Dossier su LEFT: C/Mare porto di affari illeciti   Leave a comment

 Dalla rivista “LEFT” in edicola da venerdì 22 agosto un dossier inquietante su C/Mare del Golfo

L’ombrellone che scotta

 

 

La copertina di LEFT

Il servizio su LEFT (in alto potete vedere la copertina del nuovo numero in edicola) è firmato da una delle penne più pungenti e rinomate del giornalismo italico: Pietro Orsatti racconta sul nuovo numero della nota rivista (in edicola da venerdì questo) di come Castellammare del Golfo sia stato da sempre porto franco degli affari illeciti di Cosa Nostra, fin dai tempi di Lucky Luciano. Poi rifugio dorato di latitanti e sede di intrecci con servizi deviati  e massoneria. Un modello di vita criminale unico di cui parla anche il pentito di mafia Antonino Giuffré (fino al 2002 componente della “cupola” di Bernardo Provenzano), affermando che il paese di Castellammare del Golfo rappresenta una delle zone più forti della mafia, punto di incontro per traffici di droga, armi, massoneria e servizi segreti deviati. Così, in una cittadina già precedentemente commissariata e con un nuovo primo cittadino già molto discusso, LEFT ci accompagna dentro una cartolina particolarissima di Castellammare del Golfo, tra storie e tradizioni omertose.

<<Folla di turisti in cerca d’ombra in un torrido pomeriggio di agosto. La villa comunale si affaccia su uno dei tratti più spettacolari della costa della Sicilia occidentale, Castellammare del Golfo. Antico porto di Segesta e poi primo emporio arabo in questo tratto di costa. Oggi motore dello sviluppo turistico dell’area. Dalla terrazza della villa la vista è di quelle che mozza il fiato. Il porticciolo pieno di barche da diporto, le scogliere, il mare una tavola. Un paradiso. Non solo per la folla di tedeschi arrossati dal sole di Sicilia. Non solo>>. Comincia così il ricco dossier di Pietro Orsatti che su LEFT racconta affari e malaffari del territorio castellammarese. LEFT ci ricorda di come per decenni il porto del golfo trapanese rappresentò il centro del traffico mondiale di droga.

<<Subito dopo la seconda guerra mondiale – scrive LEFT – Castellammare del Golfo divenne, con un accordo fra i boss palermitani e trapanesi e i cugini negli Stati Uniti, uno dei centri potenti della nuova mafia emergente. Luogo di coincidenza di interessi tra mafiosi siciliani e boss siculo –mericani. In una riunione del 1957 al Grand Hotel et des palmes, uno dei più prestigiosi di Palermo, e a cui partecipò anche Lucky Luciano, venne sancito il patto di investitura di Castellammare come porta verso l’esterno del clan, strappando di fatto il controllo del traffico degli stupefacenti ai clan marsigliesi fino ad allora “leader” incontrastati in questo business. Il summit, storicamente documentato in vari processi e sentenze, avvia quel processo di trasformazione della mafia tradizionale in quella dei corleonesi. E dimostra i legami mai troncati fra clan siciliani e cugini d’oltre Atlantico. Da quel momento Castellammare del Golfo è la base delle attività criminali legate al traffico di eroina>>.

Il tagliente dossier di Orsatti ci ricorda anche come questo territorio sia uno dei luoghi di dorata latitanza del boss Matteo Messina Denaro. <<Perché qui i boss fanno i latitanti in casa propria, nel proprio paese, mantenendo inalterata la propria rete di affari e protezioni. E qui nasce anche il mito di Francesco Mattia Denaro, il ministro degli esteri di Totò Riina e padre dell’attuale super ricercato Matteo. Sconosciuto alla giustizia per quasi vent’anni, nonostante il suo ruolo di raccordo con gli Stati Uniti e “formatore” alle tradizioni di Cosa Nostra dei picciotti nati all’estero. Francesco muore in casa propria nonostante siano stati spiccati per lui diversi mandati di cattura; i parenti fanno trovare il cadavere pulito e composto su un vialetto di campagna. Il figlio Matteo, già latitante come il padre, acquisterà annunci sui giornali locali che puntualmente li pubblicheranno>>.

