede anche questo nel comune del cremonese, dove l’acqua dell’acquedotto viene elargita gratuitamente in tre comodissime modalità: liscia a temperatura ambiente, liscia e refrigerata, refrigerata con le bollicine. Il Sindaco, dopo aver potenziato l’impianto di captazione e depurazione delle acque volle mandare un segnale chiaro e preciso: dall’acquedotto arriva acqua di qualità, è buona, bevetela e se non vi basta vi do anche le bollicine! Alla salute del cittadino che ne gioisce perché beve bene, perché non deve caricarsi sul groppone periodicamente quintalate di confezioni di minerale, perché se non deve più comprare la minerale in bottiglia non immette altra plastica nell’ecosistema e perciò ne arride anche l’ambiente ed il portafoglio! Già anche il portafoglio. Quest’ultima particolarità l’hanno fatta notare quelli di Altreconomia (www.altreconomia.it) ponendo una semplice domanda: “Secondo voi costa di più l’acqua o la benzina?”. In genere la domanda stupisce e lascia un attimo perplessi; che domanda, come fa l’acqua a costare più della benzina che è petrolio, che non c’è quasi più, che bisogna fare le guerre per andarlo ad estrarre! La benzina sta ormai ad un euro virgola tre al litro, mentre se voglio l’acqua al bar la pago grosso modo un euro a bottiglietta, che effettivamente però è mezzo litro, e quindi per due fa… due euro al litro. Molto più della benzina! E allora (dove è potabile) perché non bersi la propria acqua come fanno a Casalmaggiore?

 

Cassonetti per la spazzatura trasparenti:

 “Rifiuto con affetto!”

 

L’immondizia ormai è un elemento integrante della nostra società, ci conviviamo come se fosse un vicino un po’ inopportuno ma di cui non possiamo fare a meno. Allora c’è chi ha avuto una geniale intuizione: “E se non pensassimo proprio più al concetto di rifiuto o di riutilizzo, ma pensassimo semplicemente ad allungare la vita agli oggetti?”. Un oggetto può non servire più a me, ma prima di essere buttato può tornare utile a qualcun altro. Nasce così l’iniziativa “Rifiuto con Affetto”, dall’idea di tre studentesse di architettura dello IUAV di Venezia, che abbiamo intervistato anche attraverso Pandolfo a Colazione su Radio Alcamo Centrale (www.pandolfo.radioalcamocentrale.it), tali Roberta Bruzzecchese, Maddalena Vantaggi, Maria Zanchi (nella foto accanto alla loro invenzione). La loro idea è semplicissima. A chi non è mai capitato di pensare, passando davanti ad un cassonetto della spazzatura: “Ma guarda quel tavolino/armadietto/orologio/lampadario/quadro/fumetto, ma come gli è venuto in mente di buttarlo?”. Le tre studentesse hanno così inventato RCA (l’acronimo di Rifiuto Con Affetto, www.rifiutoconaffetto.it), un cassonetto grosso più o meno come quelli normali, ma trasparente e con delle mensole interne dove riporre quello che si vuole lasciare. Così al suo interno si possono inserire oggetti di ogni tipo che altri possono poi prendere. Lo scambio è libero, volontario, asincrono e totalmente gratuito. Chi primo arriva meglio sceglie! Ma non parlate di riciclo. L’idea è quella della riaffezione. L’oggetto gettato può tornare a vivere a casa di qualcun altro e questo ci porta a parlare del prossimo caso… il sito perso per perso.

 

Persoperperso.com:

cambi e scambi su Internet senza l’uso della moneta

 

 

Continuando a parlare del neologismo della “riaffezione” ci viene spontaneo rivolgerci ad un settore particolare delle italiche case. Avete mai provato a salire nel solaio di casa vostra o ad aprire un armadio dove avete riposto oggetti ormai in disuso, simboli dimenticati di un vostro passato fatto di hobby strani, canne da pesca, tende da campeggio, ma anche lampade dalle inquietanti forme o soprammobili regalati da vecchie zie e subito abilmente nascoste e dimenticate? Bene, questo universo ricco di tesori che affolla le nostre case ha solleticato l’idea di alcuni geniali individui, i quali hanno deciso di realizzare un portale su Internet che raccolga questi oggetti e gli ridia nuova vita. Il sito si chiama www.persoperperso.com, ci si iscrive gratuitamente e poi si possono inserire tutti gli oggetti che si vuole, con la foto e una breve descrizione. Ogni oggetto che si è inserito dà dei punti da potere utilizzare per entrare in possesso di altri oggetti che si trovano sul sito. Non si usano i soldi e questo è già una bella cosa, se poi lo scambio permette di conoscere tanta gente simpatica e nel contempo fare anche qualche curioso affare, allora è davvero una genialata! Provare per credere.

“Siamo Tutti Pino Maniaci”: Contro lo spauracchio della mafia tutti a condurre il TG

Succede ancora (in questo accaldato 2008) che la mafia se la prenda con la stampa e cerchi in tutti i modi di imbavagliarla, zittirla, demotivarla e distruggerla. Il noto giornalista Pino Maniaci, responsabile della tv di controinformazione Telejato (www.telejato.it) è stato poco tempo fa oggetto di minacce e aggressione da parte del figlio di un noto boss del partinicese che si trova agli arresti sotto regime di 41bis. Da quell’aggressione ne sono seguite altre: minacce, inseguimenti in macchina, esternazioni anche contro il figlio che di mestiere fa l’operatore fino all’ultima inquietante vicenda accaduta a luglio, la macchina di Pino con il logo di Telejato a fuoco per mano dolosa. Pino comunque non si lascia impaurire ed è rimasto in prima linea, continuando a condurre imperterrito il suo TG anche il giorno dopo aver subìto il pestaggio, anche dopo che gli hanno bruciato la macchina. Al baffuto conduttore gli è piombata in redazione un’ondata di solidarietà: cittadini, associazioni, personalità varie, sindaci, politici, emittenti (tra le quali anche la nostra, Radio Alcamo Centrale e persino mamma Rai e La7), fotografi, preti, giornalisti ma anche istituzioni e forze dell’ordine da tutta Italia si sono riuniti in un unico appello: “Siamo Tutti Pino Maniaci” e da lì hanno deciso di condurre il telegiornale a turno per far vedere che dietro quella telecamera c’è un popolo che dice NO alla mafia e No alla delinquenza! Pino adesso non è più solo nella sua opera di controinformazione, così dalla scrivania più discussa e seguita del territorio siciliano si avvicendano proprio in questi giorni i conduttori per un giorno, tra i quali si sono annoverati anche don Luigi Ciotti, i ragazzi di Addio Pizzo, l’associazione Rita Atria (www.ritaatria.it) e tantissimi altri. Da dopo le ultime vicende adesso Pino Maniaci è sotto scorta, ma con una schiera così ampia e variegata di sostenitori ci penseranno due volte prima di mettergli nuovamente le mani addosso.

 

Il Sindaco che indice un concorso a premi

per far dimagrire i suoi cittadini

 

 

In tempi di “vacche grasse”, dove il cibo la fa da padrona e ci si rimpinza ad ogni occasione, un’idea sicuramente stimolante e geniale ha coinvolto i cittadini di una ridente località. La notizia viene da Varallo Sesia, settemilaquattrocento abitanti, in provincia di Vercelli, località che ha uno dei sindaci più curiosi della nostra penisola, tale Gianluca Bonanno. Il primo cittadino ha pensato: “Si mangia troppo! Siamo tutti un po’ rotondetti e questo potrebbe influire sulla salute dei miei concittadini e della mia città”. Come fare a sollecitare i cittadini a mangiare di meno? L’idea nasce quasi automaticamente: un concorso a premi per far dimagrire i concittadini sovrappeso. Due possibilità: dieta di un mese o di due. Le donne che dopo un mese avranno perso tre chili incassano cinquanta euro e altri cento dopo cinque mesi di peso mantenuto. Gli uomini devono dimagrire quattro chili. Oscillazione massima permessa: un chilo. Se si sceglie la dieta di due mesi bisogna perdere sei chili, gli uomini; cinque, le donne. Se il peso viene mantenuto per cinque mesi e passa, il Sindaco Bonanno sgancia altri duecento euro. Un bell’incentivo al dimagrimento, no? Un’iniziativa ludica e allo stesso tempo utile e salutista alla quale lo stesso Sindaco, avendo messo su qualche chilo di troppo, fa da cavia. Perché non è solo una questione estetica, la prevenzione all’obesità è una priorità di salute pubblica. Una volta smagrito, Bonanno ha tappezzato i muri di Varallo con cartelloni che riportano la sua faccia per far vedere come raggiungere l’obbiettivo di un sano dimagrimento è possibile. Geniale intuizione da condividere!

 

I vigili di cartone al posto di quelli veri!

 

 

Ecco un’altra idea davvero intraprendente, da un sindaco fonte inesauribile di geniali trovate. E’ un Sindaco che è riuscito a dimostrare che si può amministrare bene un Comune anche con poche risorse economiche o, a seconda dei punti di vista, ideatore di abnormi “putanade” per attirare l’attenzione dei media. Lui è il già nominato Gianluca Bonanno, Sindaco di Varallo Sesia e abbiamo imparato a conoscerlo anche attraverso la notizia precedente. Sua infatti è l’idea di ideare un concorso per far dimagrire i suoi concittadini. Ma in questo spazio parliamo di mobilità e per coniugare il risparmio delle risorse economiche con una geniale trovata per migliorare il traffico, nasce l’idea dei vigili di cartone! Eh, si: il Sindaco ha moltiplicato il numero di vigili urbani presenti sul territorio senza costi aggiuntivi. Non li ha assunti ma clonati. E’ bastato un bravo fotografo professionista: foto a tutti i vigili urbani del Comune, con la divisa, uomini e donne, e successiva realizzazione di sagome in cartone a colori e a grandezza naturale. In totale Bonanno ha realizzato dieci sagome, tutte posizionate sulle strade. Fino a dieci metri di distanza dalla sagoma l’automobilista non capisce se il vigile è vero o è finto. E quindi fa quello che Bonanno vuole: diminuisce la velocità. Meglio un vigile finto che una multa vera, dice furbescamente il Sindaco e i risultati non tardano ad arrivare: diminuzione degli incidenti stimata intorno al 30% e repentino decremento delle multe. Perché la sagoma non dà le multe, ma mette paura della possibile contravvenzione e allora il vigile vero ha bisogno di farne meno. Il Sindaco sa però che non può tenere la sagoma più di un giorno piazzata nello stesso posto, perché l’automobilista è scemo ma solo fino ad un certo punto. E’ animale che apprende dai suoi precedenti errori percettivi. Quindi il giorno dopo l’astuto Sindaco sposta la sagoma su un’altra strada. Oppure mette il vigile vero pronto a multare lo sprovveduto automobilista che crede di aver capito il trucco e schiaccia sull’acceleratore. Il terzo giorno l’automobilista è percettivamente confuso: sarà una sagoma? Sarà un vigile in carne, ossa ed autovelox? Tormentato, rallenta. E l’obiettivo è raggiunto!!!

 

Il caricabatterie ad eolico e solare, trionfo dell’energia pulita!

 

 

L’idea di energia pulita, decrescita felice, alternativa equa e anche un po’ solidale allo spreco e all’inquinamento ha sempre solleticato la nostra attenzione e il nostro interesse! Così quando abbiamo sentito che il nostro cellulare, simbolo etereo e inutile (perché non prende quasi mai) dell’era del consumismo e della comunicazione globale che avvicina il mondo e ci allontana i vicini, poteva essere caricato con qualcosa che non fosse la corrente elettrica. E’ risaputo, il cellulare si scarica sempre nei momenti meno opportuni, quando potrebbe finalmente servire a qualcosa, mettiamo il caso: sei in auto in una zona sperduta, buchi una ruota e snocciolando una serie di improperi decidi di chiamare qualcuno per farti aiutare. Niente! Il maledetto diabolico oggetto è scarico! Allora c’è chi ha avuto la geniale intuizione, un’idea che associ l’energia pulita del vento o del sole alla nostra necessità di avere quel diabolico strumento del demonio qual è il cellulare sempre carico! Così nasce il “caricabatterie ad eolico” e il “caricabatterie a solare”, che vanno rispettivamente col vento e col sole, due elementi che contraddistinguono da sempre la nostra Sicilia e che è da stupidi non sfruttare, visto che da noi se ne trovano in quantità. Solare ed eolico per caricare il cellulare: ci piace, ci inorgoglisce e ci commuove anche un po’! Venti minuti con uno dei due caricabatterie e il vostro cellulare funzionerà per ben due ore, senza aver sprecato elettricità (consumando solitamente come una fiera campestre) e senza cavi, fili e alta tensione. Solo puro e semplice vento o i sani raggi solari coi quali ti abbronzi e, contemporaneamente, ci carichi il cellulare!

 

Scambio casa:

un modo nuovo di fare le proprie vacanze.

 

 

Si sta diffondendo in Italia e nel mondo una nuova moda davvero particolare, curiosa e sicuramente apprezzata dagli estimatori di lunghe vacanze a buon prezzo. Si tratta della pratica dello Scambio di Casa. Proprio così, lo scambio di casa è la vacanza alternativa dove due famiglie si accordano per scambiarsi i propri appartamenti per una vacanza… "Tu stai a casa mia mentre io sono nella tua". In questo modo si vive l’atmosfera del luogo attraverso la vita della persona con cui ci si è scambiati l’appartamento. Sono tanti i siti che si occupano di fare da tramite per questo genere di attività e sono diventati anche molti gli utenti italiani che hanno deciso di prendere parte a questo curioso esperimento. Il sito www.scambiocasa.com per esempio da più di 14 anni ha fatto da tramite per migliaia di scambi senza mai avere lamentele per furto, per atti vandalici intenzionali o di qualcuno che arrivato a destinazione nella sua nuova casa. La gente che dà la propria casa e ne prende un’altra a sua volta è portata a trattare bene la nuova abitazione e si instaurano anche rapporti di amicizia duratoru nel tempo che poi portano a ripetere la straordinaria esperienza. Chi ha già preso parte a questa ludica iniziativa non si è trovato nella condizione di sentirsi preoccupato dall’avere "un estraneo in casa" . Lo scambio di casa, infatti, non è da considerarsi come un appuntamento al buio. Anche se funziona proprio come uno di quegli appuntamenti: ci si scambia delle e-mail con gli eventuali nuovi amici, si parla qualche volta al telefono e ci si scambia alcune foto. Il tutto tramite l’aiuto di questi siti Internet. Al momento in cui ci si acorda per vedersi, non si va ad un incontro con "un estraneo". Non si uscirebbe con qualcuno/a se non si sentisse un trasporto, un feeling con l’altra persona. La stessa cosa succede per la casa. Un’idea geniale per passare belle vacanze a costo zero!!!

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Pubblicato 15 settembre 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

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