 

Davvero un’eredità pesante per Castellammare che comunque prosegue la sua stagione estiva con la gente ignara di tutto e una miriade di turisti che passeggiano, bevono qualcosa, vanno al mare.. << la stagione turistica quest’anno sta andando benissimo. Zona prestigiosa, nonostante la storia controversa, sembra reggere la crisi del settore. E anche altri tipi di affari, a quanto sembra, stanno ripartendo dopo un’apparente crisi. L’eroina e i centri di raffinazione, secondo dati rilasciati dalla direzione distrettuale Antimafia di Palermo, sono stati subappaltati ai clan calabresi>>. Nonostante ciò restano forti, anzi, registrano una nuova fase di sviluppo i legami tra i boss d’oltreoceano e quelli dell’isola. Così il ruolo di Castellammare del Golfo nei traffici marittimi della droga è ancora centrale. Si parla però di riorganizzazione di Cosa Nostra! A tracciare un quadro dell’attuale situazione criminale è il sostituto procuratore Sergio Barbiera che analizza il fenomeno e la centralità di C/Mare nella inquietante situazione dove tra l’altro si continua ad ammazzare: sette omicidi – e una lupara bianca – in un anno. Al centro dei traffici, però, non c’è più l’eroina ma la cocaina, prodotta in Sudamerica. <<I boss americani acquistano quintali e quintali di coca, che poi viene spedita in Italia a bordo di navi dirette nei porti siciliani e non solo: segnalazioni e sequestri si sono succeduti anche a Genova, Livorno, Civitavecchia, Salerno, e Gioia Tauro. Le indagini degli ultimi tempi, infatti, indicano che a Palermo Salvatore Lo Piccolo e la famiglia del boss Nino Rotolo gestivano la distribuzione della cocaina tra alcuni grandi fornitori italiani, dividendo poi i proventi del traffico con i cugini americani. L’arresto dei Lo Piccolo ha solo rallentato la riorganizzazione del traffico, che oggi in molti indicano come “fiorente”. E si inserisce anche una nuova novità organizzativa non da poco conto: la manovalanza del clan non si ricerca solo fra i picciotti iniziati a Cosa Nostra, ma entrano in gioco anche “stranieri” (immigrati a basso costo) e persone esterne all’organizzazione. Anche per il narcotraffico, a quanto sembra, iniziano a valere le regole della globalizzazione e delle “esternalizzazioni” >>. Il tutto viene confermato anche dal pentito di mafia Antonino Giuffré (fino al 2002 componente della “cupola” di Bernardo Provenzano), il quale afferma che: “allo stato attuale Trapani e in particolare il paese di Castellammare del Golfo rappresentano una delle zone più forti della mafia, non solo perché la meno colpita dalle forze dell’ordine, ma soprattutto perché punto di riferimento non solo di traffici normali, come droga e armi, ma anche luogo dove si incontrano alcune componenti che girano attorno alla mafia. È un punto di incontro della massoneria, ma anche per i servizi segreti deviati”.

LEFT prosegue la sua indagine analizzando il fenomeno politico c/marese, sicuramente anomalo e da studiare all’interno delle università: <<Anche la politica e gli affari apparentemente leciti entrano a pieno titolo nelle vicende di Cosa Nostra.  Una caratteristica di Cosa Nostra Trapanese (scrive il prefetto Giovanni Finazzo) è stata l’aver preferito nell’ultimo decennio ai canali di riciclaggio proprio, e cioè scaturente da attività illecite, l’infiltrazione massiccia nelle medie e grandi attività produttive e il mantenimento di canali diretti e indiretti con gli ambienti della politica locale e delle pubbliche istituzioni. E da Castellammare a Trapani è un attimo. Il territorio è permeabile e accogliente. È facile poi reinvestire “legalmente” il denaro accumulato illecitamente con l’estorsione, gli appalti e la droga>>. 

In una situazione del genere, poi, a C/Mare si aggiunge anche la massoneria che svolge funzione di collante tra istituzioni politiche e malavita organizzata. <<In questo quadro, non stupisce che il 23 marzo del 2004 il consiglio dei ministri abbia deciso lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare del Golfo, dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata>>.

Uno scioglimento dovuto anche alla tempestiva operazione di polizia denominata “Tempesta” e all’azione ispettiva del ministero dell’interno. L’inchiesta portò all’arresto di 23 presunti affiliati a Cosa Nostra e alla scoperta di ingerenze e connivenze tra mafia e politica. Nell’inchiesta sono rimasti coinvolti, tra gli altri, il dirigente Antonino Palmeri e il funzionario Vincenzo Bonventre entrambi dell’ufficio tecnico comunale ed entrambi accusati di abuso d’ufficio con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra. <<Si sarebbero prodigati, secondo i magistrati, per concedere, in maniera illegittima, autorizzazioni edilizie al presunto capomafia locale, Francesco Domingo […] dalle intercettazioni ambientali e telefoniche è emerso un quadro inquietante: i burocrati del Comune erano preoccupati non tanto di essere scoperti dalle forze dell’ordine, ma di non riuscire ad assecondare le pressanti richieste che provenivano dalla “famiglia” mafiosa>>.

 

Così dopo tre anni di commissariamento, l’intero quadro politico azzerato e le nuove elezioni si torna a parlare del rischio di infiltrazioni. Durante l’insediamento della nuova amministrazione circolavano numerose voci sulla presunta ineleggibilità di alcuni candidati al consiglio comunale poi puntualmente eletti. Si tratta di persone elette in un consiglio comunale con il quale però, direttamente e indirettamente, avevano alcuni contenziosi legati a sanatorie e concessioni edilizie. <<Ma la commissione elettorale ha sancito l’eleggibilità e quindi stop. Al limite si può parlare di inopportunità politica, ma null’altro>>. Poi c’è il sindaco. Marzio Bresciani, eletto con il 60% dei consensi, simbolo di ritorno alla legalità. <<Marzio Bresciani è un noto imprenditore della zona e consigliere delegato della Sicilgesso, forse la più importante industria dell’area. Il 13 febbraio del 2003 è stata depositata al Tribunale di Trapani una sentenza che, anche se non lo condanna, lo riguarda molto da vicino. Emerge dall’atto, infatti, che la Sicilgesso avesse pagato per anni a due clan il pizzo (20 milioni di lire all’anno a ciascuno), vista anche la sua posizione geografica, ovvero al confine fra il territorio di Alcamo e di Calatafimi. A confermarlo le testimonianze dei pentiti Vincenzo Ferro, Giuseppe Ferro e Vincenzo Sinacori. Convocati in tribunale, Marzio Bresciani e il presidente della Sicilgesso Antonio Cascio “hanno negato di aver mai ricevuto richieste né di aver mai pagato”. E si legge ancora nella sentenza del tribunale di Trapani: “Ancora una volta, a fronte dell’assenza di contributo conoscitivo da parte delle persone offese, importanza fondamentale riveste la mappa delle estorsioni trovata nelle mani di Melodia Ignazio nella quale si legge testualmente “Sicilgesso per Alcamo e Calatafimi a metà” […] Ora la domanda è: come è possibile che venga eletto a sindaco “post commissariamento”, e con percentuale bulgara, un imprenditore che, stando agli atti processuali, per anni avrebbe pagato il pizzo a ben due clan mafiosi, rifiutandosi sia di denunciarli che di testimoniare al processo? >>. Certe domande – conclude LEFT –  ad agosto sotto il sole di Sicilia, e con il paese pieno di turisti, non si fanno.

 

NE AVEVA PARLATO ANCHE

"LA SICILIA"  

 

  UN SERVIZIO ANCHE

DA TELEJATO

 

  IL SERVIZIO DI TELEJATO CON

IL FUORI ONDA CON BRESCIANI

      

Altri riferimenti al tema: Mafia e legalità a C/Mare in edicola con LEFT e sui link

http://barberafabio.spaces.live.com/blog/cns!A3B5DFE268B24FF4!516.entry

www.barberafabio.spaces.live.com

www.alcamo.it

www.fascioemartello.it

www.castellolibero.blogspot.com

www.ritaatria.it

www.avvenimentionline.it  

www.telejato.it 

www.orsatti.info 

 

Annunci

Pubblicato 23 agosto 2008 da fabiobarbera in Senza categoria

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: